Presente all'Assemblea di Lega odierna in via Rosellini, anche il presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini è stato interpellato dai cronisti presenti a proposito di vari temi legati all'attualità del calcio italiano. Di seguito le sue considerazioni:

Si parlerà del discorso VAR in assemblea?
"Non è previsto al momento, ma ricordo che la Serie A, quando aveva stilato un documento con delle proposte l'anno scorso, aveva proposto una revisione costante del protocollo; le famose cinque pagine finali del regolamento. Questo proprio per cercare, in modo sempre più collaborativo con l'AIA, di ridurre quelli che sono i margini di errore che possono comunque restare. Ricordiamoci che gli arbitri italiani, specie se guardiamo a quanto avvenuto in Premier, restano un'eccellenza in ambito internazionale. L'errore fa parte dell'uomo, lo ha ricordato anche il designatore Gianluca Rocchi; si tratterà di lavorare per ridurre quanto più possibile il margine di errore".

Cosa le viene risposto dai vertici arbitrali?
"L'arbitro è il mestiere più difficile del mondo. Sono frazioni di secondo, viene assicurata la continuità, l'azione finisce. Il VAR è sempre migliorato negli anni e può migliorare ancora; l'audio VAR aiuta a far capire ai tifosi certe scelte, si può arrivare anche alla diretta dei dialoghi, sappiamo che la proposta c'è. Abbiamo discusso anche la possibilità del challenge. Non risolve, ma sono novità che possono essere sperimentate per migliorare sempre più il risultato finale".

Sulle parole di Malagò a proposito del Decreto Crescita.
"Malagò ha ragione, il decreto è stato modificato un anno fa con l'inserimento delle soglie per età e per stipendio. La Serie A ha uno stipendio medio di 500mila euro, un milione di euro è già una cifra importante. Nel mercato estivo abbiamo visto che queste modifiche hanno funzionato, perché sono arrivati meno di 50 giocatori, dallo stipendio medio di 1,2 milioni, per aiutare le società ad essere competitive sul mercato. Abolirlo così, all'improvviso, senza dare nemmeno una moratoria di 2-3 anni, porterà un esborso maggiore nell'immediato per essere competitive alle squadre, con meno risorse distribuite su altri settori come i vivai. Aggiungo che il beneficio per i rimpatriati non è sparito, ma sarà generalizzato con un tetto a 600mila euro; il rischio sarà che alcuni giocatori giovani dall'estero continueranno ad avere il Decreto Crescita quando con le regole modificate non ce l'avevano più. Tutto questo è paradossale".

C'è il timore di perdere competitività?
"Il timore c'è. Poi si dice che i club devono mettere più soldi, come se le squadre di A stampassero moneta; ma i soldi mica crescono sugli alberi".

Cosa può chiedere la Serie A al governo? Si punta alle percentuali sulle scommesse o ad agevolazioni fiscali?
"La Serie A da tempo ha indicato alcune misure che possono aiutare il calcio professionistico italiano. Tutto quello che migliora la Serie A migliora a cascata il calcio e tutto lo sport italiano. Produciamo il 60% del carico fiscale, che è il parametro per i contributi al mondo dello sport. Non vogliamo solo spesa, abbiamo chiesto un intervento procedurale di accelerazione per gli stadi; dal punto di vista delle risorse, il Decreto Dignità ha provocato perdite per un centinaio di milioni di euro dovuto ai mancati introiti per le sponsorizzazioni. Poi c'è il tema dei giochi, dove il calcio e lo sport producono moltissimo e ricevono nulla, cosa che non accade ad esempio in Francia. Bisognerebbe valutare queste risorse. Non chiediamo aiuti: a proposito degli stadi, ricordiamoci che nel Regno Unito gran parte degli interventi di rinnovamento degli stadi è stata possibile grazie ad un finanziamento pubblico alimentato da giochi e lotterie. In Italia una cosa simile è successa col Gioco del Lotto e i Beni Culturali, inventata da Walter Veltroni. Noi abbiamo giochi che si fondano sullo sport, è impossibile che non ci sia una redistribuzione delle risorse per il movimento sportivo".

Casini: "Il Var può essere migliorato"
Sezione: Web Tv / Data: Lun 08 gennaio 2024 alle 16:14
Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
autore
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi