Un gran pasticcio. Così Fabio Capello commenta per la Gazzetta dello Sport il tormento di ieri all'interno della FIGC, con l'annunciato passo indietro di Paolo Maldini e Leonardo a seguito del dietrofront su Andrea Pirlo commissario tecnico. Scelta per la quale l'ex tecnico del Milan ha una teoria: "Secondo me è chiaro che, pur di non accettare Pirlo come allenatore della Nazionale, si sia andati a fondo cercando elementi contro di lui. Mi aspettavo che Maldini e Leonardo si dimettessero, non sentendosi liberi di fare ciò che ritenevano importante per risollevare la Nazionale. In un certo senso, dopo aver ricevuto tante promesse, si sono sentiti usati".

Considerava Maldini e Leonardo due profili adatti a quei ruoli?

"Assolutamente sì. Avrebbero seguito una strada nuova, diversa e fuori dai canoni tradizionali. Adesso, però, torniamo a persone che hanno già allenato la Nazionale".

A chi si riferisce?

"Per me ci sarebbe soltanto una persona in grado di prendere la Nazionale, perché troverei incredibile un ritorno di Mancini sulla panchina azzurra dopo il modo in cui l’ha lasciata... Come si fa a lasciare la Nazionale senza alcun motivo per andare a guadagnare in Arabia Saudita?".

Chi preferirebbe?

"Per me resta soltanto Antonio Conte, che è un ottimo allenatore. Attenzione: non discuto la bravura di Mancini come tecnico, ma ciò che ha fatto, secondo me, è molto grave".

Quindi Conte…

"Nel suo biennio aveva fatto quello che ci si aspetta da un commissario tecnico della Nazionale e lui lo fa sempre attraverso i risultati. Così come José Mourinho ha detto che al Real Madrid l’unica cosa che conta è vincere, lo stesso vale per Conte: con l’Italia l’unica cosa che conta è vincere. Il resto sono tutte filosofie che ci si inventa".

Ora da dove si riparte?

"Da un’Italia che deve fare qualcosa di italiano, senza copiare nessuno, perché non ne siamo capaci. C’è però un aspetto molto importante. Il programma che probabilmente avevano previsto Leonardo e Maldini, quando parlavano di un orizzonte di otto-dieci anni, era la strada più giusta. Bisognerebbe cominciare eliminando le classifiche nelle scuole calcio — questa è la mia idea — e vietando di fare tattica fino ai 14-15 anni. E chi non è capace di allenare non faccia l’allenatore. Serve restituire ai ragazzi la libertà di pensiero e di gioco. Adesso dove si va? Credo che, prima di accettare, Maldini e Leonardo avessero elaborato un programma basato anche e soprattutto su questa strada, quando parlavano di otto-dieci anni".

Sezione: Rassegna / Data: Mar 28 luglio 2026 alle 08:46
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
vedi letture
Christian Liotta
autore
Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.