"Calciopoli è stata una gogna mediatica senza precedenti, figlia dell’invidia di chi non ci ha battuto sul campo. Ma la vera conseguenza è stata quella di affossare il calcio italiano. A conti fatti è stato, per invertire la formula, un topolino che ha partorito una montagna. Il topolino è la fotografia che emerge alla fine dei lunghi processi: nessun campionato alterato. Come disse Sandulli, presidente della Corte Federale, 'un mondo fatto di cattive abitudini, non di illeciti classici'". Antonio Giraudo non si rassegna e 20 anni dopo lo scandalo che ha scosso l'Italia intera prosegue la sua battaglia, facendosi forte di una recente sentenza europea che "chiarisce un principio fondamentale: chi si vede inflitta una sanzione sportiva deve avere diritto a rivolgersi a un giudice in grado di valutarle la legittimità. Adesso un giudice potrà annullare una pronuncia disciplinare 'domestica' che si ritiene illegittima", ha detto l'ex dirigente della Juventus in un'intervista a La Stampa.

Giraudo si dice convinto che con la presenza di Gianni e Umberto Agnelli Calciopoli sarebbe mai esplosa: "Non sarebbe successo nulla di quello che è successo. Ci hanno seguiti, intercettati e spiati privatamente. Non si sarebbero mai permessi nemmeno di immaginare certe cose con Gianni e Umberto Agnelli. Sarebbe prevalso il codice di rispetto che vigeva nel capitalismo italiano. Una società orfana di due simboli che in tribunale non si è saputa muovere: "Mi ha sempre lasciato perplesso il suo comportamento - ha detto -. Ha accettato la serie B senza neanche aver letto le intercettazioni. L’errore di valutazione fu enorme”.

Infine, un giudizio per nulla gentile nei confronti di Luciano Moggi, con cui formava la famosa Triade assieme a Roberto Bettega: "Gabetti e Boniperti non lo volevano. Il  compromesso fu: veniva assunto senza potere di firma e rappresentanza nelle istituzioni. Come gestore del gruppo riconosco tutt’ora le suecapacità. Si è rovinato da solo nella comunicazione vanitosa, dovuta al fatto che non aveva avuto esperienze industriali. Ha fatto danni a se stesso e mancato di rispetto a chi ha lavorato con lui".

Sezione: News / Data: Gio 03 settembre 2026 alle 13:47
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.