Sul Lago di Como... con vista derby. La semifinale d'andata di Coppa Italia dell'Inter potrebbe essere sintetizzata così, a cinque giorni dalla super sfida contro il Milan che può vale un bel pezzo di scudetto. Troppo importante la sfida con i rossoneri per impiegare tutte le energie contro i palleggiatori di Fabregas, che sul prato del Sinigaglia macinano tanto gioco ma impensieriscono poco e niente. Merito dell'abnegazione difensiva di capitan Bastoni - ancora fischiato per la prima simulazione della storia del calcio (ride, ndr) - e dei suoi compagni, bravi a limitare i padroni di casa che tra le mura amiche speravano di dare una sgasata verso la finale di Roma. 

Tra cuore e cervello, Chivu sceglie il secondo. A parlare è la formazione: senza gli infortunati Lautaro e Bonny, il tecnico interista decide di lasciare a riposo i vari Sommer, Akanji, Dimarco, Barella e, anche se parzialmente, Luis Henrique, Zielinski e Thuram (con gli ultimi due protagonisti della staffetta con Calhanoglu e Esposito), oltre al recuperato Dumfries che aggiunge invece benzina nella gambe per una buona mezz'ora. "Dovevamo fare di necessità virtù" la spiegazione del nativo di Reșița ai microfoni di SportMediaset nel post partita. Pura verità.

L'Inter sfida il Como, una delle squadre più in forma del campionato, senza due attaccanti su quattro: da qui la scelta di sperimentare Diouf prima e Frattesi poi come 'trequartisti d'assalto', ma anche la chiara intenzione di difendere con un blocco più basso del solito per dare poco sfogo alla fantasia di Paz e soci, riconoscendo la qualità dell'avversario e adattandosi alle note caratteristiche. "Avevo qualche emergenza, abbiamo dovuto fare qualche cambio. Per la prima volta abbiamo giocato col trequartista e abbiamo cambiato anche il modo di difendere", la precisazione di Chivu. L'accesso alla finale si giocherà a San Siro a fine aprile, quando (almeno sulla carta) Chivu riavrà a disposizione un pezzo da novanta come il suo capitano e potrà contare anche sulla spinta del proprio pubblico. Due dettagli non di poco conto. 

Chivu chiede sempre da inizio anno anno che la sua squadra impari a "capire i momenti delle partite", mentre lui deve capire quelli della stagione. E quello di Como, in questo senso, era un esame molto importante. Superato con la piena sufficienza. Perché la Coppa Italia è sì un obiettivo, ma per preparare il secondo round della semifinale ci sarà più di un mese di tempo. Ora la priorità è - e dev'essere - quel tricolore che l'Inter sogna di cucirsi di nuovo sul petto e che passa (inevitabilmente) anche dal big match che domenica sera andrà in scena sotto gli occhi attenti della Madunina.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 04 marzo 2026 alle 00:00
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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Stefano Bertocchi
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Stefano Bertocchi
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.