Stand-by. Basterebbe questa parola per descrivere il momento del mercato dell'Inter. Uno "stato d'attesa" che nella vita può tornare senz'altro utile per ragionare su delle questioni importanti, mentre se applicata al calcio e alla finestra di trasferimenti può essere interpretata come una strategia o uno studio della situazione. "In attesa", appunto, di un decollo. Siamo appena a metà giugno e i nomi che hanno invaso le pagine nerazzurre dei giornali e le time line su X degli insider di mercato sono già abbastanza. A forza di aggiungerne alla lista, il rischio è che il mercato dell'Inter finisca per assomigliare più a un catalogo che ad altro. 

La situazione riguarda praticamente ogni reparto. In difesa si continua a parlare di Oumar Solet, profilo seguito e apprezzato ma al momento 'bloccato' dalla solita "distanza da colmare". Lo stesso discorso lo si può fare a centrocampo per Curtis Jones e per gli ormai celebri "10 milioni di distanza tra domanda e offerta" e per Marco Palestra, per il quale "servirà un rilancio" per sfondare il muro di resistanza innalzato dall'Atalanta. 

Eppure i nomi non sono mai mancati. Anzi, aumentano quasi ogni giorno. L'Inter è stata accostata a Camavinga, Koné, Bremer, Cambiaso, Dodò, Ndoye, Muharemovic, Provedel, Vicario, Dibu Martinez, Ruggeri, Vlahovic, Ruben Dias, Nico Paz, Atta. E sicuramente qualcun altro sarà sfuggito, visto che si tratta di un elenco talmente lungo da coprire qualsiasi esigenza tecnica possibile. Peccato che, almeno finora, sia rimasto soprattutto un elenco.

Le indiscrezioni si rincorrono e gli obiettivi si moltiplicano, ma manca (almeno per ora) il passaggio fondamentale: trasformare l'interesse in un affare. È una fase di riflessione? Una scelta strategica? Possibile. Ma nel calcio moderno chi resta troppo a lungo fermo ai blocchi di partenza rischia di farsi anticipare e di vedere gli altri scappare via. E oggi l'Inter dà l'impressione di essere proprio lì: con il motore acceso, ma ancora con il freno a mano tirato.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 17 giugno 2026 alle 00:00
Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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Stefano Bertocchi
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Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.