Franco Carraro è il protagonista della seconda puntata del podcast di Ivan Zazzaroni 'Tutto in piazza' per il Corriere dello Sport. Una lunga chiacchierata nella quale l'ex presidente della FIGC ha parlato anche di Calciopoli: "Io, da presidente della FIGC, avevo una responsabilità politica e sportiva che ho pagato subito perché sono andato via immediatamente - il suo ricordo -. Io l'ho raccontato che cosa è successo. Nel 2004 avevo avuto l'idea di cambiare Bergamo e Pairetto (all'epoca i due designatori, ndr), i quali avevano fatto bene, ma secondo me erano da cambiare dopo cinque anni. Ho fatto un errore: ho chiamato Collina, con l'impegno che l'incontro fosse assolutamente riservato, e gli ho detto: "Smetta un anno prima, faccia il designatore, lei è uno che può benissimo arrivare a fare il presidente della federazione'. Collina mi disse di no, e purtroppo, ho saputo anni dopo che lo disse a Meani, la persona che si occupava degli arbitri per conto del Milan. Ecco, qui io ho sbagliato perché avrei dovuto mandarli via lo stesso, anche dopo il rifiuto di Collina, avrei dovuto mettere una persona magari anche meno prestigiosa ma avrei dovuto cambiarli. Quando loro hanno saputo che la mia intenzione era di sostituirli, hanno perso la testa, e si sono appoggiati a Luciano Moggi, a cui piaceva moltissimo pensare che la gente desse il merito per le vittorie della Juventus alle sue capacità di 'manovratore'. La Juventus ha fatto degli errori, che ha pagato caramente, ma non è vero che abbia vinto i campionati per Moggi e per gli arbitri. Oggettivamente non è vero".

Si diceva 'tutti telefonano agli arbitri', ma le sentenze hanno detto che c'era un 'sistema Juve'.
"E' quello che è emerso sia dalle sentenze sportive che dalle sentenze della giustizia ordinaria, pertanto è la verità acclarata". 

Sezione: News / Data: Mar 23 giugno 2026 alle 16:45
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
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Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.