Prima della nomina di Paolo Maldini a nuovo direttore tecnico della nazionale, nella lista dei "papabili" era finito sui giornali anche Beppe Bergomi. "Mi ha fatto piacere essere in questa lista - dice lo 'Zio' in un'intervista a La Repubblica -. Tra me e Malagò c’è grande stima. È stato lui a farmi portare la torcia olimpica durante la cerimonia di apertura dei Giochi di Milano Cortina, uno dei momenti più emozionanti della mia vita. Se Paolo non avesse accettato, io sarei stato tra le possibili soluzioni e per me è motivo di orgoglio. Però Maldini è la scelta migliore, per distacco".

"Maldini è stato un grande difensore, è uno pratico nel modo di gestire le cose. Leo è un sognatore. Vi ricordate di lui allenatore? Giocava con il 4-2 fantasia, molto brasiliano - prosegue Bergomi - Quale sarà il compito per loro più arduo? Saper sfruttare i settori giovanili. La filiera azzurra lavora bene. Mi dicono che abbiamo due annate promettenti, quella dei ragazzi del 2010 e quella del 2007. Loro dovranno trasmettere le direttive corrette. Bisogna avere gli stessi principi, linee guida condivise".

"Chi vorrei sulla panchina della Nazionale? Non c’è una scelta giusta, dipende dal calcio in cui credi, dai cambiamenti che ti aspetti di vedere. A me stuzzica Guardiola. E quando hai dalla tua parte Paolo, hai la forza e lo standing per andare a parlare con Pep. A naso, un tentativo lo possono fare. Se ricevessi una telefonata da Maldini? Se chiama uno come Paolo, lo ascolti. Mi piace fare il commentatore in tv a Sky, ma la maglia azzurra ha caratterizzato la mia carriera, dall’82 al ’98, ho giocato quattro Mondiali. Se posso dare una mano, non mi tiro indietro".

Sezione: Rassegna / Data: Lun 13 luglio 2026 alle 09:40
Autore: Antonio Di Chiara
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