Sono dati di proporzioni enormi quelli che emergono dall’ultima indagine sulla pirateria audiovisiva condotta da FAPAV e Ipsos Doxa, azienda specalizzata nella raccolta di dati. Secondo quanto esposto oggi a Roma durante gli Stati Generali della lotta alla pirateria, e riportato da Calcio&Finanza, il danno causato da questo fenomeno nel 2025 supera i 2.3 miliardi di euro di fatturato. Non solo: la perdita in PIL si attesta a poco più di 900 milioni di euro, mentre sono 408 milioni le entrate fiscali mancate. Infine, pessime notizie per gli addetti ai lavori: la pirateria avrebbe infatti cancellato circa 11.100 posti di lavoro.

Le possibili sanzioni riducono il fenomeno

Tra le varie statistiche presentate dallo studio, si parla di un comportamento illecito che interessa circa 20 milioni di italiani, tra sport, film e serie tv. Un dato in calo rispetto a due anni fa del 7% e, in confronto a dodici mesi fa, del 4%. I numeri scendono poi tra gli adulti e i ragazzi più giovani, anche in virtù della efficace introduzione di norme in materia di contrasto alla pirateria. Tra gli adulti il 71% conosce le nuove leggi, entrate in vigore un paio d'anni fa, e il 62% le reputa efficaci. E tra i giovani la paura di essere beccati oggi c'è: il 70% degli adolescenti teme le conseguenze legali della pirateria, ritenendole "probabilI".

Piracy Shield, una novità che funziona

La piattaforma AGCOM Piracy Shield blocca i contenuti illegali in diretta, specialmente gli eventi sportivi live. Una disposizione ritenuta efficace da circa il 70% degli adulti, con oltre 100mila siti pirata oscurati in un anno.  "I dati della ricerca FAPAV/Ipsos Doxa dimostrano che gli strumenti messi in campo stanno cominciando a dare risultati, ma il mercato illegale si evolve. La pirateria è ancora oggi praticata da tanti, alimentando mentalità criminali", ha spiegato il presidente di FAPAV Federico Bagnoli Rossi. A suo modo di vedere ora serviranno "cooperazione, tecnologia e sicurezza", per cancellare del tutto il fenomeno. Il presidente di Ipsos Doxa Italia Nando Pagnoncelli invece ha spiegato che quest'anno, tra Piracy Shield e normative vigenti, ha visto il fenomeno contrarsi, specie tra i più giovani. Non basta però, a suo dire, la deterrenza tecnologica. la sfida resta dunque anche culturale.

Sezione: News / Data: Mar 23 giugno 2026 alle 14:30
Autore: Alessandro Savoldi
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