Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Antonello Venditti offre uno spunto musicale per riaprire il file Ivan Perisic. Classe 1989, che significa 37 anni compiuti a inizio febbraio, e non dimostrarli. Quando si sostiene che oggi i 40 sono i nuovi 20, prendere spunto dal croato darebbe forza al concetto. Perché valutandone le prestazioni anche al Mondiale con la Croazia è evidente come questo potenziale decatleta sia ancora in grado di fare la differenza sulla fascia, ma soprattutto in termini di leadership. Lo stesso motivo per cui la dirigenza dell'Inter ha offerto il rinnovo annuale al coetaneo Henrikh Mkhitaryan: troppo importante la sua presenza nel gruppo prima che in campo, dove padre tempo sta iniziando a riscuotere il suo debito. Non sembra però questo il caso di Perisic, che oltre a una personalità devastante riesce a esserlo, anche se non più come qualche anno fa, persino sul rettangolo di gioco. Non a caso il CT croato Zlatko Dalic non rinuncia mai a lui e deve rigraziarlo per il contributo offerto finora anche negli USA, dove come leader della vecchia guardia sta dando l'esempio anche ai più giovani. 

Messaggio chiaro

Dopo l'ultima partita vinta contro il Ghana, stuzzicato da Sportitalia, Perisic si è espresso così su un possibile ritorno all'Inter, desiderio mai celato dopo il suo addio un po' polemico: "A gennaio ero vicino, il PSV non mi ha lasciato. Dipende dal presidente e dal direttore, vediamo. Sanno dove sono, mi devono trovare". Un messaggio fin troppo chiaro, come lo era stato, sempre indirizzato agli stessi interlocutori, quello dopo la vittoria della Coppa Italia nel maggio 2022 contro la Juventus, in cui il croato è stato determinante: "Il rinnovo? Non si aspetta l'ultimo momento, con i giocatori importanti, non si fa così, lo dovete sapere". Quello l'ultimo atto di Ivan il Terribile in maglia nerazzurra. Poi il Tottenham, l'Hajduk e il PSV Eindhoven. In mezzo la rottura del crociato che avrebbe consigliato a chiunque, a questa età, di smettere. Non a lui, tornato in gran forma e reduce da una stagione da 10 gol e 16 assist con trionfo in Eredivisie. Motivo per cui gli olandesi, lo scorso gennaio, eressero un muro di fronte all'idea di privarsene. Un muro che adesso potrebbe essere abbattuto, se ci fossero le condizioni.

Personalità ed esperienza

Oggi l'Inter si sta riprendendo dal mancato arrivo di Marco Palestra, ormai dato per scontato. La ricerca di un esterno di valore da lanciare come titolare al posto di Denzel Dumfries non è semplice, perché non esisteva un Piano B al laterale di Buccinasco. Normale che le idee siano tante e la concretezza poca. Nel mentre, ad oggi la rosa nerazzurra contempla ancora Luis Henrique e Andy Diouf, la coppia 'ufficiale' di fascia destra e il solo Carlos Augusto a coprire sia la posizione di braccetto sia di esterno a sinistra. Posto che il futuro dei due ex Ligue 1 rimane in dubbio, a prescindere dal giocatore su cui ricadrà la scelta del club, l'idea di aggiungere Perisic alla rosa, anche per un ruolo part-time, potrebbe avere senso. Sia perché il croato è ancora abile e arruolabile, sia perché può agire su entrambe le fasce, sia perché, pur essendo ambizioso, inizialmente non pretenderebbe chissà quale minutaggio pur di tornare nella sua squadra del cuore. Insomma, oltre a un'aggiunta tecnica e tattica, sarebbe un'aggiunta di personalità ed esperienza in uno spogliatoio che con gli addii di Francesco Acerbi, Stefan de Vrij, Matteo Darmian e Yann Sommer ne ha persa tanta. E lo stesso Beppe Marotta più volte aveva anticipato come il mercato dell'Inter sarebbe stato un mix tra giocatori giovani ed esperti.

Who says not?

Poi chiaramente tutto va soppesato. Vero che l'Inter volesse Perisic lo scorso gennaio, ma era una situazione di emergenza in cui Dumfries sarebbe rimasto fuori a lungo e tutta la responsabilità sarebbe ricaduta sulle spalle di Luis Henrique (gestita discretamente). Stavolta non c'è questa emergenza, perché il tempo di impostare la batteria di esterni c'è tutto. Un eventuale ritorno del croato sarebbe pertanto ragionato, non frutto di nostalgia o carenza nel ruolo. Ad oggi non c'è nessun discorso aperto, non a caso il classe '89 di Spalato si è quasi offerto all'Inter dopo l'ultima gara al Mondiale. Per la serie: avete il mio numero se vi interesso. In una stagione in cui l'ambizione è fare strada anche in Champions League con conseguente numero di partite ancora più elevato, uno come Ivan il Terribile, anche dalla panchina, potrebbe fare non comodo, di più. Perché le quelità tecniche o tattiche sono necessarie in qualunque squadra, ma spesso è la personalità che fa vincere le partite. Perisic di nuovo all'Inter, who says no?

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 29 giugno 2026 alle 17:38
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.