Doppio ex della partita di ieri tra Inter e Bologna è Gianluca Pagliuca, che con i nerazzurri ha vinto una Coppa Uefa nel 1998 e ieri aveva il cuore diviso a metà tra le due formazioni.  "Il 2019 è partito male per l'Inter - dice l'estremo difensore degli anni '80, '90 e 2000 a Radio Anch'io Lo Sport -. E' cominciato tutto col pareggio contro il Sassuolo. La partita di ieri è l'esempio di un momento no. Nell'arco di un anno capitano, deve essere molto bravo l'allenatore con i giocatori a uscirne. Non esiste una squadra che vada a mille all'ora sempre. Se ieri sotto sotto tifavo Bologna, vista la classifica, da sabato a Parma mi auguro che l'Inter riprenda il cammino verso un campionato molto più importante. E' vero che è terza ma è a rischio di essere risucchiata dalle altre. Se mi aspettavo un Bologna così? Sì perché per risalire serve qualche colpo di questi. Avrei firmato anche per un pari, pensavo che l'Inter tirasse fuori le unghie. Mi auguro di vedere i nerazzurri in Champions, la Sampdoria in Europa League  e il Bologna salvo". 

Pagliuca ha vissuto in nerazzurro alcuni momenti di crisi e può parlare per esperienza. "Se ne viene fuori col lavoro, cercando di non sentire le trasmissioni tv e di leggere meno giornali possibili. Servono risultati e partite. Spalletti ha tanta esperienza e ne verrà fuori. Vincere il campionato è impossibile, ma c'è ancora l'Europa League. Siamo a febbraio. Andare allo sbando sarebbe brutto. C'è ancora una buona posizione di classifica. Un grande allenatore e un campione deve uscire fuori da questi periodi. Certo il futuro del tecnico non è roseo. Penso che l'anno riuscirà a finirlo. Me lo auguro. Vorrebbe dire che ha fatto dei buoni risultati. Per l'anno prossimo ha ancora un contratto ma l'ombra di Conte c'è. Ha fatto molto bene alla Juventus e al Chelsea, penso che sia l'allenatore giusto. Non dico che spero vada ad allenare l'Inter, mi auguro che Spalletti rimanga il più a lungo possibile. Ma Conte potrebbe certamente fare al caso dell'Inter".

Tra i motivi della crisi nerazzurra, il lungo digiuno di Mauro Icardi. "I tifosi, se non segna Icardi, danno sempre la colpa al contratto - dice ancora Pagliuca -. Lui ha dimostrato grande fiuto del gol ma va a momenti. C'è quello in cui fa sempre gol e quelli meno. La sua storia insegna che i suoi 15-20 li fa sempre. E' un momento così, bisogna tirare avanti. La cosa del contratto non è ovviamente vista in positivo dai tifosi oggi. Il caso Icardi può influire, ma lui ha già detto che rimarrebbe volentieri all'Inter. Avesse detto che vuole andar via sarebbe diverso. Vuole un aumento, glielo daranno. Sono cose che succedono in ogni società".

Pagliuca ha poi ricordato un episodio del passato da portiere, l'errore in finale al Mondiale da cui si salvò grazie al palo. "Mi passò tutto per la testa, se la palla fosse entrata non sarei più rientrato in Italia. Ero appena stato acquistato dall'Inter, sarei rimasto in America. Dio mi ha aiutato, sarei stato segnato per tutta la carriera da quell'errore. Meno male che tutti si ricordano il bacio al palo e molto meno quell'errore".

Infine un giudizio tra i due portieri titolari della Milano calcistica. "Tra Donnarumma e Handanovic sceglierei Donnarumma perché è giovane, ma Handanovic è fortissimo. Anche ieri ha fatto molto bene, anche se sul gol non mi è piaciuto tanto".

Sezione: News / Data: Lun 04 febbraio 2019 alle 10:15
Autore: Mattia Todisco
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