Un derby vinto in un San Siro per tre quarti vestito di rossonero ha sancito per l'Inter la conquista del ventesimo scudetto, sinonimo di doppia stella. Erano le 22.43 del 22 aprile 2024, quando Andrea Colombo della sezione di Como fischiò la fine di quella gara, entrata di diritto nella storia del club nerazzurro. Anche il derby di domani sera, arbitro Doveri, si disputerà per calendario in casa del Diavolo, però questa volta un successo nerazzurro non chiuderebbe aritmeticamente il campionato. Ma quasi.

La Beneamata volerebbe infatti a +13 sui rivali di sempre a 10 giornate dal termine del torneo. Un pareggio manterrebbe il vantaggio di 10 punti sin qui maturato e quindi, anche in caso di pari e patta, i tifosi 'bauscia' potrebbero già pensare a come invadere le strade di Milano come avvenne due stagioni fa. Incrociando le dita, bisogna mettere in conto anche la possibilità di un successo della squadra di Allegri che ridurrebbe così a 7 i punti di svantaggio. Ma anche in questa malaugurata ipotesi, la capolista avrebbe ancora in mano il pallino del gioco.

L'Inter, che sino a due anni fa vinceva i derby come bere un bicchier d'acqua, (6 le stracittadine vinte consecutivamente dai nerazzurri, comprese quelle valide per la doppia semifinale di Champions League), non prevale in un derby proprio da quel 22 aprile 2024. Poi il vento è cambiato con quattro vittorie rossonere e due pareggi nelle ultime sei sfide disputate, comprese Supercoppa e Coppa Italia. La squadra di Cristian Chivu, a prescindere dalle motivazioni dettate dalla classifica, ha il dovere quindi di tentare di tornare al centro del ring milanese per sferrare il colpo del ko.

Questo derby arriva poi alla vigilia del compleanno dell'Inter, nata all'ombra del Duomo il 9 marzo 1908. 118 anni di storia gloriosa che andrebbero festeggiati nel modo migliore, anche se la Curva Nord ha già fatto sapere che, qualsiasi cosa dica il campo, allo scoccare della mezzanotte le strade di Milano si coloreranno di nerazzurro per gli auguri di rito al club del cuore.

Per quanto riguarda la gara, Chivu sarà ancora una volta privo di Lautaro Martinez e sappiamo quanto il Capitano, ormai interista doc, soffrirà terribilmente a dover vivere dalla tribuna lo scontro cittadino che potrebbe blindare uno scudetto. Secondo le ultime informazioni, la squadra anti-Milan è fatta per dieci undicesimi, permanendo a centrocampo il ballottaggio Calhanoglu-Mkhitaryan. In attacco, recuperato Bonny che partirà dalla panchina. Dal primo minuto vedremo in campo la coppia formata dallo scalpitante Pio Esposito e da Marcus Thuram. Il francese ha già fatto male al Milan, suo il secondo gol nel derby scudetto di due anni fa e chissà che proprio la stracittadina lo riporti al centro del villaggio dopo un periodo non certo esaltante.

Mente fredda e cuore caldo, amava dire il grande Dejan Stankovic per caricare l'ambiente nerazzurro alla vigilia della grandi partite. Dall'altra parte Allegri continua a dire che l'obiettivo del suo Milan sia quello del piazzamento utile a disputare la prossima Champions League e che solo un harakiri interista potrebbe legittimare altri pensieri. Verità? Abile voglia di nascondersi? Affari loro. Questa Inter, capace di vincere finora 22 partite sulle 27 disputate, deve solo giocare come sa, cercando di portare gli episodi, quelli che di solito segnano i derby, a proprio favore.

All'andata decisero la sfida un evitabile gol di Pulisic, complice una incertezza di Sommer e l'errore dello specialista Calhanoglu dal dischetto. Domani sarà fondamentale essere concreti e cinici quando l'Inter avrà l'opportunità di creare occasioni da gol e attenti a chiudersi velocemente quando partiranno i loro contropiedisti innescati dal genio dell'intramontabile Luka Modric.

Per l'Inter, vincere il derby sarebbe importante, oltre che per far cantare felici i suoi tifosi, anche per zittire definitivamente i detrattori di professione che tentano di parlare di scudettino, se cosi sarà, facilitato dagli errori degli altri. Stupidaggini in libertà contro una squadra che ha già totalizzato 67 punti in 27 partite. Parole, parole, parole... cantavano negli anni '70 Mina e Alberto Lupo.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 07 marzo 2026 alle 00:00
Autore: Maurizio Pizzoferrato
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