L'ex calciatore, campione del Mondo '82 e oggi editore e opinionista Fulvio Collovati ha espresso il proprio parere su diversi temi legati alla Serie A di calcio e non solo in un’intervista rilasciata alla testata sportiva News.Superscommesse.it. Di seguito la sua opinione sulla prima stagione di Cristian Chivu da allenatore dell’Inter e sul futuro che attende il tecnico nerazzurro, seguita da una riflessione sul trasferimento di Marco Palestra al Chelsea.

Al suo primo anno all'Inter, Christian Chivu ha ottenuto due trofei, lo Scudetto e la Coppa Italia. Qual è il suo giudizio sull'operato dell'allenatore romeno?
“A essere sincero, all'inizio della stagione nutrivo qualche perplessità in merito alla scelta di Chivu come allenatore dell'Inter, ma sono stato contento di essermi ricreduto su di lui. Bisogna dargli il merito di aver saputo valorizzare diversi elementi della rosa, ha completamente rigenerato Federico Dimarco sulla corsia sinistra, ha dato molta fiducia a Pio Esposito e ha saputo lanciare un giovane molto promettente, qual è Sucic. Si è rapportato con tutto il gruppo con molta umiltà, specialmente con quelli che vengono definiti i senatori di una squadra; malgrado la presenza di singoli non più giovanissimi, tra cui Acerbi, De Vrij e Mkhitaryan, direi che la squadra ha sempre mostrato una certa compattezza, a eccezione di qualche breve periodo in cui c'è stato un oggettivo calo di rendimento. C'è la necessità di un ricambio generazionale anche per l'Inter, anche se l'opera di ringiovanimento da parte della società è stata sempre attiva ogni anno”.

Crede che per Chivu possa esserci una permanenza sulla panchina dell'Inter più lunga del 2028, anno di scadenza del suo contratto?
“Il prossimo passo, direi fondamentale, sarà la conferma dei calciatori più importanti; è andato via Dumfries, per cui il primo pensiero sarà valutare chi potrà essere il suo sostituito sulla fascia destra; si sta parlando molto di Solet dell'Udinese, ma la vedo piuttosto complicata; inoltre, andrà acquistato un nuovo portiere. In Italia, è la compagine che presenta meno criticità di organico, per cui credo che l'Inter continuerà ad adottare la politica calcistica che sta facendo da anni, cioè quella di implementare la squadra con pochi acquisti, ma appropriati. D'altronde, nessuna squadra può vantare un reparto offensivo con Lautaro Martinez, Thuram, Pio Esposito e Bonny. Per Chivu ci sono tutte le premesse per restare piuttosto a lungo, ma il destino di ogni allenatore resta sempre legato alle dinamiche societarie. Il calcio italiano non sta affatto attraversando un periodo florido, questo è un dato che è sotto gli occhi di tutti; basti vedere quasi tutte le big che sono costrette a vendere e a limitare il proprio mercato in entrata. Resta un abisso della nostra realtà rispetto a quella inglese e spagnola, dove si continua a investire massicciamente. Il trasferimento del giovane Palestra al Chelsea ne è la prova lampante”.

Proprio su Marco Palestra, c'erano forti indizi perché potesse approdare all'Inter, ma così non è stato. Si tratta di un'ulteriore perdita per il calcio italiano?
“Se fossi stato nei panni di Palestra, avrei scelto senza esitazione l'Inter. Considerata la sua giovanissima età, avrei firmato un contratto di quattro o cinque anni per poi, eventualmente, valutare l'opportunità di un trasferimento in una big estera. Il suo entourage ha optato per una strategia del tutto diversa e lui non avrà potuto dire di no. Con tutto il rispetto per il Chelsea, avrei scelto Milano come destinazione per il proprio futuro”.

Sezione: News / Data: Gio 02 luglio 2026 alle 10:46
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.