La Serie A si è 'iscritta' al Mondiale dopo diciotto partite grazie a Leo Ostigard, difensore del Genoa con il vizio del gol, che ha timbrato il cartellino nella larga vittoria della Norvegia sull’Iraq. Un marcatore insospettabile, non certo il primo che viene in mentre tra i 70 del nostro campionato che stanno partecipando alla rassegna nordamericana. Il 10% del totale rappresenta oltreoceano l’Inter, squadra campione in carica, finora nota a margine del torneo.

Il primo nerazzurro a scendere in campo è stato Manuel Akanji, titolare nel debutto amaro della Svizzera, fermata beffardamente sul pari in pieno recupero dal Qatar. Un 1-1 che non pregiudica nulla rispetto non solo alla qualificazione alla fase a eliminazione diretta, ma persino al primo posto.  Cortesia di un girone non proprio di ferro, per usare un eufemismo, che include il Canada e la Bosnia ed Erzegovina, la squadra che ha giustiziato la Nazionale italiana nella famigerata finale playoff di Zenica. Il motivo principale per cui Cristian Chivu non è stato costretto a ‘prestare’ altri cinque elementi della sua rosa (Bastoni, Dimarco, Barella, Frattesi e Pio Esposito). 

Chi, invece, è uscito vincitore dagli spareggi è stato Hakan Calhanoglu, capitano della Turchia, protagonista in negativo di uno dei primi upset della Coppa del Mondo 2026 nella prima tornata di match: il centrocampista, dopo la sconfitta a sorpresa patita dalla selezione di Vincenzo Montella contro l’Australia, ha dovuto pure rispondere a un giornalista che gli rinfacciava le dichiarazioni della vigilia, quando aveva parlato di una Turchia che avrebbe dominato l’avversario. Un punto che ha tenuto anche dopo il triplice fischio finale sostenendo che i Socceroos hanno vinto difendendo bene e segnando con due lanci lunghi.

Poche ore dopo Calha si è esibito Denzel Dumfries, formalmente interista, anche se è di dominio pubblico che il suo matrimonio col Real Madrid si celebrerà a breve. “Con l’Inter nel cuore’ e senza voler parlare del mercato in nessuna intervista, l’ex PSV non ha brillato nel 2-2 tra Paesi Bassi e Giappone soprattutto perché Ronald Koeman non ha sfruttato a dovere le sue caratteristiche. Se sia un’anteprima di quello che succederà con José Mourinho, è presto per dirlo. Ma intanto un fatto rimane: si sono visti esordi migliori. Come, ad esempio, quello di Ange-Yoan Bonny che, curiosamente, ha disputato la sua prima partita ufficiale con la maglia della Costa d’Avorio sul palcoscenico più prestigioso di tutti. Nel curriculum, infatti, Bonny aveva giusto una manciata di minuti giocati nell’amichevole contro la Francia, test vinto che probabilmente ha dato ulteriore spinta agli Elefanti rispetto alle loro ambizioni. L’ex Parma è entrato al 56’, assieme a Amed Diallo, l’uomo che è risultato decisivo nel successo in volata contro un buon Ecuador.

Passando in rassegna gli ultimi Internazionali, si arriva alla ThuLa, Lautaro Martinez e Thuram, separati da 2000 km nello spazio e da cinque ore nel tempo nelle notte italiana tra martedì e mercoledì. Tikus ha assistito allo show di Kylian Mbappé contro il Senegal per tutta la partita da posizione privilegiata, la panchina della Francia, o per meglio dire il parterre de roi. Un ruolo, quello di spettatore, prevedibile per il quarto marcatore del campionato italiano 2025-26, visto il ben di dio offensivo a disposizione di Didier Deschamps.

Diversa, invece, la sorte toccata al Toro, partner d’attacco del GOAT Lionel Messi che, tanto per gradire, ha aperto il suo Mondiale rifilando una tripletta alla malcapitata Algeria. Impossibile brillare di luce propria quando in campo c’è La Pulga, l’obiettivo di Lautaro deve essere vincere il ballottaggio con Julian Alvarez, con le gerarchie finora ribaltate rispetto a Qatar 2022 perché questa volta è il bomber dell’Atletico Madrid ad essere in condizioni imperfette.

L'ultima pagina nerazzurra del primo capitolo del Mondiale 2026 l'ha scritta Petar Sucic, in campo alla sinistra di Luka Modric, il 'padre calcistico' di tutti i centrocampisti croati, pronto al cambio della guardia. E, curiosamente, l'interista, autore dell'assist per l'1-1 di Martin Baturina, è riuscito a cancellare il fallo da rigore più unico che raro commesso dal cugino milanista poco prima. Il primo segnale concreto della presenza dell'Inter al Mondiale. Nel solco di quella particolare statistica che ha visto almeno un rappresentante della Beneamata scendere in campo in una finale della Coppa del Mondo dal 1982 al 2022. 

Sezione: Editoriale / Data: Gio 18 giugno 2026 alle 00:02
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
vedi letture
Mattia Zangari
autore
Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.