Tra i vari giocatori passati dall'Inter nello scorso decennio c'è anche Stevan Jovetic. Il montenegrino ha giocato con i nerazzurri per un anno e mezzo, dall'estate 2015 al gennaio del 2017. Ecco cosa ha detto sulla sua esperienza a Milano nell'ultima intervista, rilasciata al Corriere della Sera.

Il primo anno con Mancini

Arrivato durante la gestione di Roberto Mancini, Jovetic ha iniziato: "Mister Mancini mi voleva già al Manchester City e per me il primo anno fu molto positivo. Ero partito molto forte". In quella stagione Jovetic segnò sei gol in campionato in ventisei presenze. La situazione però era complicata, in anni decisamente non facili per il club, che il giocatore racconta così: "La squadra l'anno prima era arrivata nona. Quell'anno siamo arrivati quarti, fino a gennaio eravamo primi. Il problema era fuori, con tre presidenti cambiati in una stagione. Mancava stabilità". Insomma, ciò che accadeva in dirigenza aveva effetti negativi anche sul lavoro in campo.

Le difficoltà con Spalletti

Dopo una stagione tutto sommato positiva, la seconda annata di Jovetic fu più complicata. Poche presenze e tanti infortuni fino a gennaio nella gestione De Boer-Pioli, prima di un prestito al Siviglia, dove fece vedere buone cose. Prestito che il montenegrino avrebbe voluto diventasse un trasferimento definitivo. Gli andalusi però non avevano la forza economica per completare l'operazione - servivano 13 milioni - e quindi Jovetic tornò all'Inter, dove nel frattempo era arrivato Luciano Spalletti. L'ex Fiorentina e Manchester City ha spiegato: "Ho fatto la preparazione estiva alla grande, pensavo di poter trovare spazio, le cose sono andate diversamente".

L'addio ai nerazzurri

Nessuna presenza per Jovetic nelle prime uscite dell'Inter sotto la guida del tecnico di Certaldo. L'attaccante ha chiesto quindi il trasferimento al Monaco dopo le prime giornate di campionato. "Inizia il campionato e dopo tre giornate ero sempre in panchina. Ho parlato a Spalletti e mi ha detto che in quel momento aveva bisogno di un giocatore diverso da me per caratteristiche. Con il tempo ha detto che avrebbe potuto cambiare idea e mi diceva di aspettare. Io però non avevo tempo da perdere, meritavo di giocare", ha concluso.

Sezione: Copertina / Data: Mar 23 giugno 2026 alle 12:26
Autore: Alessandro Savoldi
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