"Buona sera redazione, in um clima purtroppo surreale per il calcio , anche oggi abbiamo visto la supremazzia dei gobbi. Noi troppi giocatori molli , senza questa voglia di vincere , Lautaro , dopo le voci al Barcellona e' un fantasma giochiamo in 10 dall'inizio. Erikessen non e' ancora pronto per il nostro campionato e ci vorra' del tempo e anche per noi ci vogliono ancora 4 o 5 acquisti di GRANDE livello , perche' la cima ancora e' lontana , anche oggi siamo ancora troppo lenti nella manovra , dopo che Sensi si e' rotto troppe partite brutte e la davanti gli attancanti non vengono serviti bene . Secondo me anche Conte ci sta mettendo del suo , oggi dopo l'uscita di Barella abbiamo passato 15 minuti senza toccare mai la palla . Delusione totale. AMALA".

Mauro

"Come, sta accadendo da un pò, anche questa sera, gli attaccanti assenti, nessun pressing, niente di niente. La Juve che tutti dicono che è in crisi , non gioca bene ecc ecc, non ci ha fatto tirare in porta. Così non va. Non c'è anima . Grazie alla redazione".

Domenico

"Che delusione questa Inter.....ha giocato per lo 0 a 0....sempre con questo inutile possesso palla davanti ad Handanovic, così non si va da nessuna parte,non siamo riusciti ha creare occasioni da gol, un tiro di Brozovic nel primo tempo e basta, tutto qui.....secondo me l'Inter ha un complesso di inferiorita' verso la Juventus, dopo il gol di Ramsey è crollata psicologicamente, non ha saputo reagire,....una squadra che gioca un macht importante per lo scudetto non può far girare la palla così lentamente, gli avversari hanno tutto il tempo per riposizionarsi , manca il pressing di inizio campionato , la velocità di passaggi, un tocco massimo due,....Lukaku è stato imbarazzante, non riesce ha vincere un contrasto sempre con le spalle alla porta così perde le sue qualità, lui che è dotato di grande velocità e progressione ,così è tutto sprecato.....abbiamo perso i due scontri diretti con la Lazio e la Juventus dove si è creato veramente poco per vincerli,.....Conte e Marotta si preparino a fare una buona campagna acquisti per l'estate prossima , perché molti giocatori non sono all'altezza della maglia nerazzurra...".

Francesco

"Gentile Redazione, stamattina in edicola sembrava essersi materializzato l'incubo che ogni buon calciofilo temeva in tempi di emergenza da Coronavirus: soprattutto sulla scorta delle nuove disposizioni del Governo, annunciate ancora più restrittive delle precedenti. Ossia che si fosse manifestato il primo caso di contagio nell'ambito del calcio professionistico nostrano, tale da comportare l'ennesimo rinvio (o la sospensione definitiva?), fra le altre, della partitissima Juve-Inter. Gli (eventuali) eredi del Manzoni - se del caso - non avrebbero saputo parafrasarla meglio: "Questo derby d'Italia non s'ha proprio da fare". Era bastato infatti uno sguardo superficiale al titolo di apertura di un noto quotidiano (non sportivo) nazionale: "ZENGA TERRORIZZA PD, RAI E GOVERNO". E quindi - anche se per poche decine di secondi - avevo immaginato di dover idealmente confortare il buon Walter (ex portiere nerazzurro) che, prima ancora di ricominciare la sua avventura professionale italiana sulla panc hina del Cagliari, si sarebbe visto costretto a doverla subito interrompere a causa del suo (supposto) contagio. E parallelamente di dover fare oggetto il presidente della FIGC Gravina - novello Nostradamus non richiesto - di un'unica, pur differita, invettiva: "Ma Cristo: cosa Le sarebbe costato attendere almeno le 23:00 di questa sera per evocare quello scenario funesto che - detto molto seriamente - potrebbe capitare per davvero e pure a stretto giro di posta?". Poi, per fortuna, ho inforcato gli occhiali e tutto è tornato più chiaro: non si era trattato di un clamoroso refuso giornalistico (una fantomatica "E" al posto della "I" che mi aveva fatto scambiare il neo contagiato segretario del PD Zingaretti - abbreviato nel titolo in Zinga - col nuovo tecnico sardo Zenga), né tanto meno di un'apertura cervellotica, non usuale, decisa dal Direttore di quella testata. Era stato semplicemente un abbaglio (freudiano?) di lettura. Superato anche l'iniziale spavento pomeridiano per la genesi tragicomica del duplice spostamento dell'orario di Parma-SPAL e scongiurato pure il panico pre-serale di un paventato sciopero dei calciatori (della serie: "Siamo italiani e non ci facciamo mancare niente!"), ecco finalmente il commento sull'infausto derby d'Italia. Premetto che ho smesso di seguire Juve-Inter già quando mancava mezz'ora alla fine della partita, ma visto l'andazzo sonnolento manifestato dai nerazzurri nel primo tempo non mi ero fatto troppe illusioni di rimonta neanche dopo il solito ingresso in campo ritardato di Eriksen. Mi limito solo ad osservare che in questo derby - giustamente etichettato come partita da ultima spiaggia (soprattutto alla luce della "carente" classifica nerazzurra...) e volendo continuare con la metafora balneare - né i giocatori nerazzurri si sono dimostrati nuotatori all'altezza della posta in palio, né tanto meno il tecnico Conte ha palesato doti da bagnino affidabile, p er giunta strapagato. Per non dire delle "dinamiche" dei vari organismi istituzionali che - a diverso titolo - hanno fatto e detto di tutto per recitare al peggio (giusto nell'intera giornata domenicale) il ruolo responsabilizzante(?) di Guardia Costiera... Manco avessero voluto replicare a modo loro - non solo in termini di "disumanità" e palese inadeguatezza - quelle orrende immagini passate in TV in cui si erano visti marinai greci che - tra le altre nefandezze - tentavano di respingere in mare canotti strapieni di profughi siriani e afghani provando ad affondarli con dei lunghi punteruoli. Solo che nella fattispecie, a rischiare (sic!) di essere sopraffatto dai flutti, è tutto il sistema calcio-paese nostrano. Ora la classifica recita quindi un incredibile gap di 9 punti dai bianconeri, tornati primi, e di 8 lunghezze dai bianco-celesti; con gli atalantini che - Coronavirus e "zone rosse" allargate permettendo - potrebbero riuscire a mettere il fiato sul collo ai nerazzurri milanesi, fino ad insidiarne addirittura il 3° posto. Sì, insomma: "Scudetto? Ciao core!" E non potrebbero certo essere gli eventuali 3 punti in palio nel (fantomatico) recupero con la Sampdoria a fungere da olio balsamico per lenire i dolori di milioni di appassionati nerazzurri. Né tanto meno potrebbe servire più di tanto un eventuale prosieguo del "percorso" in Europa League fino alla finale nella città portuale polacca di Danzica: località che gli interisti inclini ai viaggi - nonostante i tempi emergenziali - avrebbero preferito visitare, a maggio, magari da croceristi sul Mar Baltico piuttosto che da tifosi con la fregola della (ex) Coppa Uefa. Fatto sta che la stagione - a dispetto dei proclami pres idenziali che Steven Zhang non ha periodicamente fatto mancare e dopo la solita partenza sprint con primato in classifica fino alla 18.ma giornata (nonostante la precedente sconfitta casalinga contro i bianconeri) - ha cominciato a virare verso il peggio con la mancata qualificazione agli ottavi di finale di Champions League. Sulla falsariga, più o meno, di quanto capitato nell'ultima gara dei gironi eliminatori dell'anno scorso, allorché i nerazzurri non erano riusciti a sconfiggere - sempre in casa - un già eliminato (ed ultimo nel girone) PSV Eindhoven; con replica, appunto, in questa stagione quando - pur di fronte ad un già qualificato Barcellona baby - è arrivata addirittura una sconfitta. Pareva invece essere in sintonia con altri proclami societari - quelli palesati in tempi non sospetti dall'Ad Marotta - il doppio superamento di ottavi e quarti di finale di Coppa Italia. Sarebbe stato infatti a dir poco delittuoso se i nerazzurri non fossero riusciti ad acceder e alla doppia semifinale col Napoli. Non foss'altro perché nella parte sx del tabellone erano già usciti di scena 2 spauracchi mica da ridere come la Lazio - detentrice del trofeo - e la turbo-Atalanta di Messer Gasperini. Salvo poi giocare (si fa per dire) una semifinale d'andata contro i partenopei che, per tensione agonistica e dedizione dei giocatori, era sembrata piuttosto l'allenamento di una combriccola di dopolavoristi o, peggio, un incontro oratoriale tra scapoli e ammogliati. Una vergognosa esibizione corredata da zero parate del portiere avversario e da un'abulia collettiva mai vista prima. Con Conte che in conferenza stampa non aveva saputo fare di meglio che (tentare di) infilare la ciliegina non sulla torta (mancata), ma in posti che non si possono dire, argomentando grottescamente sul disvalore della rosa nerazzurra in rapporto a quella del Napoli: ben 6 milioni di differenza a favore dei partenopei, citati (i mln) per "giustificare" quell'inopinata sconfitt a casalinga. Considerazione perculante che avrebbe fatto idealmente sbottare tutti i 60 mila di San Siro - milanesi e non - con un confidenziale: "Anto'. Detto con immutata stima: 'Va a ciapà i ratt'". Eppure Conte in quell'occasione aveva schierato la migliore formazione possibile con quasi tutti i titolari disponibili tranne l'incolpevole Eriksen, in campo solo da subentrato. Al di là delle ormai insopportabili fisime tattiche addotte dal tecnico per giustificare l'ancora ridotto minutaggio del danese fino ad esasperarne l'utilizzo stasera - nella madre di tutte le sfide - facendolo entrare solo dopo il vantaggio bianconero anziché subito all'inizio del 2° tempo col punteggio ancora in bilico, il giocatore danese sempre un'eccellente bocca da fuoco rimane; da impiegare, possibilmente, nel suo ruolo naturale di trequartista. Giusto per via - fra le altre attitudini - delle sue punizioni e dei tiri dalla lunga distanza di cui i nerazzurri - a prescindere dal modulo con cui vengono schierati - avrebbero così tanto bisogno e che aspetterebbero dai tempi delle SS. Nel senso di Stankovic e Sneijder, beninteso! Ma naturalmente è il sottoscritto che (forse) non capisce una m azza di moduli e la fa troppo semplice, facendo finta di ignorare che molte partite del cosiddetto calcio moderno si decidono spesso sui singoli episodi e credendo magari che la mitica "amalgama" si compri per davvero al calciomercato. Ma intanto i punti li prendono le concorrenti (specie negli scontri diretti), gli obiettivi primari pian piano stanno svanendo e l'unico traguardo che i nerazzurri riusciranno forse a tagliare in stagione sarà quello della media di oltre 65 mila spettatori nelle gare casalinghe. Poveri paganti ed abbonati (unitamente agli appassionati da casa): siamo stati tutti letteralmente prima sedotti e poi abbandonati! E per non prolungare ulteriormente l'agonia, l'unico atto "salvifico" - a questo punto - potrebbe essere proprio la sospensione definitiva del campionato a causa dell'emergenza da Coronavirus. Ché, della Coppa Italia (obiettivo diventato comunque arduo), si sono ormai perse le tracce mentre invece c'è da temere - anche alla luce della r ecrudescenza dell'epidemia - che per la disputa della gara di andata a San Siro degli ottavi di finale di EL non basterà il rigido protocollo UEFA delle porte chiuse per convincere quelli del Getafe alla trasferta milanese. Mica sono scemi gli spagnoli. Ma staremo a vedere".

Orlando

"Barcellona, Borussia Dortmund, ancora Barcellona, Juventus, Lazio e ancora Juventus. In estrema sintesi (senza considerare la sconfitta col Napoli che potrebbe, comunque, pesare in ottica qualificazione) sesto esame di laurea stagionale fallito... E' questo, in uno scenario surreale nel quale il calcio è sembrato uno scomodo intruso, il triste responso che ne vien fuori dalla madre delle partite che doveva dare delle risposte incoraggianti in ottica tricolore invece sembra averne bocciato qualsiasi velleità e, ammesso che il circo (questo è il calcio di questi giorni...) vada avanti, la lotta per il titolo potrebbe essere tra la stessa Juventus e la sorprendente Lazio che, assieme all'Atalanta, esprime il calcio più brillante del belpaese. Dalla gara giocatasi in terra piemontese (dove l'Inter non riesce a spuntarla da 8 anni... 1-3 con Stramaccioni in panca...) ne vien fuori una squadra fragile nei momenti cruciali dove Conte, a differenza di Sarri che ha osato, non è stato capace di incidere. Lautaro, colui che dovrebbe essere il faro, nelle sfide che pesano in personalità non sembra essere ancora all'altezza dei grandi, il centrocampo è poco efficace e un'arcigna difesa, che ha ritrovato il suo insostituibile guardiano, può fare ben poco se dall'altra parte, con un Ronaldo stranamente poco ispirato, c'è un certo Dybala che inventa ciò per cui i ragazzi di Conte non sono forgiati. Da oggi sarà meglio concentrarsi sull'unica competizione di peso che si potrebbe tentare di vincere... l'Europa League... cercando di centrare la finale di Coppa Italia il cui ultimo atto (ammesso che ci si arrivi...) potrebbe essere contro la Juventus. Sarebbe la terza volta che accade... In due occasioni (1959 e 1965) hanno già vinto i torinesi... nell'eventualità meglio toccare ferro. Intanto è un'altra alba ed è giusto festeggiare l'Inter per i 112 anni dalla fondazione... Era, infatti, un lunedì che sarebbe passato alla storia quello di una stellata notte milanese del 9 marzo 1908 dove, negli eleganti saloni del ristorante "Orologio", 44 soci dissidenti della Milano rossonera, capeggiati dal cartellonistica, caricaturista e pittore Giorgio Muggiani, che ne avrebbe ideato il logo, vollero fortemente far nascere un sodalizio calcistico la cui denominazione sociale, Internazionale, era già sinonimo di grandezza... Buon Compleanno Inter e mille di questi giorni... AMALA...!!!".

Francesco

"Salve. Cercando di essere obiettivi al meglio delle mie possibilità, vorrei focalizzare l'attenzione sul nostro allenatore : 1. Indubbiamente rispetto agli altri anni vi è un miglioramento 2. possibile che il, massimo del nostro gioco è passare-ripassare-ripetere pedissequamente il suddetto giochino per vie laterali nella nostra metà campo sperando ... sperando! 2. Perdiamo pure però giochiamocela, cercando di sopraffarre gli avversari con velocità, gioco-maschio, imprevedibilità ed una parvenza di schemi pr banali, ma basta 'sto "tik-tok-Bastoni-DeVrij-Godin-Candreva-Godin-DeVrij-Bastoni-Young-Bastoni-Devr...." 4. Basto coopiare Guardiola ed il suo Barcellona di 10/12 anni orsono : c'era Messi, Puyol, Xavi, Iniesta, E'Too etc...ect... Noi non li abbiamo!!! Pep ha comunque cambiato il suo modo d'impostare le squadre da allora, quindi..!?! 5. Conte ha allenato in UK con ottimi risultati, visto che peschiamo in quel campionato, peschiamo anche un po' piu' nel/del loro (UK) modo d'interpretare il Calcio : velocità, grinta, determinazione e MENO TATTICISMI!!! Perdonate i miei sfoghi/suggerimenti ma, come ben tutti sanno, al tifo, oltre che al "cor non si comanda. Cordialmente".

Iliano

Sezione: Visti da Voi / Data: Lun 09 marzo 2020 alle 20:48
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
Vedi letture
Print