Andrea Ranocchia, ex difensore dell'Inter, è intervenuto nel corso di 'Deejay Football Club' per commentare la sconfortante serata dell'Olimpico, dove l'Italia ha iniziato il nuovo corso di Roberto Mancini con una pessima sconfitta contro il Belgio: "Sarà complicatissimo ricostruire un gruppo sano. Tutto l'ambiente intorno alla Nazionale si è un po' spento, tante cose sono successe che hanno portato un'immagine negativa. Bisognerà ricostruire tutto da zero. La cosa che mi spaventa è che hai giocatori forti in Nazionale ma alla fine non hai tanta scelta. Davanti hai Pio Esposito che sta diventando un grande giocatore e per fortuna hai lui e Moise Kean sui quali costruire per i prossimi anni. Non sarà facilissimo per ricaricare l'ambiente, c'è molto malumore". 

Ranocchia ha anche presentato il suo progetto Athletic's Mind.

"Sempre di più, anche i giovani e i non professionisti, rischiano di cadere nella trappola della depressione. Veniamo chiamati da genitori che ci chiedono di seguire i loro figli di 12-13 anni perché ora non è più come una volta, le pressioni partono da molto giovani. Poi pensate a quanti talenti perdiamo nel calcio perché tecnicamente sono bravi ma la parte mentale è molto sottosviluppata quando invece è fondamentale; se non riesce a superare un post-infortunio o un dopopartita alla fine il ragazzo lo perdi. E quindi perdi talenti e valore nello sport, negli ultimi anni lo abbiamo visto".

Alla base del problema c'è lo stigma del curare la parte mentale che equivaleva ad essere matti.

"Con lo psicologo affronti tantissimi argomenti di te e della tua vita, affrontando cose quotidiane per le quali magari non hai gli strumenti per superarli".

Questa è un'evoluzione del mental coach?

"No, sono due lavori diversi. Il mental coach lavora sulla prestazione ma non è specializzato in psicologia. Noi abbiamo esperti della materia perché se non hai studiato rischi di fare danni giganteschi. Abbiamo gente qualificata".

Facciamo l'esempio di Romano, al debutto in Nazionale e ritenuto responsabile della sconfitta. Qualcuno dice che tornando a Cagliari potrà essere condizionato negativamente. Come si potrà lavorare?

"Un ragazzo giovane che si affaccia al calcio italiano, che ha tante pressioni, che viene fischiato alla prima in Nazionale immagino come possa stare, non sarà felice. Spero abbia qualcuno vicino che gli faccia prendere coscienza del suo momento personale. In Italia non diamo tempo ai ragazzi di crescere, una persona che ti dà una mano che non può essere un amico o un compagno, magari può essere l'allenatore che è il primo psicologo della squadra, può aiutare. La pressione per un ragazzo inizia subito, quando hai 12-13 anni; però il fatto che tanti sportivi ne parlino aiuta il movimento, tanti club e federazioni investono nelle strutture sportive ma se un ragazzo si blocca a livello emotivo lo perdi perché non investi in un settore che ti fa prendere decisioni. Io divento matto".

Sezione: Copertina / Data: Sab 26 settembre 2026 alle 17:12
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.