On this day. Iniziano così i tuffi nel passato che calendarizzano i ricordi. Oggi, 2 luglio, è una data che molti tifosi dell'Inter ricorderanno con immenso piacere, perché in una domenica come tante altre, nel lontano 2020, l'Inter acquistò Achraf Hakimi. Un colpo a sorpresa, in silenzio, per un giocatore già noto a livello internazionale, arrivato dal Real Madrid dopo l'esperienza in prestito al Borussia Dortmund per 'appena' 45 milioni bonus compresi. Operazione di mercato da grande club, realizzata con un altro grande club, resa nota solo a cose fatte. Una gioia condivisa durata appena una stagione, quella dello Scudetto numero 19 sotto la gestione di Antonio Conte, fino alla cessione per motivi di bilancio al Paris Saint-Germain dove l'esterno marocchino, attualmente impegnato negli USA al Mondiale con la propria Nazionale, ha conquistato due Champions League consecutive e altri trofei. Quel trasferimento, doloroso dal punto di vista tecnico, tattico e umano, fruttò alle casse societarie ben 68 milioni di euro. Un aumento significativo dopo appena un anno a Milano. Una ipervalutazione di quelle che oggi farebbero la gioia di qualsiasi fondo proprietario di un club, Oaktree compresa, visto che il mercato attuale dell'Inter si basa su investimenti contenuti per calciatori che possano aumentare nel tempo il proprio valore.

Un altro Hakimi?

Quando Hakimi salutò il mondo Inter, al suo posto arrivò Denzel Dumfries. Anche lui in silenzio, con il peso dell'eredità lasciatagli dal marocchino e qualche difficoltà iniziale, fino ad arrivare 25esimo nella classifica del Pallone d'Oro. Inutile ribadire l'importanza del neerlandese nei suoi 5 anni in nerazzurro, un crescendo rossiniano che lo ha condotto proprio al Real Madrid, ironia della sorte, da dove il marocchino prese l'aereo per raggiungere l'Inter. In questi giorni l'area sportiva, rimasta la stessa da quel lontano 2020, è ancora alla ricerca di un nuovo colpo sulla fascia destra. Sperava di averlo trovato con Marco Palestra, che però ha scelto le lusinghe finanziarie del Chelsea. E adesso valuta Anan Khalaili, classe 2004, israeliano dell'Union Saint-Gilloise che a qualche appassionato, per certi versi, ricorda proprio Hakimi. Ovviamente, con le giuste proporzioni, ci mancherebbe. Però il fisico longilineo, il dribbling secco, la progressione e la predisposizione ad attaccare anche l'area di rigore sono caratteristiche comuni. In più, l'ex Maccabi Haifa è ambidestro, merce rara a certi livelli che può fare la differenza.

Pazienza

Oggi è impensabile fare paragoni tra i due al di là delle caratteristiche che li accostano. All'epoca il marocchino era già un nome altisonante nel panorama internazionale, nonostante i soli 22 anni. L'esperienza a Dortmund lo aveva esposto in prima fila in Champions League e la stessa Inter pagò a caro prezzo le sue qualità. Per questo il suo arrivò fu celebrato come un colpo significativo sul mercato. Ovviamente, se domani l'Inter sferrasse l'attacco decisivo per Khalaili, difficilmente verrebbe accolto allo stesso modo. Lo status non è lo stesso, il rischio che possa fare fatica in un campionato e in una realtà sociale diversi è dietro l'angolo. In più, non avendo esperienze in grandi club, l'Inter sarebbe il suo primo vero banco di prova e persino Hakimi all'inizio trovò difficoltà nel capire le richieste di Conte per un ruolo meno semplice di quanto possa sembrare. Quindi, se davvero l'israeliano fosse il prescelto a sostituire Dumfries dopo il dietrofront di Palestra, sarebbe opportuno concedergli lo stesso tempo di ambientamento avuto da chi l'ha preceduto e lo ha ripagato diventando un top nel ruolo a livello internazionale. Per la gioia anche della proprietà, che accetterebbe di buon grado un investimento oggi per un potenziale campione domani.

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 02 luglio 2026 alle 14:07
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.