Lo hanno fischiato, insultato, eletto eroe negativo dello sport, del calcio italiano, dell'Italia intera. In ogni campo, in ogni dove. Come non bastasse, minacciandolo di morte sui social, lui e la sua famiglia. Alessandro Bastoni, condottiero azzurro, uomo-match nell'importante pareggio con la Francia, per mesi è stato preso di mira, definito un 'mostro'. Narrato come esempio deplorevole ovunque, persino nelle scuole. Ma sin dall'inizio era lampante fosse l'assurdo capro espiatorio di una società rabbiosa, malata di politically correct, che il Grande Colpevole lo aspettava come Vladimiro aspetta Godot. Una furia cieca e collettiva, nascosta dietro ad un perbenismo peloso e di facciata, arenato nella dimensione horror della smisuratezza e dell'ipocrisia. Che attacca soprattutto vip e famosi, ed i famosi li aspetta al varco per poi colpirli come hanno colpito Bastoni.

Giocatore che qualche errore l'ha certamente commesso. Reo dell'espulsione (ingiusta) di Kalulu accompagnata da inopportuna esultanza nell'ultimo Inter-Juventus. Reo del 'rosso' rimediato nella nefasta gara dell'Italia contro la Bosnia, quella che ci è costata l'esclusione dal terzo mondiale di fila. Incidenti calcistici da sanzione, non da condanna. In un clima di perenne scherno, il Nostro ha però fatto qualcosa di importante. È risorto dal marketing del fango, come solo i Grandi sanno fare. È riuscito nella (non facile) impresa di non perdersi nei decibel della follia generale, restando in piedi quando mezzo Paese lo pretendeva in ginocchio. Alessandro ha tenuto la schiena dritta, non si è scomposto. Ha cercato l'unica strada possibile per non imboccare quella triste ed ingiusta che qualcuno avrebbe voluto. Bastoni la sua riabilitazione dai radical seriosi e dagli idioti l'ha ottenuta con un duro lavoro, fisico e mentale. Tornando ad essere ciò che era e che non ha mai smesso di essere. Il calciatore-uomo sicuro ed efficace nelle fondamenta e sul campo, un leader per compagni ed avversari.

Il centrale nerazzurro ha invertito la rotta, ce l'ha fatta. Ha tirato fuori un carattere d'acciaio, l'uomo dell'arena che combatte nel fango e non si arrende. Dopo due prove magistrali e due reti contro Turchia e la forte e blasonata Francia, il Nostro è pronto a candidarsi a leader anche nella Nazionale, dopo non avere mai smesso di esserlo nella sua Inter. Un segno di personalità che non è passato inosservato a Mancini e Chivu, ma nemmeno alla folla di detrattori dal fischio facile, ai famigerati teppisti da tastiera. Che oggi si scoprono orfani di un colpevole che sta tornando esempio. E li ha azzittiti con una bella storia di football e di vita.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 04 ottobre 2026 alle 00:00
Giulio Peroni / Twitter: @peroni_giulio
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Giulio Peroni
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Giornalista e opinionista sportivo. Canali TV Sportitalia e Telelombardia Top Calcio 24. Emittente radiofonica Giornale Radio FM