“Il Parma verrà qui cercando di chiudersi e ripartire in velocità: lo hanno fatto tutti con noi, mi aspetto che lo facciano anche loro”. Così Claudio Ranieri ha presentato ieri la gara con la compagine ducale allenata da Franco Colomba, con la quale l’Inter tornerà in campo dopo la pausa per le feste di Natale. Da Giovinco e compagni, insomma, Ranieri non si aspetta alcuna novità di rilievo: e forse, non ci saranno da aspettarsi novità di rilievo nemmeno da lui stesso, viste le assenze forzate di Forlan, colpito duro in allenamento, e di Sneijder che lavora per esserci domenica prossima quando di fronte ci sarà il Milan. Si riprende da dove eravamo rimasti, quindi… o no?
OCCHIO AL GIALLO – Innanzitutto, gli uomini: al di là delle assenze forzate del Cacha e dell’olandese, non potrà il tecnico di Testaccio fare a meno di ponderare le spade di Damocle, intese come cartellini gialli, che pendono sulla testa di Maicon e Thiago Motta, in diffida: un’ammonizione potrebbe costare loro la stracittadina, ed ecco che Ranieri non esclude possibili ripensamenti della formazione iniziale. I maggiori indiziati? Sono i due giovani italiani: Marco Faraoni, in rampa di lancio nonostante nell’ultima uscita non abbia particolarmente brillato, e Andrea Poli, atteso dal debutto a San Siro dopo la sua prima in nerazzurro a Genova.
THE EZ-FACTOR – In secondo luogo: sicuri che il 4-4-2 resti un dogma imprescindibile anche questa volta? Del resto, ieri Ranieri davanti alla stampa ha scoperto un po’ le carte, spiegando che a suo dire Ricky Alvarez rende al meglio alle spalle delle due punte. E allora, non diventa assurdo pensare che questa sera possano cominciare le prove tecniche di ritorno al rombo, così come avvenuto contro il Lecce, visto che comunque in Ricky Maravilla Ranieri ha detto di augurarsi di vedere l’alternativa ideale a Sneijder. Il fattore Alvarez, un giocatore che ha mostrato notevoli segnali di crescita nelle ultime partite, potrebbe diventare la variabile determinante per risolvere il match.
SCELTA DI CAMPO – La squadra è tornata dalle vacanze leggermente in ritardo rispetto alle altre compagini di A; però, i singoli giocatori hanno avuto i loro compiti per le vacanze, e soprattutto hanno promesso di auto-multarsi qualora la prestazione contro gli emiliani non dovesse essere all’altezza delle aspettative. Appena tornati in Italia, i ragazzi hanno avuto la possibilità di confrontarsi col nuovo manto erboso di San Siro, rizollato con una speciale erba anti-scivolo. Fatta bene o fatta male? Bisogna dire che le parole sibilline di Ranieri a riguardo non hanno fatto trasudare il massimo dell’ottimismo…
LA FORMICA ATLANTE – L’elemento senz’altro più pericoloso del Parma è da individuarsi in Sebastian Giovinco, sul quale regge praticamente tutto il gioco e soprattutto la prolificità offensiva della squadra di Colomba, che ben poco ha avuto sin qui dal resto del reparto offensivo (anche se Floccari negli ultimi turni sembra essersi sbloccato). La Formica Atomica, concentrato di velocità e tecnica, può far male con le sue incursioni, e dalla sua può avere la sua leggerezza al cospetto dei centrali difensivi che in velocità possono andare in sofferenza. Ma occhio anche a Biabiany, un ex ben conosciuto e che sicuramente avrà il dente avvelenato. La difesa potrebbe però presentare delle vulnerabilità (che impatto avrà Brandao, qualora questi dovrebbe essere preferito a Santacroce?).
IN CONCLUSIONE – La gara dopo la sosta presenta sempre delle insidie, ma l’Inter non la perde da 12 anni: l’ultima volta avvenne proprio contro il Parma, con Fuser mattatore al Tardini. Il campo è invertito rispetto ad allora, e si sono invertiti i rapporti di forza. L’importante sarà guardare a questo match con la testa sgombra, anche se il derby è meno lontano di quanto possa sembrare.
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