L'inchiesta arbitrale che ha scosso il mondo del calcio sta per sgonfiarsi in una bolla di sapone. Come riporta oggi La Gazzetta dello Sport, nonostante siano emerse nuove intercettazioni e ipotesi di indagine, lo scenario non sembra destinato a cambiare. Il principale indagato resta Gianluca Rocchi, ma la sua posizione potrebbe presto essere archiviata. 

L'ormai ex designatore aveva scelto di non presentarsi davanti al pm Ascione lo scorso 30 aprile, lo ha fatto invece sei giorni fa in gran segreto accompagnato dagli avvocati D'Avisso e Bana, interrogato per quattro ore dopo le quali dai legali è filtrata "positività sui prossimi sviluppi". 

Nel frattempo sarebbero sparite le cosiddette "bussate" in sala Var dalle accuse: non c'è nulla di rilevante sul piano penale. "E cosa resta allora? L'accusa mossa a Rocchi - si legge sulla rosea - sarebbe quella di aver concordato le designazioni degli arbitri destinati all'Inter, ovvero avrebbe «fraudolentemente accettato interferenze al fine di alterare il corretto coinvolgimento della competizione». Ma né dirigenti dell'Inter né tanto meno Gravina risultano indagati".

Le ipotesi accusatorie tengono conto di quattro partite, tre in cui l'Inter avrebbe cercato di evitare un arbitro "sgradito" e una in cui sarebbe stato indicato un direttore di gara "gradito", mentre altri sarebbero stati additati come "portasfortuna". Sono anche emerse due nuove gare, Inter-Verona del 3 maggio 2025 (designato Manganiello) e Torino-inter del 26 apriule 2026. In quest'ultimo caso, secondo la Procura, «Rocchi designava come direttore di gara Maurizio Mariani soltanto dopo il previo consenso della società nerazzurra, siccome arbitro da questa non gradito».

Se non fosse che l'ex designatore non parla mai al telefono con un dirigente dell'Inter, bensì con un altro esponente del mondo arbitrale che riporta presunti giudizi negativi da parte del club nerazzurro riguardo a Mariani, che nell'ottobre 2025 aveva arbitrato Napoli-Inter concedendo un rigore contestato per il contatto Di Lorenzo-Mkhitaryan. "La designazione dell'arbitro romano in aprile - si legge ancora - sarebbe stata l'ultima scelta di Rocchi, prima di autosospendersi. Lo avrebbe confermato ai pm durante l'interrogatorio, rivendicando la sua estraneità relativa a qualsiasi tipo di coinvolgimento con interlocutori provenienti dalla società Inter. Rocchi, infatti, il 26 aprile del 2026 aveva appena ricevuto l'avviso di garanzia, si era autosospeso e sapeva di essere intercettato: sarebbe stato incauto nel fare un passo falso di tale portata".

Sezione: Focus / Data: Gio 09 luglio 2026 alle 08:30
Autore: Antonio Di Chiara
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