Ammettiamolo, da quanti anni non succedeva di attendere serenamente una partita dell'Inter, viverla senza patemi, con il solo piacere di assistere a uno spettacolo. Come quando si sta comodamente sul divano a guardare un big match all'estero, senza eccessivo coinvolgimento. Tanti, troppi anni. E il più delle volte è accaduto perché l'Inter ormai non aveva più nulla da chiedere alla stagione, nessun obiettivo degno del proprio blasone, per propri demeriti.
Preceduta dall'accoglienza della Curva Nord, stavolta nel rispetto delle regole (fino a un certo punto...), Inter-Sampdoria è stata soprattutto l'occasione per celebrare sul campo i Campioni d'Italia, come etichetta impone, ma anche per rivedere dal primo minuto alcuni giocatori che di luce ne hanno avuta poca negli ultimi mesi. Anche i vari Vecino, D'Ambrosio, Gagliardini, Ranocchia, Radu, il commovente Pinamonti meritavano una degna passerella, e magari capiterà ancora nelle ultime tre giornate di campionato. Ovvio che Antonio Conte abbia scelto in modo chiaro il suo undici titolare dopo diversi esperimenti, portandolo fino al traguardo a parte qualche variazione necessaria. Ma è altrettanto ovvio, e gli abbondanti scatti da Appiano Gentile in una settimana di festeggiamenti lo testimoniano, che ognuno abbia svolto la sua parte nel percorso trionfale nerazzurro verso lo Scudetto. Una grande squadra non la si vede solo in campo, è nello spogliatoio che nascono i successi più importanti. Quello che non si vede, che non si sente, è il cuore di un progetto vincente. E spesso i protagonisti sono coloro che il rettangolo di gioco lo vedono poco, ma sono estremamente partecipativi fuori.
Cronaca alla mano, l'Inter ha letteralmente passeggiato sulla Sampdoria (che bellezza il pasillo de honor, un sentito grazie a mister Ranieri), confermando la famosa regola Conte: non si molla nulla, mai. E un'altra regola fondamentale: in una grande squadra, anche se cambiano alcuni interpreti, i risultati rimangono gli stessi. C'è da essere molto soddisfatti, perché pur in un contesto rilassato e post bagordi l'Inter ha tenuto il piede sull'acceleratore per tutti i 90 minuti, convinta e convincente pur non dovendo dimostrare più nulla. Un bel regalo anche per i tifosi, purtroppo assenti all'interno del Meazza dove a fine gara si è svolta l'ennesima festa, stavolta sul campo. Sarebbe stata una cornice di pubblico meravigliosa. Pazienza. Un'ultima parola andrebbe spesa per Pina-gol: le lacrime dopo la sua prima rete in nerazzurro valgono più di mille parole. Interista vero, a livello sentimentale avrebbe meritato molte più occasioni. In estate andrà via, ma porterà con sé il ricordo di questo pomeriggio, la partita più importante della sua giovane carriera.
E adesso il piacere di godersi il resto del campionato da un osservatorio privilegiato e senza ansie verrà sublimato stasera, quando allo Stadium si affronteranno, con un significativo bisogno di punti, Milan e Juventus. Proprio due delle squadre che avrebbero dovuto contestare la vittoria finale ai nerazzurri e oggi rischiano di rimanere fuori addirittura dalla zona Champions (sentenze UEFA escluse, sia ben chiaro). Popcorn e bibita fresca a portata di mano, meglio ancora una fetta fumante di pizza, TV 4K (ma va bene anche un banale Led) acceso, divano sgombro, gufata a scelta. C'è davvero una condizione migliore per godersi una partita da dentro o fuori? No, non c'è. Perché se anche qualcuno cerca di rovinare la festa ai tifosi interisti, tra preannunciati fuggi fuggi estivi, presunte rivolte proletarie, crisi finanziarie dietro l'angolo che sembra non riguardino altre società (ma davvero?) e campagne mediatiche avverse, è tutta fatica sprecata. Come direbbe Antonio, stiamo ancora godendo.
VIDEO - TRAMONTANA: "PUNTI DI DOMANDA SUL FUTURO, ASPETTIAMO QUESTA SETTIMANA. E GODIAMOCI L'INTER"
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