'Roma, Roma' di Antonello Venditti, poi il silenzio religioso per onorare la memoria Sandro Mazzola. Il volume dell'Olimpico si alza al massimo, si abbassa di colpo per un minuto, per poi fare da colonna sonora molto rumorosa per tutto il corso di Roma-Inter, big match ad altissima quota che più per la classifica serve a ridefinire gli status delle due squadre. Il riferimento in Serie A resta la squadra di Cristian Chivu, ma sono i padroni di casa a fare la voce grossa per primi: bastano 5' ai giallorossi per passare in vantaggio, con Manu Koné che è implacabile davanti a Pepo Martinez convertendo in oro la sponda già preziosa di Nahuel Molina sull'invenzione di Paulo Dybala. I campioni d'Italia si ritrovano sotto per la quarta volta di fila in questa stagione, riaccendendo quel nervosismo latente che si era già notato negli altri precedenti. La prova è nel cartellino giallo gratuito preso da Nicolò Barella per una protesta evitabile dopo un fischio corretto di Davide Massa a fermare un contropiede potenzialmente letale di Marcus Thuram in campo aperto. L'Inter è distratta, la Roma è centrata ed esegue a occhi chiusi il calcio di Gasp sfiorando il raddoppio. Su regalone di Federico Dimarco, Dyabala, dal centro dell'area di rigore, calcia stranamente alto l'assist di petto dell'avversario. Gli ospiti scherzano col fuoco, agevolando con una gestione poco accurata del pallone la riaggressione feroce della Lupa. Una riaggressione asfissiante che genera altre situazioni di pericolo per i nerazzurri, come la conclusione di Dybala che soffia non troppo lontano dal palo alla sinistra di Martinez e quella di Malen che termina alta sopra la traversa. La Roma gioca bene anche costruendo l'azione da dietro, complice il pressing disorganizzato di Lautaro e compagni. Tatticamente non c'è partita, come se Gasp avesse trovato l'antidoto alla Kryptonite interista che negli ultimi anni aveva indebolito il suo calcio. L'impressione viene messa in discussione da quattro azioni consecutive dell'Inter: la prima nasce da una rimessa laterale che porta Yann Bisseck a tu per tu con Mile Svilar, con quest'ultimo che vince il duello. Poco dopo, Lautaro alza troppo il mirino mandando altissimo un pallone telecomandato di Dimarco. Successivamente, dopo aver fatto saltare i riferimenti uomo a uomo, l'Inter obbliga ancora il portiere romanista agli straordinari uscendo sulla torre di Lautaro, precedente toccata da Dybala (sì, Dybala a ripiegare nell'area avversaria). In ultimo, sempre sfondando sul lato sinistro, è un altro difensore, Alessandro Bastoni, a creare un'insidia andando a scheggiare il palo da posizione defilata sull'invito di tacco di Curtis Jones. Lo sforzo massimo dell'Inter non produce risultati, un peccato mortale di fronte a questa Roma. Che, appena riguadagna campo, fa capire che potrebbe colpire da un momento all'altro. Sensazione confermata non molto tempo dopo con l'inserimento letale di Koné, ancora lui, che non ha difficoltà a battere per la seconda volta Martinez dall'area piccola. Il 2-0 diventa ufficiale dopo la revisione del VAR perché in campo il guardalinee aveva visto un fuorigioco che in realtà non c'era. Ecco il punteggio live sul quale valeva la pena scommettere, vista la storia recente: per la quarta volta di fila, Akanji (ammonito a fine primo tempo) e soci si ritrovano a inseguire partendo da -2.

SECONDO TEMPO -
La ripresa comincia come meglio non potrebbe per l'Inter: sfruttando un possesso palla gestito male da Gianluca Mancini, la ThuLa si accende in ripartenza con la prima combinazione degna di nota della partita e accorcia le distanze. Marcus Thuram si invola sulla sinistra e rifinisce per il colpo da biliardo di Lautaro Martinez che va in buca d'angolo. Il colpo di scena estremizza i concetti di gioco con le due squadre che interpretano il momento come se mancassero pochi minuti al triplice fischio. Si va da una parte all'altra senza soluzione di continuità. L'unica pausa arriva al 55', quando Chivu chiama il doppio cambio: dentro Carlos Augusto e Petar Sucic per Dimarco e Jones. Ci si ferma anche per il fallo tattico speso da Bastoni su Malen: giallo anche per il 95 nerazzurro. E' l'Inter, comunque, a comandare il ritmo e, di conseguenza, a costuire i presupposti per modificare il risultato. Per poco non ci riesce Thuram, con un colpo di tacco che fa tremare i tifosi giallorossi. I rischi sono troppi, probabilmente anche per le fatiche accumulate, così Gasperini opta per il triplo cambio: Ndicka, Pisilli e Rensch prendono il posto di Mancini, Koné e Molina. La contromossa di Chivu è immediata: Luis Henrique per Bastoni, con Carlos Augusto che scala nei tre dietro. La sfida nella sfida tra le panchine continua: Balerdi, stremato, fa spazio a Daniele Ghliardi. Terminata la girandola di cambi, il primo colpo lo assesta la Roma: Malen si gira da maestro in area e calcia sicuro di segnare il 3-1. Gli toglie la gioia Martinez, mettendoci letteralmente la faccia per evitare il ko. La risposta dell'Inter è affidata a Diouf: un tiro mancino che impegna Svilar. Succede poco per diversi minuti fino al 79', non appena arriva la notizia dei problemi fisici per Malen, Lautaro emerge nella mischia dell'area di rigore, si accomoda il pallone con la coscia prima di spaccare la porta. Per un 2-2 meritato, anche alla luce delle chance multiple avute nei secondi precedenti: traversa del capitano e miracolo di Svilar. Incassato il 2-2, Gasperini sceglie di sostituire Hermoso, anch'egli allo stremo delle forze, con Kōnstantinos Koulierakīs. Malen, nonostante le avvisaglie, resta in campo. La Roma vuole vincerla, l'Inter anche. Vietato accontentarsi, e allora, su un ribaltamento di fronte dopo un corner dei giallorossi, Thuram va a centimetri dal clamoroso sorpasso con un tiro lento ma chirurgico. E' l'ultima azione di Tikus e pure di Lautaro: Esposito e Bonny fanno coppia in attacco per i tre minuti di recupero. 180 secondi in cui non succede nulla di significativo: il responso non cambia. Cosa dice questo pari? La Roma forse ha ridotto il gap, l'Inter si conferma campione d'Italia di rimonte. 

Sezione: Focus / Data: Sab 19 settembre 2026 alle 19:58
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
autore
Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.