L'immagine natalizia riguardante l'Inter che ha colpito positivamente gran parte dei tifosi nerazzurri, o forse tutti, è stata quella di Romelu Lukaku a Dubai. Sì, perché l'imponente attaccante belga non ha ostentato le piacevolezze del luogo che se hai due soldi sono ancora più piacevoli, ma ha pubblicato un video che lo immortalava il 25 dicembre mentre a torso nudo correva su un prato verde all'interno di un impianto sportivo. Lukaku si allenava. L'anno scorso ben altre immagini giravano sui social, con l'allora nove interista che, sempre da quelle parti, prendeva il sole nudo con un cappellino a copertura delle parti intime.
Le due cose non aggiungono e non tolgono al talento e alla bravura specifica dei due in questione che sono, con caratteristiche opposte, tra i migliori attaccanti del panorama calcistico mondiale, ma la dicono lunga su cosa stia cambiando all'Inter che ha scelto di avvalersi, quest'anno, di un calciatore che usa la testa non solo per scaraventare la palla in rete come contro il Genoa, ma anche per pensare. Anzi, prima pensa, ragiona, capisce che senza professionalità non si va da nessuna parte e poi mette a frutto sul campo ciò che madre natura e il dio del pallone gli hanno regalato. Questo è Romelu Lukaku e ora capiamo perché martello Conte abbia fatto il diavolo a quattro la scorsa estate per averlo come pedina fondamentale del suo scacchiere.
A due giornate dal termine del girone di andata l'Inter è prima in classifica, seppur in coabitazione con la Juventus. È già successo di questi tempi, sia con Mancini che con Spalletti, poi sappiamo come è andata. Colpa dei troppi e inutili festeggiamenti degli anni scorsi? Colpa di giocatori che hanno pensato di essere arrivati troppo presto ad un traguardo che diventa realtà solo quando l'aritmetica lo certifica? Il sospetto è forte, come forte è la sensazione che questa volta si stia veramente voltando pagina. Il Natale nerazzurro è stato piacevole, ma sobrio, le cene aziendali non si sono accavallate, la testa è sempre stata proiettata al campo. E contro il Genoa si è visto, non tanto per un 4-0 che giocate di valore possono sempre partorire se ti chiami Inter, ma per come la squadra abbia aggredito la partita. È vero, il Grifone dell'esonerato Thiago Motta (auguriamo le migliori fortune ad uno degli eroi del Triplete) era poca cosa, ma l'Inter con la testa da un'altra parte era capace anche di rischiare una clamorosa eliminazione in Coppa Italia a San Siro ad opera del Pordenone. Questo sta cambiando, questo è in parte già cambiato.
La squadra è finalmente un blocco unico guidata da un allenatore che ti nutre giorno dopo giorno della sua passione e la società è composta dagli uomini giusti al posto giusto, supportata da una facoltosa proprietà che viene da lontano, ma che si è in breve tempo immedesimata nella gloriosa storia del club. Questa Inter è forte, compatta, ma assolutamente migliorabile.
Che ancora alcune cose non funzionino come si vorrebbe, lo certifica la prematura eliminazione da una Champions League che dovrebbe essere habitat naturale di un club come l'Inter. È vero che il mancato approdo agli ottavi sia dipeso anche da episodi sfortunati, infortuni eccellenti in primis, ma alla fine raccogli ciò che semini e l'Inter contro Slavia Praga, Barcellona e Borussia Dortmund, ha seminato troppo poco per poi raccogliere quanto desiderato. Non bastano un paio di primi tempi giocati da grande se poi, nell'arco delle stesse partite, ci si è comportati da piccola. Ma l'Europa League è forse ora il giusto scenario per un gruppo che, come ripete sempre Conte, è alle prese con un processo di crescita che deve giocoforza passare anche attraverso fisiologici scivoloni.
La sessione di mercato invernale arriva a proposito per rinforzare tecnicamente e numericamente la rosa. La disponibilità della proprietà non manca, pur rispettando le regole del Financial Fair Play, la capacità degli uomini di mercato nerazzurri, nemmeno. Intanto, aspettando il nuovo anno, Antonio Conte sta già martellando sulla difficile trasferta a Napoli che attende la Beneamata alla ripresa, giorno della Befana.
I cancelli del Suning Training Center in memoria di Angelo Moratti riapriranno ufficialmemente domani, ma già qualcuno, oltre al già citato Lukaku, ha iniziato a correre e sudare. Vedi Borja Valero e Sebastiano Esposito. Sì, è stato un Natale diverso in casa Inter. Per preparare al meglio il nuovo anno che verrà.
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