C’è anche Leonardo Bovo tra i gioiellini sgrezzati da Stefano Vecchi in questa prima stagione dell’Inter U23 tra i professionisti. Il centrocampista classe 2005 prelevato nel 2021 dalle giovanili del Chievo Verona ha messo a referto un cospicuo bottino di presenze con la seconda squadra nerazzurra, arrivando a contare 26 presenze stagionali in Serie C e due in Coppa Italia Serie C. Nel suo bottino non si hanno tracce di gol o assist, ma l’ex clivense ha saputo tuttavia rifarsi grazie alle numerose convocazioni in prima squadra e, soprattutto, all’esordio in Coppa Italia contro il Venezia. Di seguito sono riportate le sue parole a 'Players Zone', programma del canale ufficiale interista. 

Bovo, il centrocampista veronese si racconta 


Tu sei figlio d’arte perché anche tuo papà è stato calciatore. C’è il suo zampino nella tua scelta di intraprendere questa carriera?
“Beh, direi di sì. Da parte paterna ho avuto tanta spinta, anche se i miei genitori mi hanno lasciato tanta libertà di scelta. Anche lui era un centrocampista come me, anche se più duttile. Suoi consigli? Mi diceva di fare tacchi, tunnel eccetera, ma direi che non sono quel tipo di calciatore (ride, ndr). Ma qualche giocata ha provato ad insegnarmela”.

Hai giocato molti anni nelle giovanili del Chievo Verona. Che ricordi hai di quell’esperienza? 
“Ho passato lì tanti anni perché sono arrivato da bambino e me ne sono andato che avevo 16 anni. Sono stati anni bellissimi che mi hanno fatto crescere sia come calciatore che come uomo”. 

Tu arrivi in nerazzurro nel 2021. Che emozioni hai provato?
“Il mio primo pensiero era quello di rimanere vicino a casa, quindi Verona o generalmente il Veneto. La chiamata interista è stata inaspettata anche perché la loro squadra di 2005 come me era di un livello esagerato, quindi non ho saputo resistere”. 

Nelle giovanili segnavi tanto e poi hai iniziato a segnare meno. Pensi che sia cambiato qualcosa nel tuo modo di interpretare la partita?
“Nei primi tempi segnavo anche più di quanto fossi abituato a fare. Negli ultimi anni ho cercato di spingermi sempre oltre, però ci sono di mezzo la fortuna oltreché le annate buone e quelle meno buone. Cerco sempre di dare il mio supporto offensivo quando posso”. 

Ci parli della vittoria del campionato Primavera (contro la Fiorentina, ndr), decisa – tra le altre – da una tua rete? 
“La nostra annata dei 2005 e anche quella dei 2006 venivano da due finali perse l’anno prima; quindi, arrivare nuovamente in finale e non vincere sarebbe stato un disastro. Ma sin da subito eravamo tranquilli e fiduciosi. Sono sicuramente grandi ricordi”. 

In cosa pensi di essere migliorato in questa tua prima stagione tra i professionisti con l’Inter U23?
“Penso sia un passaggio fondamentale. Mi sono reso conto col tempo della differenza con la squadra Primavera o comunque con le giovanili. Le difficoltà sono prevalentemente relative alla fisicità e alla malizia di calciatori più esperti e maturi”. 

Quest’anno hai esordito in prima squadra contro il Venezia in Coppa Italia. Cosa si prova ad esordire in uno stadio come il Meazza? 
“Mi sono reso conto di tutto quando mi sono andato a scaldare. Poi quando inizia la partita entri in una sorta di bolla e non ti accorgi di nulla. Quella sera però mi sono reso conto del fatto che era la notte più bella della mia vita”.

Chivu ti ha detto qualcosa in quell’occasione? 
“Mi ha detto di stare tranquillo e di fare quello che so fare”. 

Recupero palla o anticipo? 
“Recupero palla”.

Il compagno di squadra più stiloso?
“Sicuramente non Spinaccè (ride, ndr). Direi Cocchi”.

Chi si veste peggio?
“Alexiou (ride, ndr)”. 

Chi ascolta la musica peggiore? 
“Direi Melgrati anche se in spogliatoio c’è un bel mix”. 

Chi canta meglio?
“La Gumina”.

Con quale compagno andresti in vacanza?
“Calligaris”. 

La tua miglior qualità?
“La spontaneità”. 

E il peggior difetto?
“Mi arrabbio facilmente”.

Il compagno più simpatico?
“Paolo Raimondi”. 

Il più competitivo?
“Io”.

Che caratteristica ruberesti e a chi?
“Il dribbling di Kamate”.

Film o serie tv?
“Film, e direi Interstellar”.

TikTok o Instagram?
“Instagram”.

L’Inter in una parola?
“Tutto”.

Carlo Gamba

Sezione: Focus / Data: Mer 24 giugno 2026 alle 19:35
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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