Si chiude un anno, il 2018, che rimarrà indubbiamente scolpito come il più importante della storia recente del club nerazzurro, con la squadra capace di conquistare a maggio il pass il ritorno in Champions League dopo sei anni di assenza e che finisce l'annata sul podio del campionato, mentre fuori dal campo si è assistito al consolidamento societario con l'avvento alla presidenza di Steven Zhang e l'arrivo di Beppe Marotta. Tempo di bilanci e di pagelle, e FcInterNews dà il suo voto ai protagonisti in campo di questo anno speciale:
SAMIR HANDANOVIC 6,5 – In leggera flessione rispetto agli ultimi anni, il portierone sloveno è riuscito finalmente a giocare la tanto agognata Champions con la maglia nerazzurra. Qualche errore non da lui – come quello con il Torino in occasione del gol di Belotti – ma anche tanti interventi importanti, uno su tutti la splendida risposta alla rovesciata di Malen del Psv. Non è ancora riuscito a entrare in pieno nelle grazie dei tifosi interisti, ma dopo tanti anni passati ad essere quasi l’unico giocatore di livello in rosa rimane comunque una garanzia anche nella nuova Inter che sta nascendo sotto l’egida del triumvirato Zhang-Marotta-Ausilio.
DANIELE PADELLI 6 – Timida apparizione da calcio d’agosto, chissà che con l’Europa League non possa trovare più spazio l’anno venturo.
TOMMASO BERNI sv – Macchietta dello spogliatoio, il Paolo Orlandoni di Firenze si augura di chiudere la carriera conquistando almeno uno dei tre titoli dei quali si può vantare il suo predecessore. E chissà che anche il campo prima o poi non gli dia la sua occasione come successe allo storico vice di Julio Cesar e Francesco Toldo.
MILAN SKRINIAR 8 – La sorpresa più piacevole degli ultimi anni. Sì, perché se i primi sei mesi in nerazzurro del 2017 avevano fatto scoprire all’Inter un grande difensore, il 2018 ha confermato l’importanza di Skriniar in questa rosa. A differenza di quanto avvenuto con Jeison Murillo, idolatrato per mesi e poi scaricato in Spagna senza tante cerimonie, l’ex doriano non è stato un fuoco di paglia: risulta addirittura difficile trovare una prestazione sottotono del numero 37 nel 2018. Arrivato in sordina, additato come nuovo terzo difensore nerazzurro dalla stampa, fa specie pensare come ora l’Inter non possa prescindere dal suo… Milan!
STEFAN DE VRIJ 7 – Colonna portante dell’Inter del presente e del futuro. Con Skriniar forma una coppia di sicuro affidamento, probabilmente una delle migliori dell’intero panorama europeo. In Corso Vittorio Emanuele continuano a piovere offerte per il suo compagno di reparto e presto ne arriveranno altrettante anche per lui, ma se l’Inter vuole tornare grande non può e non deve pensare di potere fare a meno dei suoi centrali.
JOAO MIRANDA 6,5 – L’usato sicuro. Da titolare inamovibile a terza scelta, il cambio è stato repentino, ma fisiologico viste le 34 primavere del centrale della Seleçao. Qualche disattenzione ha rischiato di costare cara, ma nel complesso una stagione positiva quella del numero 23: purtroppo sembra che voglia cambiare aria a gennaio per trovare più spazio, un desiderio tutto sommato più che legittimo considerato il poco spazio che rischierà di trovare nella seconda parte di stagione.
ANDREA RANOCCHIA 6 – Dopo un timido girovagare per l’Europa, Andrea è tornato ad essere una presenza fissa della rosa dell’Inter da due stagioni a questa parte. Poco chiamato in causa da Luciano Spalletti – mai in questa stagione – il tecnico di Certaldo non manca mai di elogiare l’uomo con “l’interismo dentro”.
KWADWO ASAMOAH 6 – Non si può analizzare la stagione di Asamoah senza considerare il brutto errore della gara di San Siro contro il Psv. Ma al di là dell'episodio, non si può ignorare l'impatto molto positivo avuto dal ghanese, un terzino sinistro come da tempo non si vedeva nella Milano nerazzurra. Peccato per il calo dovuto all'eccesso di lavoro cui forzatamente è stato sottoposto.
HENRIQUE DALBERT 5,5 – In ripresa nelle ultime sfide giocate, non si può non considerare però tutto il resto del suo disastroso 2018. Spalletti è talmente convinto delle qualità del brasiliano da osare il paragone con Roberto Carlos (almeno il tiro): con tutto il bene che il tifoso interista può volere al tecnico di Certaldo, però, per il momento Roberto Carlos ha mostrato qualcosa di più.
SIME VRSALJKO 6 – Per il nuovo Cancelo, ripassare prego. Tanti, troppi infortuni hanno condizionato fin qui la stagione del croato, che almeno da questo punto di vista sembra avere qualcosa in comune con il suo predecessore portoghese. In attesa del 2019, finora non ha mostrato appieno quelle qualità che ci si aspettavano da lui. Per riscattarlo Ausilio e soci si aspettano qualcosa di più.
DANILO D’AMBROSIO 6,5 – L’highlander nerazzurro. Alla quinta stagione con indosso la maglia più bella del mondo, il terzino pareva destinato – con l’arrivo di Vrsaljko – a salutare il posto da titolare, ma in qualche modo rimane sempre uno dei più presenti. Una certezza per Spalletti, compensa qualche carenza tecnica con lo spirito battagliero che lo contraddistingue.
MARCELO BROZOVIC 7 – Per dirla con le parole di Bruce Springsteen: “Is that you Brozo, or just a brilliant disguise?”. Incredibile il cambio di marcia avuto dal croato quest’anno, passato dall’essere un giocatore incostante e senza ruolo al motore della squadra. Se i meriti sono di Spalletti, suoi o della recente paternità solo il croato stesso può saperlo, ma la sua carriera potrebbe essere giunta a un punto di svolta.
MATIAS VECINO 7 – L’uomo dei momenti decisivi, della Champions, dell’assist a Icardi al 95’ del derby. Alle volte condizionato da noie muscolari, l’uruguagio ha dimostrato di poter essere non solo un valente interditore, ma anche un’arma in più in fase offensiva. I suoi inserimenti dalle retrovie hanno permesso all’Inter di conquistare punti preziosi, ultimi, ma non per importanza, i 3 della sfida con il Napoli.
JOAO MARIO 6,5 – Dopo aver toccato il fondo con le sue dichiarazioni estive, il portoghese sta risalendo la china con una serie di prestazioni di livello. Per aspera ad astra, quello che sembra essere cambiato, in positivo, è l’atteggiamento del ragazzo, ora molto più volitivo rispetto alla sua prima avventura in nerazzurro.
ROBERTO GAGLIARDINI 6 – Se i primi 6 mesi in nerazzurro sono stati un’illusione solo il tempo potrà dircelo. Arrivato dall’Atalanta a suon di milioni, l’impatto di Gagliardini nel mondo Inter era stato per certi versi paragonabile a quello avuto da Kovacic. Nel 2018 però il centrocampista italiano non è riuscito a tornare a quei livelli, giocando partite di buon livello, ma certamente non memorabili. Un appunto: in terra bergamasca Gasperini sfruttava i suoi inserimenti e la sua gamba in fase offensiva, mentre Spalletti sembra vederlo più come un puro interditore. Viene da chiedersi se non sia il diverso modo di interpretare il ruolo alla base delle difficoltà del Gaglia.
BORJA VALERO 6,5 – Da molti additato come un ex giocatore nella stagione scorsa quando il centrocampista spagnolo sembrava trascinarsi per il campo dietro a ragazzi troppo vigorosi per lui, il numero 20 è tornato a giocare ad ottimi livelli in questa prima parte di campionato. Degne di nota le sue prestazioni contro il Barcellona, sicuramente tra le migliori dell’anno.
RADJA NAINGGOLAN 6 – Il caso forse più difficile da valutare. Poco presente in campo, troppo fuori, pur con i suoi limiti e i suoi eccessi ha dimostrato di essere un giocatore fondamentale per l’Inter. La sua assenza negli ultimi tempi si è fatta sentire ed è coincisa con la flessione di risultati dei nerazzurri, che comunque da lui si attendono un 2019 diverso.
IVAN PERISIC 6 – Ivan il terribile non c’è più. I numeri del suo 2018, se confrontati con quelli della stagione scorsa, sono pietosi: 14 reti e 13 assist nel 2017, solo 7 e 5 quest’anno. Un gran mondiale disputato con la Croazia non basta come scusante per il poco fatto in maglia nerazzurra rispetto alle aspettative: se vuole mantenere il posto da titolare deve ritornare presto sui suoi livelli.
KEITA BALDE 6,5 – Un finale in crescendo per il senegalese che a furia di buone prestazioni e gol si sta ritagliando uno spazio sempre più importante in nerazzurro. 34 milioni per riscattarlo rimangono tanti, ma lui si sta certamente impegnando per dimostrare di valerli.
MATTEO POLITANO 7,5 – Una delle note più liete della stagione. Arrivato fra i fuochi d’artificio del mercato nerazzurro, il suo acquisto era stato sottovalutato dalla maggior parte dei tifosi e della stampa. Matteo si è rivelato un uomo fondamentale: il suo cambio di passo e i suoi dribbling sono quello che è mancato all’Inter nello scorso campionato. Se il buongiorno si vede dal mattino…
ANTONIO CANDREVA 6 – Qualche alto e molti bassi per il numero 87, che ha perso il posto da titolare con l’arrivo di Politano. Rimane comunque un’alternativa di valore per Spalletti.
LAUTARO MARTINEZ 6,5 – I numeri li ha, la testa anche. Se riesce a tenere a bada il padre, il futuro è dalla sua. Difficile rubare il posto a capitan Icardi, ma la qualità del diez non potrà certo rimanere a muffire in panchina ancora a lungo.
MAURO ICARDI 8 – Nell’ennesima stagione da fenomeno, il numero 9 è riuscito finalmente a farsi valere anche in Europa. Dopo un periodo non semplice alla fine della scorsa stagione, coinciso con i gol “mangiati” nel derby contro il Milan finito 0-0, il capitano nerazzurro ha dimostrato ancora una volta tutto il suo valore, sia tecnico che umano. Le sue doti di leadership in campo sono preziose almeno quanto i suoi gol.
LUCIANO SPALLETTI 7 – Riportare l’Inter in Champions dopo tanti anni non era affatto semplice. Nonostante le mille difficoltà di una stagione complicata come poche, il tecnico di Certaldo è riuscito a centrare l’obiettivo. In questa stagione si sta mantenendo in linea con le aspettative: l’Inter sembrava essere la terza forza di questo campionato e il campo lo sta confermando, chissà che nella seconda parte di stagione non si riesca anche a riprendere un Napoli che non pare irraggiungibile.
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