È un’Inter che non vuole saperne di fermarsi. I nerazzurri stendono il Bologna, squadra spauracchio degli ultimi tempi, con un secco 3-1 e si riprendono il primato della Serie A. Questo il primo commento del vice di Cristian Chivu, che non si presenta alle interviste post partita in quanto praticamente afono, Aleksandar Kolarov ai microfoni di DAZN:

Chivu nel primo tempo parlava di squadra debole, poi però si è risollevata. È andata così?
“Io devo mantenere un buon livello di comunicazione, perché lui parla in modo veramente bello. Anche lui ha capito che a Riad abbiamo sfruttato poco le nostre occasioni, però la squadra ha giocato bene sin dal primo minuto”.

Inzaghi voleva sempre le due punte molto vicine, la crescita di Lautaro sta anche nell’andare a cucire il gioco e spaiare le difese. Questo è merito anche del vostro lavoro.
“A parte che Lautaro è quello che vediamo non solo in campo, è da sempre il nostro leader e gli vanno fatti i complimenti. Ma lui fa così anche in allenamento, non sbaglia mai. Oggi volevamo fare un quadrato alzando lui e isolando Marcus davanti al difensore. Poi lui è molto bravo nel capire dove muoversi, l’azione del primo gol è frutto di questo lavoro”.

Qual è il più grande merito di Chivu in questi sei mesi di Inter?
“Non posso rispondere io, se dice anche lui che non può rispondere…”.

Comunque avete raccolto un gruppo in un momento non facile.
“Noi non volevamo stravolgere nulla ma aggiungere delle cose. La squadra è andata vicina a vincere tanto ma non ha sfruttato quanto creato. Noi abbiamo toccato alcuni punti umani, poi lavorando sul campo la squadra sta prendendo una piega importante. Ora siamo primi e vogliamo rimanere lì anche se c’è tanto da lavorare”.

Chi è che urla di più tra Inzaghi e Chivu?
“Chivu sembra uno calmo ma non lo è per nulla, Cristian urla di più. Poi io non ero così vicino a Inzaghi, ero dall’altra parte…”.

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 04 gennaio 2026 alle 23:32
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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