Per fortuna stavolta il tormentone è durato poche ore, dalla decisione di ieri del Real Madrid di riscattare Nico Paz e rimetterlo in vendita a 70 milioni di euro al blitz odierno del Como che, dopo le dovute riflessioni, ha deciso di sfruttare la prelazione offerta dalla Casa Blanca per riacquistare il cartellino dell'argentino. Un atto di forza finanziaria in cui pochi credevano, non per mancanza di liquidità (gli Hartono sono tra le proprietà più ricche in serie A) ma per rispettare le regole del Financial Fair Play cui anche i lariani dovranno sottostare ora che partecipano alle coppe europee. 

Veloce e indolore

Si conclude così rapidamente una vicenda che ha infiammato i media e gli appassionati, spargendo qua e là qualche illusione soprattutto nei tifosi interisti senza che ci fosse però mai un reale tentativo dell'Inter di arrivare a Nico Paz, giocatore apprezzatissimo nell'ambiente nerazzurro ma mai alla portata. La decisione del Como ha evitato che si prolungasse una suggestione comunque di difficile attuazione, a partire dalla volontà del diretto interessato di rimanere sul lago per proseguire il suo percorso di crescita. Se i lariani avessero alzato bandiera bianca, arrivare ai 70 milioni circa, o giù di lì, chiesti dal Real Madrid sarebbe stata impresa ardua. Non per mancanza di spazio a bilancio o di fondi, ma perché oggi l'argentino non era visto come prioritario nella costruzione della rosa della prossima stagione. Più che altro un'opportunità, da cogliere solo a certe condizioni. E forse il fatto che il tormentone si sia chiuso così rapidamente è stato solo un bene per i nerazzurri, che adesso potranno concentrarsi sulle reali necessità.

Questione di priorità

Innanzitutto, le cessioni: ad oggi troppi giocatori sono parte della rosa pur essendo fuori dal progetto tecnico. i vari Benjamin Pavard, Kristjan Asllani, Davide Frattesi ed Ebenizer Akinsanmiro aspettano solo la chiamata giusta, così come l'Inter aspetta l'offerta giusta per firmare le carte di uscita. E tra loro potrebbero esserci anche Luis Henrique o Andy Diouf, in caso di proposte soddisfacenti. Cedere è fondamentale per poter perseguire le operasioni in entrata. Perso Marco Palestra, morta sul nascere l'idea Nico Paz, in Viale della Liberazione devono pensare a coprire le falle lasciate da chi ha salutato. In difesa servono due innesti di valore, a destra manca il titolare della fascia e a centrocampo non è arrivato quel profilo che garantirebbe corsa e tecnica, dando freschezza a una mediana un po' in là con gli anni (Hakan Calhanoglu e Piotr Zielinski sono del 1994, Henrikh Mkhitaryan addirittura del 1989 e Nicolò Barella nel 2027 spegnerà 30 candeline). Ci sono già trattative avviate, come quelle per Oumar Solet e Curtis Jones, che andrebbero supportate da rilanci economici per andare in porto. Poi bisognerà scegliere bene il nuovo esterno destro e incassare dalle cessioni potrebbe aiutare anche a fare un investimento importante. C'è ancora tanto da fare, anche se è ancora il 26 giugno e il tempo ci sarebbe. Però muoversi con i tempi giusti potrebbe aiutare a non lasciare per strada i veri obiettivi di mercato.

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 26 giugno 2026 alle 16:49
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.