Oggi molti interisti con qualche anno anno sulle spalle rimpiangono Massimo Moratti, che pur commettendo qualche errore faceva tutto per il bene dell'Inter, senza farsi guidare dalle tanto attuali logiche finanziarie. Proprio l'ex presidentissimo è stato intervistato da Soccer Magazine, svariando dalla materia nerazzurra ad argomenti più generali del calcio italiano:

Negli ultimi tempi le competizioni internazionali dei club sembrano più livellate: che spiegazione si è dato al fatto che l’Inter non è riuscita a vincere la Champions in questi anni?
"Beh, è sempre stato difficile vincerla e quindi non è che sia un fatto strano non vincerla. Soprattutto, l’Inter ha avuto sfortuna nelle ultime due finali. Della seconda non ne parliamo, ma la prima è stata sfortunata. Quella che è venuta meno comunque è anche la partecipazione di altre squadre alla Champions, eliminate abbastanza presto".

Dando uno sguardo al resto del calcio italiano, La sorprende vedere la Juventus arrancare dopo un decennio costellato di successi o è un dazio che si deve sempre pagare nel calcio?
"Ma non è obbligatorio pagarlo! Bisogna vedere se capita… (ride, ndr) Può anche capitare di andare avanti dignitosamente per qualche anno, invece è capitato alla Juventus di andare molto male. Beh, deve tirarsi su le maniche e cominciare a pensare come le altre società che non è facile vincere".

Con il senno di poi, definirebbe Francesco Totti il più grande colpo mancato della sua storia nerazzurra?
"No, perché non è mancato, in quanto l’ho chiesto e Sensi molto coraggiosamente alla fine se lo tenne. Quindi devo dire che non si può parlare di un colpo mancato, ma di una possibilità che però non c’era, in realtà poi non c’era".

Tra i protagonisti del Triplete del 2010 c’era anche una promessa del calcio italiano, Mario Balotelli. Rimane un suo rammarico non averlo visto sbocciare?
"Beh, rimane il rammarico da parte di tutta l’Italia per il fatto che Balotelli non sia esploso, perché aveva una classe notevole. Però, qualsiasi sia la ragione, non è riuscito a esprimersi completamente e non è stato fortunato nel corso della sua carriera. È un rammarico e un dispiacere perché era un giocatore completo, assolutamente completo".

Vedendolo da più lontano, è un calcio nel quale si riconosce di meno?
"Un pochino, certamente. C’è sempre un cambiamento negli anni e poi ne sono passati parecchi da quando c’ero io, quindi è chiaro che ci siano delle mutazioni o un’evoluzione, ma non è un’involuzione. È un’evoluzione a seconda di come va il mondo, insomma. Il mondo in questo momento va in una certa direzione: i soldi arrivano da parte dei fondi, i fondi creano meno spirito di squadra e quindi automaticamente si vede di meno l’uomo-bandiera".

Sezione: News / Data: Gio 02 luglio 2026 alle 13:25
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
vedi letture
Fabio Costantino
autore
Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.