Per un tifoso dell'Inter, per un appassionato di calcio e di sport in generale quello accaduto ad Eriksen durante Danimarca-Ucraina è stato un brutto tuffo nel passato. Fortunatamente durato pochi minuti rispetto a quanto vissuto agli Europei del 2021. Fortunatamente con lo stesso esito. Eriksen sta bene, è cosciente e tutto quello che doveva funzionare ha funzionato al meglio.

Quello accaduto cinque anni fa ha però sancito la fine dell'avventura di Eriksen all'Inter. Il centrocampista danese ha potuto continuare a giocare a calcio, ma non in Italia. A Eriksen è stato impiantato un defibrillatore sottocutaneo che gli ha consentito di proseguire l'attività agonistica, ma non in Italia, dove le leggi sull'idoneità sono più stringenti. La separazione è stata inevitabile e consensuale. 

Inzaghi, al suo arrivo sulla panchina nerazzurra, ci puntava tantissimo e tutto faceva credere ad un matrimonio diverso rispetto a quello tra Eriksen e l'Inter di Conte, seppure con un finale in crescendo. Un Eriksen trasformato alla Luis Alberto, capace di far vedere le qualità espresse al Tottenham in Premier League. 

Il malore ha spazzato via tutto. L'Inter, così, sul mercato fu costretta a cercare un altro "numero 10" da inserire a centrocampo. La scelta finale, a sorpresa, cadde su Calhanoglu, in trattativa di rinnovo di contratto in scadenza con il Milan. Un colpaccio a zero, forse il più clamoroso del duo Marotta-Ausilio. La storia la conoscete. 

CInque anni dopo Calhanoglu e l'Inter sono ancora insieme. E oggi, nel giorno in cui Eriksen torna a far spaventare tutti noi, qualcuno ha temuto di perdere il turco (passato da mezzala numero 10 a regista numero 20) a causa delle elezioni della presidenza del Fenerbahce tra annunci e proclami. Fortunatamente la telenovela è durata poche ore. Già Ausilio, a Parma, aveva blindato Calhanoglu. Ci ha pensato poi il risultato finale a mandare a casa Safi e a farci forse evitare un'altra estate bollente. 

In un universo parallelo ci piace pensare ad Eriksen nell'Inzaghi Ball. E chissà cosa sarebbe stato di Calhanoglu e della sua carriera. All'Inter invece Hakan si è consacrato. E tutto fa pensare che ci siano ancora altre pagine da scrivere insieme. 

Sezione: Editoriale / Data: Lun 08 giugno 2026 alle 00:00
Raffaele Caruso / Twitter: @raffaelecaru
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Raffaele Caruso
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Giornalista pubblicista e social media. L'Inter è la mia passione, ma anche il mio lavoro. Scrivo e mi occupo dei social, dal lunedì al venerdì su YouTube e nel Salotto di FcInterNews.