Da esperimento a fenomeno il passo è stato breve. E così la BoboTV, l'ormai noto salotto online che vede protagonisti quattro ex calciatori dell'Inter, è diventato punto di riferimento per una grande fetta dell'Italia pallonara. E lo è diventato sia per i glorificatori che per i detrattori. Vieri è il padrone di casa e il conduttore, Adani l'analista più accurato, Cassano il guastatore esuberante e Ventola la figura cauta e pacata. Tutti insieme formano un poker variegato che ben si amalgama nella riflessione calcistica.

Sono stati tanti quelli che superficialmente hanno bollato la BoboTV come surrogato dei ben più noti studi calcistici nazionali. E non può essere un caso. In questo contenitore si parla di tattica e di tecnica, di risultati e di classifiche, di campionati esteri e di storia del calcio. Soprattutto, si parla di comunicazione. In tal senso, illuminante l'ultimo appuntamento che ha visto come ospite De Zerbi. Assieme all'allenatore del Sassuolo si è parlato di approccio teorico, lavoro sul campo, costruzione dal basso, pressing, possesso palla e attacco della profondità. Condendo il tutto con aneddoti su Bielsa e sulla sua filosofia di vita, che poi si riflette fisiologicamente sul terreno di gioco. Un approfondimento a 360 gradi, parecchio gradevole e anche istruttivo. Che poi non è altro quello che gli appassionati chiedono a chi parla di calcio. Gli show con opinionisti bolsi e veline ormai hanno fatto il loro tempo. E non c'è più spazio per la banalità e per le idee preconcette. La rete ha sdoganato l'esercito di ignoranti, ma pure dato possibilità ad altri di approfondire le proprie conoscenze. E così, aumentando il ventaglio di scelta, si può fruire di contenuti più dettagliati, impensabili fino a pochi anni fa.

Qui si torna al tema della comunicazione, affrontato con particolare vigore da Adani, che definisce quella mainstream come "precaria, poco libera e poco rispettosa degli appassionati". Il pensiero dell'ex difensore è netto: "Libertà, giustizia, ricerca della qualità per un mondo che rappresenta la più grande passione del Paese e la quarta fonte di rendimento". Idee che assumono ancora maggior forza se a proporle è qualcuno che entra nelle case degli italiani anche attraverso SkySport. E il punto non è banale. Il tasto sul quale si batte è quello dell'orientamento dei pensieri e della cultura, non solo calcistica. Responsabilità di chi fa informazione, ma pure di chi è protagonista dentro al campo, dai dirigenti ai calciatori, passando per allenatori e collaboratori vari. Per ottenere una crescita, il movimento deve progredire in competenze e libertà di pensiero, tagliando con un passato troppo spesso legato a rapporti poco sani tra i vari attori.

La creazione di falsi problemi, tirata in ballo ancora da Adani, è quella che ci fa dibattere sulla costruzione dal basso come fosse una questione attuale, mentre il calcio al di fuori dei confini nazionali l'ha già superata da tempo. In fondo, è lo stesso modus operandi di chi critica l'Inter di Conte senza rendersi conto di come giochi in realtà. Altro che catenaccio e contropiede: i nerazzurri hanno imparato a scegliere l'atteggiamento a seconda delle fasi di gioco, leggendo di volta in volta la situazione e adeguandosi seguendo le caratteristiche dei propri interpreti. L'Inter gioca a calcio. E se poi qualcuno confonde il sapersi difendere in modo intelligente con il catenaccio, beh, come dice giustamente De Zerbi, è un problema di chi pone la domanda. Un problema di competenze.

Alla BoboTV, insomma, si parla di calcio. E lo si fa in modo evoluto, su un terreno nel quale è anche lecito avere opinioni diverse, non vederla per forza allo stesso modo, ma che resta comunque uno scenario nel quale potersi confrontare nei contenuti e nell'analisi. Si va nella sostanza, senza abbagliare con la forma. La verità è che non si è più abituati a parlare di calcio, sebbene si viva in un Paese nel quale si parli quasi solo di calcio. Un paradosso. E così diventa una sfida in cui quello che dovrebbe essere ovvio si trasforma in movimento controcorrente. Percorso complesso in un Paese da sempre democristiano, che ti porta a non prendere parte per paura di non piacere alla massa. E i risultati, dopo anni e anni, purtroppo si vedono: imbarbarimento delle menti. E allora meglio provare a convincere Cassano che Conte va fuori dalla Champions non perché giochi in modo difensivo piuttosto che continuare ad ascoltare riflessioni insensate di gente che non si evolve, perché non sa farlo e perché gli fa comodo così. 

"L'evoluzione sociale non serve al popolo se non è preceduta da un'evoluzione di pensiero" (F. Battiato)

Sezione: Editoriale / Data: Mar 30 marzo 2021 alle 00:00
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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