Il compito del fuoriquota in un progetto particolare e inusuale come quello di una squadra U23 comporta polso, esperienza, saggezza e carisma. Si dice talvolta che i giovani tendono a “fare di testa propria”, ignorando bonariamente i consigli dei compagni più maturi. Non è il caso della neonata Inter U23, per la quale si è optato per il granitico Giuseppe Prestia per il ruolo di capitano. Il difensore palermitano, forte del proprio vissuto in Serie B e all’estero (in Romania, ndr), si è saputo ergere a totem difensivo della squadra guidata da Stefano Vecchi nonché a modello sportivo dei giovani prodotti della cantera meneghina. A questo proposito, il classe 1993 ha raccontato a 'Players Zone' – programma del canale ufficiale nerazzurro - la sua esperienza in questa prima annata da capitano della seconda squadra del Biscione.
Prestia e il sogno nerazzurro
Oggi sei capitano dell’Inter U23 ma il tuo percorso calcistico parte da Palermo e da Brescia. Cosa puoi raccontarci in merito?
“A 5 anni mi sono trasferito a Brescia con tutta la mia famiglia per motivi lavorativi ma dopo quattro anni siamo tornati a Palermo. Nella città lombarda mi sono avvicinato al calcio indossando la maglia della squadra locale. Una volta tornato in Sicilia, ho iniziato a giocare con i rosanero”.
Ci racconti la tua avventura nelle giovanili del Palermo?
“Sono stato precoce perché ho giocato in Primavera già a 15 anni e ho esordito in prima squadra due anni dopo. Lì ho conosciuto campioni come Miccoli, Abel Hernandez, Pinilla, Pastore, Ilicic etc. Tutti questi nomi hanno dato tanto al calcio”.
In quel periodo vivi un periodo difficilissimo a seguito di un grave doppio infortunio al ginocchio. Come l’hai vissuto e cosa consiglieresti ad un giovane che vive quella situazione?
“Sicuramente sono stati due anni difficili perché mi sono rotto due volte il crociato. Per me che vivevo il calcio in maniera viscerale è stato davvero un periodo buio. Ai ragazzi consiglio di sfruttare ogni momento e di viverlo al meglio”.
Hai giocato al Crotone e poi sei andato a giocare in Romania. In che modo ti ha arricchito l’esperienza all’estero?
“Sicuramente giocare in Romania è stata una bellissima esperienza perché mi ha permesso di condividere lo spogliatoio con persone di un’altra cultura e di altre prospettive. Porto con me quest’esperienza perché mi ha insegnato moltissimo”.
Hai poi giocato ad Alessandria e Cesena, città dove hai chiesto a tua moglie di sposarti con una dichiarazione fatta davanti alla curva dello stadio Manuzzi. Cosa ci racconti di quel periodo?
“Entrambe sono state due città dove ho vinto e sono stato benissimo. Ho ricevuto tanto dalle persone locali e sono affezionato ad entrambe queste città. In Romagna poi mi ci sono sposato. Sono stati anni bellissimi”.
Dopo Cesena sei passato all’Inter U23 e ne sei diventato capitano. Che orgoglio provi a portare la fascia e che caratteristiche deve aver un buon leader?
“Sicuramente deve dare il buon esempio, soprattutto ai ragazzi. Devi sempre cercare di aiutare e prenderti cura di chi vive un momento di particolare difficoltà”.
Da buon interista, hai dichiarato che il tuo idolo è Zanetti. Che emozione hai provato quando sei stato chiamato dall’Inter per sposare questo progetto?
“Ero superfelice perché è sempre stata la mia prima scelta. Indossare tutte le settimane questa maglia mi rende felice perché è un sogno che covavo sin da bambino”.
Da capitano della seconda squadra nerazzurra, hai qualche aneddoto da raccontarci? Con chi hai legato di più?
“Siamo un bel gruppo e ci siamo amalgamati bene anche se ci sono tanti ragazzi giovani. Di aneddoti ce ne sarebbero tanti, ma sono cose che nascono e muoiono nello spogliatoio (ride, ndr)”.
Chi mette la musica nello spogliatoio?
“Kamate e Agbonifo”.
Chi canta meglio?
“Dipende perché è musica francese e quindi la cantano solo loro (ride, ndr)”.
Hai un rito prepartita?
“Bacio la fede”.
La tua miglior caratteristica?
“Il colpo di testa”.
Un compagno con cui andresti in vacanza?
“In questa squadra quasi tutti”.
Un soprannome?
“Non ne ho”.
Vacanza preferita?
“Tenerife”.
Film o serie TV?
“Serie TV. La mia preferita è Prison Break”.
Sport preferito oltre al calcio?
“Basket ma ci gioco poco”.
L’Inter in una parola?
“Passione”.
Carlo Gamba
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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