L'espulsione per la discussione con la mano davanti alla bocca non farà parte della casistica regolamentare della Serie A. Così è stato deciso dai vertici arbitrali, come riporta oggi La Gazzetta dello Sport. "La Uefa è d'accordo sulla scelta da giorni e la Serie A non ha voluto essere eccezione: niente rosso per la mano che copre la frase/labiale, ma anche nessun tipo di cartellino rosso per chi abbandona il campo in segno di protesta", si legge.

No anche al cartellino rosso per chi esce dal terreno di gioco per "protesta" (esempio: la Coppa d'Africa col Senegal che abbandona la gara), ma ci sarà comunque una fase di sensibilizzazione sul rispetto reciproco da parte di tutti, che da parte degli arbitri non è negoziabile. "Sia chiaro - si legge ancora -: restano ben fisse le regole inerenti alla rimessa laterale o in gioco da parte del portiere (è di 5" il tempo di tolleranza e sarà calcio d'angolo per l'avversario in caso di superamento del limite); resta il minuto fuori dal campo nel caso in cui un giocatore (portiere escluso) deve ricevere le cure da parte dello staff medico o provoca un'interruzione, il tutto salvo quando il fallo è punito con cartellino giallo o rosso. Oppure la sostituzione veloce, dieci secondi per il cambio da quando i numeri appaiono sulla lavagna del quarto ufficiale. O ancora l'intromissione sana del Var nel momento in cui un secondo giallo viene definito spropositato (quindi per togliere e non per assegnare), in stile Kalulu-Bastoni. Ma soprattutto la regola che verrà applicata anche al campionato italiano è quella del Var sui calci d'angolo. Li, anche da noi, non si deroga. La Serie A ha deliberato a favore del mantenimento: sarà un silent-check sui corner chiaramente assegnati in modo errato; la condizione è che lo stesso check venga effettuato in maniera veloce, naturalmente evitando la battuta che potrebbe portare a un episodio (rigore, gol) successivo dentro una nuova azione".

Sezione: Rassegna / Data: Gio 09 luglio 2026 alle 09:12
Autore: Antonio Di Chiara
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