"Ibra gioca per vincere qualcosa o sta a casa. Ibra non è un giocatore da Europa League e il Milan non è un club da Europa League". Zlatan Ibrahimovic non le manda a dire e risponde così nell'intervista che uscirà domani su Sportweek. "Chi è Rangnick? Non so chi sia Rangnick", dice piccato lo svedese. L'addio appare inevitabile.

"Come ti alleni giochi, e io devo fare ancora più degli altri - dice -. Solo per passione, sto giocando gratis.... Perché Ibra è nato per giocare a calcio ed è ancora il migliore a giocare a calcio. Il futuro? Vediamo cosa succede con il club. Se la situazione è questa, è difficile vedermi al Milan il prossimo anno, sono onesto. Con Gazidis ho parlato per me e per la squadra, è stato un confronto necessario. Non era cattiveria la mia. Ma bisogno di avere spiegazioni sul futuro, il mio e quello del Milan. Ho detto che il Milan non è il mio grande Milan, è vero. Ma dobbiamo fare tutto il meglio possibile anche in questa situazione. Sino alla fine. Ibra c’è, ci pensa Ibra. Io devo esserci per forza o li perdi i tifosi. Non so se c’è un altro club dopo il Milan, io non chiudo mai le porte. Ma vado solo in un posto dove comando, non in un posto in cui le parole non valgono niente. Ho ancora troppa passione per quello che faccio".

Sezione: Rassegna / Data: Ven 10 luglio 2020 alle 10:14 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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