Il rinnovo di Chivu sino al 2028 è ufficiale. Il mister campione d’Italia, oltre a farsi i muscoli nell’alzare il trofeo dello Scudetto e la Coppa Italia, si è meritato il prolungamento, con annesso adeguamento del contratto, in virtù proprio dei due trionfi in ambito nazionale. 

Se però ripensiamo a quello che si diceva di lui all’inizio della scorsa stagione, viene quantomeno da sorridere. Si parlava di tecnico inesperto per una grande piazza e c’erano già gli amici rossoneri e bianconeri che stavano facendo il funerale sportivo al mister, per un’idea avallata ancora di più dopo le due sconfitte nelle prime tre giornate di campionato.

E sapete cosa vi dico? Che era giusto avere delle perplessità di Chivu, perché non era la prima scelta dell’Inter, perché contava solo 13 panchine in A, perché non aveva di certo il cv dei suoi predecessori. Ed era anche giusto porsi certe domande, quelle intelligenti però, senza arrivare chiaramente a concetti faziosi e già indirizzati. E la verità è che il tecnico campione d’Italia – in ambito nazionale – ha superato a pieni voti la stagione appena conclusasi. 

La prossima annata sarà certamente più difficile per tutti. Ripetersi è più complicato del vincere una prima volta, ma le premesse per fare benissimo – oggi sì, lo si può dire senza paura - ci sono tutte. Uno step in Europa, competere in egual misura in Italia e tutti gli interisti si potrebbero abbracciare di felicità.

Capitolo mercato: Palestra sembra sempre più vicino. Per lui credo che valgano esattamente le stesse cose che si dicevano di Chivu dodici mesi fa. Certo, si deve traslare il concetto da allenatore, a giocatore, ma il punto è che parliamo di una promessa – che eventualmente sarà lautamente pagata – che dovrà dimostrare il proprio valore in una piazza esigente come quella dell’Inter. Non basta un’annata a Cagliari per l’elevazione a top player. Ma occhio però che le premesse per un giocatore davvero importante per il presente e per il futuro nerazzurro, ci sono davvero tutte.

Il laterale sembra fortissimo, giocherà eventualmente a San Siro anche con la spada di Damocle di quello su cui si è investito parecchio, ma potrà contare anche sulla massima fiducia di tutti in Viale della Liberazione. Esattamente com’era accaduto con Chivu lo scorso giugno. E alla fine chi ha avuto ragione? 

Sezione: Editoriale / Data: Ven 19 giugno 2026 alle 00:00
Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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Simone Togna
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