Anche il difensore Christos Alexiou si è presentato a parlare ai microfoni di Inter TV per il format 'Players Zone U23'. Il greco debutta raccontando quelli che sono stati i suoi inizi col calcio all'età di quattro anni, spinto dalla famiglia che ha iniziato a trasmettergli l'amore per questo sport, in particolare il padre.

Quanto ti ha insegnato l'esperienza all'Atromitos?

"Ho fatto tre anni lì, molto utili perché era un club importante all'epoca in Grecia. Lì ho cominciato a capire cosa sia il calcio, cosa fare dentro il campo".

Nel 2021 arriva l'Inter, che ricordi hai?

"All'inizio lo sapevano la mia famiglia e il mio agente. Sono venuti a vedermi mentre giocavo contro l'Olympiacos; a fine campionato, al momento dell'inizio della preparazione, mi fu detto dell'Inter e io chiesi di andare subito".

Cos'è stato per te cambiare casa a 16 anni?

"Era difficilissimo. Ero giovane, non sapevo la lingua italiana e nemmeno parlavo molto l'inglese. Però è stato bellissimo, l'Inter è uno dei top club al mondo. Dopo due mesi ho imparato la lingua e ho iniziato a parlare con tutti, lo staff e i compagni. Quello che mi ha aiutato di più è stato Nikos Botis, greco anche lui. Era lui che mi ha aiutato; io non lo conoscevo, mi ha preso come un fratello minore. È stato molto utile".

Nel 2023-2024 la consacrazione con Chivu che ti mette sempre titolare, cosa ricordi di quell'anno?

"Ricordo che dopo febbraio ho iniziato a giocare dopo tante difficoltà nei primi mesi. È stato un anno bello, abbiamo fatto i playoff uscendo però in semifinake. Però è stato un anno bellissimo, Chivu mi ha aiutato a crescere".

Nella stagione successiva diventi capitano, come te lo hanno comunicato e che emozioni hai provato?

"Me lo hanno detto semplicemente, dopo l'allenamento Zanchetta mi ha chiesto di fermarmi a parlare con lui. In quel momento mi ha detto che mi voleva capitano; non me lo aspettavo, è stata un'emozione bellissima. Da lì è iniziato il viaggio dell'anno scorso con la vittoria dello Scudetto: un anno bellissimo, dove abbiamo alzato il trofeo che volevamo. È stata una stagione molto bella, anche in Youth League abbiamo fatto un bel viaggio".

Qual è stato il momento più bello? Forse il gol al Sassuolo in semifinale?

"Sì, è stato importantissimo per noi. Ricordo anche il gol al Bayern Monaco in Youth League che ci ha portato ai rigori, sono rimasti nella mia testa come gol importantissimi".

Che rapporto hai con la maglia della Grecia e col tuo Paese?

"Essere convocato è un onore, amo il mio Paese. La cosa che mi manca di più è la mia famiglia e i miei amici, li vedo poco".

In cosa ti senti migliorato con l'esperienza nell'Under 23?

"In tante cose. È un calcio diverso, più aggressivo. Giochi con gente di 30 anni e più, sono migliorato difensivamente soprattutto. Con l'aiuto di mister Stefano Vecchi, che tiene tanto a noi difensori, a non prendere gol, sono migliorato nelle letture in particolare. Anche Giuseppe Prestia mi ha aiutato, ci tiene molto a noi giovani".

A quale giocatore della prima squadra ti ispiri?

"Ad Alessandro Bastoni, perché gioca nel mio ruolo ed è uno dei top al mondo. Cerco di rubare tante cose da lui, anche nel modo di attaccare perché è un giocatore moderno che sa attaccare e difendere. Mi sono allenato tante volte con la prima squadra, mi hanno aiutato tantissimo queste sedute".

Idolo nel calcio?

"Da piccolo era Sergio Ramos".

Cos'è l'Inter per te in una parola?

"Famiglia".

Sezione: Copertina / Data: Mer 24 giugno 2026 alle 12:15
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.