Tra i volti più chiacchierati di questa prima – storica – stagione del progetto Inter U23 c'è il giovane attaccante Matteo Lavelli. Classe 2006, nativo della Brianza, il canterano nerazzurro è stato scelto all’inizio della stagione 2025/2026 come uno dei profili di scuola interista da affidare alla cura di mister Stefano Vecchi in maniera tale da regalargli la sua prima stagione tra i professionisti e in particolare in Serie C. A livello statistico, la sua annata non è stata particolarmente esaltante visti gli esigui numeri a livello realizzativo che lo vedono iscritto al tabellino dei marcatori per una sola volta (in Coppa Italia Serie C contro il Renate) a fronte di 32 presenze complessive con la seconda squadra meneghina. Ciononostante, Pocho ha avuto modo di coronare il sogno di esordire in prima squadra agli ordini di Cristian Chivu in occasione della sfida contro il Bologna il 6 gennaio. Il ragazzo si è dunque raccontato in breve intervista a 'Players Zone', programma del canale ufficiale interista. 

Lavelli si racconta ai microfoni del club
 

Chi ti ispirato a tirare i primi calci al pallone?
“Sicuramente mio papà e mio nonno. Quest’ultimo purtroppo non c’è più ma è stata la figura più importante insieme a mio papà. Sin dall’inizio mi hanno sempre consigliato e mio papà continua a farlo”. 

Prima dell’Inter ha giocato per alcune squadre brianzole, tra cui il Renate. Cosa ti porti di quell’esperienze? 
“Sicuramente sono state importantissime: ho vinto alcuni trofei con loro. Poi dal 2017 in poi ho sempre giocato per l’Inter”.

Che emozioni hai provato quando sei arrivato in nerazzurro?
“Ci ho giocato spesso contro nei tornei e l’ho sempre vista come una squadra imbattibile. Ho incontrato anche alcuni giocatori che poi ho ritrovato in nerazzurro”. 

Con quali dei ragazzi che hai incontrato in nerazzurro hai fatto più amicizia?
“Sono un ragazzo che ride e scherza con tutti, quindi non c’è nessuno in particolare. Uno di questi è Manuel Pinotti che però adesso non gioca più con me perché è in Primavera. Per il resto, mi piace uscire coi miei compagni perché li reputo amici”.

Hai incontrato mister Zanchetta in U18 e poi in Primavera vincendo il campionato di categoria grazie ad un tuo gol tra l’altro. Questo successo è il tuo ricordo migliore legato alla permanenza nel settore giovanile interista? 
“Sicuramente sì perché mi lega alla mia infanzia. Mister Zanchetta mi ha dato tanti consigli in quella che non è stata tra le mie annate migliori: mi ha dato tante attenzioni e mi ha preso in disparte nei momenti bui che comunque possono sempre esserci in stagione. Il tutto è stato ripagato nel finale di stagione”. 

A proposito di quel gol, mi ha colpito l’esultanza alla tua rete dove sei stato sovrastato dagli altri ragazzi. Ci racconti quel momento? 
“Il tutto è stato un po’ casuale. Ho rivisto i video e ho compreso col tempo quanto fosse stato importante vincere quella partita”.

Un altro profilo molto importante per te è stato sicuramente Chivu, con il quale hai esordito in Serie A quest’anno contro il Bologna. Cosa puoi dirci di lui?
“Sicuramente è stato un campione ed è una bellissima persona che sa come lavorare coi giovani. Io l’ho avuto negli ultimi mesi di U18 perché poi sono salito in Primavera e ho sempre avuto molta stima per lui. Quando sono entrato in campo coi felsinei mi ha detto di stare calmo e mi ha avvertito riguardo al fatto che gli avversari sarebbero arrivati un po’ più forti rispetto alla Serie C. Mi ha anche detto che mi avrebbe aspettato in panchina in caso di gol ma questo non è arrivato (ride, ndr)”. 

Cosa si prova ad entrare in uno stadio come San Siro con indosso la maglia nerazzurra?
“Non te ne rendi conto nel mentre perché pensi solo al campo. Penso che sia l’emozione più bella che un ragazzo interista di 19 anni possa provare. Avevo i piedi congelati e comunque c’erano ansia e adrenalina”.

Come ti stai trovando in Serie C, campionato con un discreto livello qualitativo?
“L’ho affrontata abbastanza bene. C’è una differenza abissale con la Serie C e uno dei motivi principali è la differenza fisica perché magari affronti gente di 30 anni che è fisicamente più forte di te che sei un ragazzino, ma sotto questo profilo sto migliorando. C’è anche molta furbizia su alcuni elementi che in Primavera solitamente non consideri”.

Con chi andresti in vacanza tra tutti i tuoi compagni?
“Tutti”.

Il compagno più stiloso?
“Richie Agbonifo”.

Genere musicale preferito?
“Reggaeton”. 

Piatto preferito?
“Pasta al pesto”.

Allenamento al mattino o al pomeriggio?
“Con le nuvole (ride, ndr)”.

Il tuo punto forte in campo?
“Il fisico”.

Sport preferito oltre al calcio?
“Padel e tennis”. 

Idolo calcistico?
“Cristiano Ronaldo, per la personalità”.

L’Inter in una parola?
“Amore”.

Carlo Gamba

Sezione: Focus / Data: Mer 24 giugno 2026 alle 15:35
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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