Gerard Piqué, ex bandiera del Barcellona e della nazionale spagnola, è a Milano per la Kings World Cup, torneo di calcio a sette di cui è ideatore e presidente mondiale. Intervistato dal quotidiano La Repubblica, Piqué parla della situazione della panchina dell'Italia, partendo da Andrea Pirlo che definisce "un amico e un giocatore incredibile, con uno stile di calcio molto vicino a quello che piace a noi in Spagna. Come tecnico, possono giudicarlo solo i giocatori che lo hanno avuto. Quanto a Paolo Maldini e Leonardo, se sono stati scelti è perché si è ritenuto che potessero gestire il progetto".

Il calcio italiano si trova a doversi ricostruire, dopo tre mondiali mancati. Da dove si parte?

"La linea fra fallimento e successo è sottilissima. A volte sembra che tutto vada male, ma non è così. Avete vinto l’Europeo pochi anni fa. Dovete investire sui giovani, portarli in prima squadra, costruire un’idea di calcio comune fra club e Nazionale".

Meglio un grande nome o un allenatore federale?

"Se si può prendere un fuoriclasse come Guardiola, ovviamente lo si prende sempre: è una garanzia di successo. In generale, però, al di là del nome, è fondamentale il sistema. Qualunque tecnico venga scelto, bisogna poi fidarsi di lui, dargli tranquillità, permettergli di prendere decisioni e concedergli il tempo necessario per lavorare".

In Italia non sappiamo più farlo?

"Quindici anni fa l’Italia era concentrata sulla fase difensiva ed era molto forte fisicamente. Poi ha cambiato stile. Serve tempo per adattarsi al nuovo modello e non bisogna cercare soltanto il risultato immediato. Occorre investire nelle Academy e far crescere i giocatori. Serve un piano che vada oltre la prossima partita. Inoltre, i club italiani devono portare più giovani in prima squadra: deve essere un lavoro che coinvolga l’intero movimento calcistico".

Sezione: Rassegna / Data: Mar 28 luglio 2026 alle 11:02
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.