Giovanni Malagò, neo presidente della Federcalcio, è intervenuto in audizione davanti alla Commissione Cultura della Camera, in merito alla riforma dello sport promossa di recente con il decreto-legge: “Nel momento in cui ci sarà l’assegnazione ufficiale degli stadi per organizzare i Campionati Europei 2032, con le valutazioni di FIGC e UEFA, secondo parametri oggettivi, ritengo che possa essere presa in considerazione, solo per un discorso di buonsenso, l’idea di estendere e di allargare i poteri del commissario straordinario sia ad altri stadi sia a centri di allenamento con capienza inferiore. Questo perché se domani una Nazionale, per esempio la Germania o i Paesi Bassi, scegliesse come luogo di allenamento l’impianto di Empoli, per citarne uno a caso, perché magari nel loro girone si gioca al Franchi, è un peccato mortale non prendere in considerazione questa opportunità. Allo stesso tempo, penso a quegli impianti, da Genova a Salerno, da Cagliari a Palermo, che hanno magari velleità o desiderio di entrare nei primi cinque: potrebbero essere integrati in un’eventuale lista B, oppure ci potrebbe essere l’ipotesi di ospitare l’Europeo di calcio femminile, e mi sembrerebbe poco intelligente dover creare un nuovo commissario".

"Ok supportare il calcio femminile, ma non vada a discapito della filiera giovanile"

Malagò prosegue parlando della novità introdotta da Andrea Abodi: "Per quanto riguarda la commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio finanziario dei club professionistici, ho visto che viene trasferito l’onere alla società Sport e Salute: benissimo, prendiamo atto. Siamo alleati e favorevolissimi alle professionalità della commissione, e siamo felici che ci sia stato il benestare all’iscrizione di tutte le società. Però mi permetto di dire e di mettere agli atti che questo non può implicare che poi ci sia un intervento successivo della società Sport e Salute a danno della Federcalcio. Tradotto: c’è una parte della Federazione e una parte delle Leghe; se però la parte della Federazione la paga Sport e Salute per poi togliere dei contributi, allora diventa il gioco delle tre carte, e impedisce anche di fare ricorsi rispetto alle responsabilità dell’ultimo pagatore. Infine c’è il trasferimento della destinazione dell’1% della Legge Melandri dalla FIGC, che a sua volta lo trasferiva a tutta la filiera dei giovani e dei vivai, alla Serie A Women: l’opinione è chiara. Sono felice che il calcio femminile, o meglio quella parte che rientra nell’alveo del professionismo, abbia un supporto, anche perché sappiamo quanto costi il privilegio d’essere professioniste. Però questo non può andare a scapito del mondo del calcio e della sua filiera giovanile: ho avuto dei colloqui con il ministro Abodi, mi ha molto tranquillizzato e garantito che ci sarà una prossima possibilità di riparare l’1%. Questo mi tranquillizza e ci tenevo a sottolinearlo”.

Sezione: News / Data: Mer 08 luglio 2026 alle 17:12 / Fonte: TMW
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.