A margine della presentazione del libro "Giuseppe Meazza - Storia di un mito" presso la sala Excutive 1 dello stadio San Siro, Federico Jaselli Meazza, nipote di Giuseppe Meazza nonché coautore del libro insieme a Dario Ronzulli, ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva ai microfoni di FcInterNews.it. Queste le sue parole. 

Ti andrebbe di condividere un ricordo della tua infanzia legato a tuo nonno Giuseppe?
"Certamente. Un mio ricordo bellissimo è legato ad un episodio verificatosi nella metà degli anni '70 quando il nonno mi portò a vedere la mia prima partita allo stadio, ovvero un derby. A dire il vero, all'epoca non ero molto interessato al calcio perché ero piccolo e non mi rendevo ancora conto della grandezza di mio nonno e dell'importanza della partita. Il mio ricordo è che, prima della partita, il nonno mi portò negli spogliatoi e mi sembra di sentire ancora adesso il ticchettio dei tacchetti degli scarpini dei calciatori che si allenano. A questo si aggiungono delle foto con dei miti dell'epoca come Sandro Mazzola e Giacinto Facchetti. Queste immagini le custodisco gelosamente e mi emoziono sempre a rivederle". 

Hai menzionato Sandro Mazzola, purtroppo recentemente scomparso. Hai avuto modo di conoscerlo e, se sì, che ricordo hai di lui? Qual è il tratto comune che ha permesso a Mazzola, a tuo nonno e ad altri di diventare leggende di questo sport?
"Sicuramente un tratto comune è l'Inter e l'amore per questi colori. Mio nonno è stato allenatore di Facchetti e Mazzola e io ho avuto il privilegio di conoscerli. Mazzola poi mi ha raccontato tante cose bellissime sul nonno. In particolare, siccome Meazza è stato responsabile del settore giovanile dell'Inter quando Mazzola è arrivato in nerazzurro, Sandro e gli altri ragazzi arrivati in quel periodo erano talmente emozionati dall'idea di essere allenati da mio nonno che, ogni qualvolta lui indossava i calzoncini per giocare con loro, loro parlavano di una sinfonia a vedere la palla calciata da Meazza, anche se un po' appesantito. Lui dispensava a questi ragazzi tantissimi consigli e tantissime pillole di saggezza, visto che mio nonno insisteva molto sul rispetto per gli avversari e per i compagni. Questo consiglio direi che Mazzola l'ha messo ampiamente in pratica durante la sua brillantissima carriera". 

Il mito di tuo nonno ha trasceso le generazioni e il fatto che a questo evento ci fossero tante persone di età diverse lo dimostra. Che termini useresti per descrivere tuo nonno a un bambino che in questo momento si sta affacciando al mondo del calcio?
"Un fuoriclasse umile. Bastano queste due parole per descriverlo".

A proposito di fuoriclasse, ne menzioniamo uno attuale: Lautaro Martinez. L'argentino è recentemente arrivato a 179 reti totali con la maglia dell'Inter, ovvero a poco più di 100 reti dal record assoluto di reti in maglia interista detenuto da Giuseppe Meazza (284, ndr). Da parte vostra c'è un po' il timore che l'attuale capitano nerazzurro possa 'rubare' questo record?
"Nessuna paura, e non perché non ci arriverà ma perché noi speriamo che ci arrivi. Questo vorrebbe dire che Lautaro Martinez rimarrebbe a Milano ancora per tanti anni e che andrebbe a segnare talmente tanti gol da farci conquistare ancora altri titoli. Noi come famiglia ne saremmo felicissimi e sono sicuro che ne sarebbe felicissimo anche il nonno da lassù che qualcuno superasse il suo record. A maggior ragione se si parla di Lautaro Martinez perché è davvero un grande leader ed è davvero un fuoriclasse". 

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Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 24 settembre 2026 alle 20:00 / Fonte: dall'inviato
Autore: Carlo Gamba
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