Players Zone U23 è un format prodotto da Inter Media House che vede come protagonisti otto calciatori dell’Inter U23 che si raccontano parlando dei momenti più importanti della loro vita e carriera: dall’arrivo all’Inter al salto legato al calcio professionistico agli aneddoti legati allo spogliatoio. Tra coloro che hanno prestato il loro volto per questo nuovo programma c'è l'esterno Issiaka Kamaté, una delle colonne della seconda squadra nerazzurra e ora al centro di diverse voci di mercato: "Il mio arrivo all'Inter? Ero a casa e mio padre aveva detto che il mio procuratore aveva chiamato perché l'Inter mi voleva. Io non ci credevo, poi ho verificato col mio agente ed ero molto contento".

Dall'Ile-de-France all'Inter il salto è stato importante.

"Sì. Al Montefermeil dove giocavo non mi allenavo sempre, all'Inter invece mi sono sempre allenato quasi tutti i giorni. Quindi è stato una cosa molto differente".

Cambio anche fuori dal campo, chi ti ha aiutato nei primi mesi?

"Sono stati difficili, è vero. Non parlavo nemmeno l'inglese ma Amadou Sarr mi ha aiutato tantissimo parlando un po' francese: mi aiutava spiegandomi gli esercizi in allenamento".

È stato mister Chivu a inventarti esterno offensivo e tu hai risposto con 13 gol e sei assist. È stato il cambio di ruolo più importante?

"Sì, ero arrivato facendo la mezzala poi al secondo anno di Primavera Chivu mi ha spostato esterno. Lì ho potuto fare vedere le mie capacità di segnare, fare assist e dribblare. Mi sono divertito un botto e si è visto".

Partire da destra e rientrare è ormai la tua giocata.

"Vero, quest'anno l'ho fatto spesso. Alcune squadre però iniziano a capire, quindi cerco di andare sul destro. Però questa è la mia classica giocata".

Sei partito mezzala nel 3-5-2.

"Avevo già fatto questo ruolo, però quest'anno lo sto imparando molto di più. Potrei farlo in futuro".

Questo è uno step della tua carriera che si sta completando?

"Certo, un giocatore se può deve giocare in tanti ruoli. Io ne sto imparando uno nuovo e mi può aiutare".

Ci racconti l'emozione dopo l'assist a Bonny nel tuo debutto in prima squadra in Coppa Italia?

"È stato bellissimo, la prima partita con l'Inter...".

E poi lo hai fatto col destro.

"Mi ero accorto che andavo sempre sul sinistro e il difensore del Torino lo avevo capito, quindi ho provato ad andare sul destro".

Cosa ti ricordi delle parole di Chivu?

"Prima della partita mi ha detto di stare tranquillo, che sono bravo e che meritavo di stare lì. Mi ha tranquillizzato, ero sereno e ho fatto ciò che sapevo fare".

Quanto ti aiuta l'allenarti coi campioni della prima squadra?

"Tantissimo, io do sempre il massimo ma ancora di più in prima squadra per far capire che posso stare con loro".

Chi guardi di più in allenamento?

"Lautaro, anche se non c'entra nulla con me. Mi piace la fame che mette in campo, è un grande giocatore".

Sei il vicecapitano, ti senti un leader?

"Sì, siamo in pochi ad avere fatto un'esperienza fuori dall'Inter. Quindi cerco di aiutare i compagni, loro mi aiutano però avendo visto cose che altri magari non hanno visto cerco di aiutarli".

Gol o assist?

"Gol".

Dribbling o passaggio filtrante?

"Dribbling".

La tua miglior qualità?

"Generoso".

E il tuo peggior difetto?

"Sono generoso".

Chi è il tuo compagno che ti fa ridere di più?

"Topalovic".

Il più stiloso?

"Cocchi e Agbonifo".

Chi si veste peggio?

"Prestia".

Cos'è l'Inter in una parola?

"Una famiglia"

Sezione: Copertina / Data: Mar 23 giugno 2026 alle 20:10
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
autore
Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.