La perseveranza alla lunga paga. E lo sa bene Riccardo Melgrati. Nato in Brianza nel 1994, il portiere di fedelissima tempra nerazzurra ha forgiato la propria esperienza attraverso una lunga e rispettabile militanza nel campionato di Serie C (con le maglie di Lecco, Como, Arezzo, Prato, Sudtirol, Imolese, Pontedera, Lucchese e Spal) e una fugace apparizione in Serie B (con le maglie di Lecco, Pro Vercelli e Cesena). Nel 2025 corona il proprio sogno di sempre approdando all’Inter U23 come uno dei quattro fuoriquota previsti per il progetto nerazzurro. Nonostante le gerarchie iniziali lo vedessero partire come dodicesimo, i problemi fisici occorsi al titolare Calligaris e le estemporanee convocazioni in prima squadra del giovane friulano hanno permesso all’esperto estremo difensore di raccogliere un cospicuo numero di presenze stagionali (19, di cui 3 in Coppa Italia Serie C). Di seguito sono riportate le sue parole a 'Players Zone', programma del canale ufficiale del club nerazzurro. 

Tu indossi la maglia interista da sempre. Che emozioni hai provato quando hai indossato questa maglia per la prima volta?
“Ero talmente giovane che neanche me ne rendevo conto. Ricordo però l’immagine di mio padre che mi dice che avrei dovuto sostenere di lì a breve dei provini con l’Inter e con tutta la serenità del mondo ho detto ‘andiamo’. Davvero non mi rendevo conto”. 

Che ricordo hai del settore giovanile dell’Inter? C’è qualcuno con cui hai legato?
“Sono passati tanti anni quindi ho tanti ricordi. Ricordo quando abbiamo vinto il campionato Giovanissimi nazionale e ricordo il gruppo coeso che avevamo”.

Ci racconti la storia dei tuoi guanti (indica i guantoni da portiere, ndr)?
“Nel settore giovanile, durante le vacanze natalizie, ci portavano ad Appiano Gentile per incontrare i giocatori, salutarli e ricevere autografi. Quindi decisi di portare i miei guanti da portiere e li ho fatti firmare da Toldo e Jimmy Fontana”. 

Ai tempi della Primavera, ti sei allenato anche con la prima squadra. Ricordi qualche consiglio prezioso da parte di qualcuno dei grandi?
“Quello che mi impressionò di più fu Milito. Una volta facemmo un’esercitazione 11 vs 0 dove io stavo in porta: non sbagliava un colpo e non c’era speranza di fermarlo (ride, ndr). Per quanto riguarda il mio ruolo, credo Orlandoni perché è una persona che stimo e di cui sono amico. Se gli ho rubato qualcosa? A quell’età ho imparato come piazzarmi in porta e che postura mantenere. Loro facevano determinate cose e io cercavo di imitarli”.

Chi è il tuo idolo come portiere? 
“Rogerio Ceni perché calciava rigori e punizioni. Poi Julio Cesar una volta che sono arrivato all’Inter. Se ho provato a calciare rigori o punizioni? Non mi hanno dato questa occasione (ride, ndr)”. 

Dopo la Primavera nerazzurra vai a Cesena e giri poi tante squadre. C’è qualche squadra che ti è rimasta nel cuore?
“Sicuramente Lecco e Cesena. In quest’ultima città sono cresciuto tanto a livello umano”. 

Nel 2025 sei tornato all’Inter. Hai riprovato le stesse emozioni che hai vissuto da ragazzino? 
“Sicuramente sì, anche se in maniera più matura e consapevole”.

Che consigli dai ai tuoi colleghi portieri?
“Godersi il presente”.

C’è qualche aneddoto che vuoi raccontarci?
“Sicuramente nel corso della giornata sappiamo come prendere alla leggera tanti momenti”. 

Il compagno più stiloso?
“Io”.

Chi si veste peggio?
“Alexiou”. 

Chi mette la musica in spogliatoio?
“Kamate in spogliatoio, in palestra Zuberek”. 

Chi canta meglio?
“C’è un bel gruppetto di palermitani che cerca di imitare Il Volo: Prestia, Fiordilino, La Gumina”. 

Il più simpatico?
“Ce ne sono tanti ma direi Raimondi”. 

Il tuo soprannome?
“Vecchio”.

Il consiglio più importante che ti ha lasciato un allenatore?
“Di prendere il messaggio nel contenuto e non nella forma”.

Allenamento sotto il sole o sotto la pioggia?
“Sotto il sole”.

Genere musicale preferito?
“Musica brasiliana”.

Film o serie TV?
“Film. Il mio preferito è Pulp Fiction”.

Il compagno con cui andresti in vacanza?
“Zuberek”. 

Idolo extracalcistico?
“Ne ho diversi, ma ad oggi direi Bukowski”.

Riti prepartita?
“Ne ho diversi, ma principalmente è la respirazione”.

L’Inter in una parola? 
“Crescita”.

Carlo Gamba

Sezione: Focus / Data: Gio 25 giugno 2026 alle 16:33
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
vedi letture