Il possibile commissariamento della FIGC non riguarda soltanto gli equilibri interni al calcio italiano. Sullo sfondo c'è infatti anche il rapporto con l'UEFA e, di conseguenza, la candidatura dell'Italia per EURO 2032. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, a Nyon preoccuperebbe soprattutto un'eventuale gestione straordinaria considerata troppo invasiva. Il presidente UEFA Aleksander Ceferin ha già parlato del rischio che un commissariamento possa "far venir meno la fiducia dell'UEFA". Il punto, quindi, non sarebbe necessariamente l'eventuale decadenza di Giovanni Malagò per la questione legata al tesseramento al momento della candidatura, quanto ciò che accadrebbe successivamente.

La soluzione delle nuove elezioni

Nel caso in cui Malagò dovesse decadere, la posizione dell'UEFA, secondo la ricostruzione, sarebbe quella di tornare rapidamente a una gestione ordinaria attraverso nuove elezioni. In questo scenario, il Coni potrebbe nominare un commissario con un mandato circoscritto: traghettare la FIGC verso il voto senza assumere stabilmente le funzioni della governance federale. Una soluzione temporanea, finalizzata esclusivamente alle nuove elezioni, non metterebbe quindi in discussione il quadro legato a EURO 2032.

Il rischio di un commissariamento prolungato

Diverso sarebbe lo scenario nel quale il commissario assumesse di fatto i poteri del presidente federale e guidasse la FIGC per un periodo più lungo. È proprio questa eventualità a poter creare tensioni con UEFA e FIFA, che tutelano l'autonomia delle federazioni nazionali da ingerenze esterne. Il tema assume ulteriore rilevanza perché, al di là della vicenda relativa al tesseramento di Malagò, alla FIGC non vengono contestate problematiche economiche o amministrative tali da rendere evidente la necessità di una gestione straordinaria prolungata. Un eventuale scontro con l'UEFA potrebbe avere conseguenze che vanno oltre la governance federale. EURO 2032, assegnato congiuntamente a Italia e Turchia, rappresenta infatti anche un'occasione importante per accelerare il rinnovamento degli stadi italiani.

La Turchia dispone già di diversi impianti moderni e, in uno scenario estremo, potrebbe teoricamente contare su una rete infrastrutturale sufficiente per sostenere autonomamente una fase finale. Da qui la delicatezza della situazione. Il punto decisivo, dunque, non sarebbe soltanto l'eventuale commissariamento della FIGC, ma soprattutto durata e mandato del commissario: accompagnare rapidamente la Federazione verso nuove elezioni oppure assumerne direttamente la guida. È su questa differenza che potrebbe giocarsi anche il rapporto con l'UEFA e, indirettamente, il futuro di EURO 2032 in Italia.

Sezione: News / Data: Dom 04 ottobre 2026 alle 12:54
Autore: Ludovica Ferrante
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