Contro la Roma è arrivata l'attesa risposta. L'Inter vuole conquistare il ventunesimo scudetto della sua gloriosa storia. Prima del 5-2 rifilato ai giallorossi di Gasperini che contro la sua ex squadra ha rimediato dieci sconfitte consecutive, la Beneamata aveva allarmato i suoi spasimanti rimediando solo due punti in tre gare, ridando così fiato agli inseguitori e a chi non vede l'ora di sparare sentenze contro i nerazzurri. Non era facile performare contro la Roma a pochi giorni dalla deblacle della Nazionale in Bosnia. Giustamente c'era apprensione sullo stato psicofisico degli azzurri in forza all'Inter e anche di Piotr Zielinski, che, nonostante un suo gol, aveva fallito l'assalto al mondiale con la Polonia, battuta dalla Svezia.
Invece, il clima della Pinetina ha ridato fiato e nuove motivazioni ai ragazzi di Cristian Chivu. E come scritto nello scorso editoriale, ha sicuramente fatto la differenza il lavoro psicologico effettuato dal mister che, essendo stato un grande calciatore con una carriera segnata da grandi gioie, ma anche da inevitabili delusioni, ha saputo toccare le corde giuste per presentare in campo, nel giorno di Pasqua, una squadra vogliosa, combattiva e concentrata sull'obiettivo.
Barella ha giocato una grande gara tornando anche al gol che mancava dallo scorso quattro ottobre. Dimarco è tornato a incidere sulla fascia di competenza. Bastoni, seppur condizionato dal problema alla caviglia, ha dato tutto fin quando è rimasto in campo, osannato dai settantacinquemila che riempivano il Meazza. Pio Esposito, utilizzato per uno spezzone di gara nella ripresa, ha sfiorato la gioia personale negata solo da una grande parata di Svilar. Zielinski non ha brillato come sa, ma ha comunque contribuito ad una vittoria che ha avuto un peso specifico enorme, come ha ammesso lo stesso Chivu in sede di conferenza stampa. E a prescindere dal discorso Nazionali, bentornato Marcus Thuram. Per lui assist, gol e ritrovata voglia di lottare per la causa.
Ma, come scritto e detto da più parti, la resurrezione nerazzurra è figlia soprattutto del rientro in campo di due pezzi da novanta come Lautaro Martinez e Hakan Calhanoglu. Vanno bene gli schemi, il modulo, l'organizzazione, ma le partite che contano le vincono i grandi giocatori, quelli che sanno determinare a prescindere dallo spartito. “Calhalosaiperché”, finalmente a posto fisicamente ed euforico per il pass mondiale con la sua Turchia, ha realizzato sui titoli di coda del primo tempo l'eurogol che ha indirizzato la gara con la Roma a favore dei nerazzurri. La perla, impreziosita da una regia impeccabile. Ha 32 anni Hakan Cahalanoglu, il suo motore ha ora bisogno di revisioni periodiche per superare gli ostacoli. Il contratto scade nel 2027, potrebbe essere logico pensare ad una separazione se in estate arrivasse l'offerta giusta. Ma è facile trovare su piazza. senza svenarsi, un regista simile a quello ammirato contro la Roma? La risposta è no e uno dei maggiori sponsor del turco nato e cresciuto in Germania, rimane Cristian Chivu. Staremo a vedere.
Mancava da un mese e mezzo il Toro, vittima dell'improbabile sintetico di Bodo. Il polpaccio è una brutta bestia, non guarisce in fretta e infatti nel pomeriggio di ieri è arrivata la doccia fredda di un nuovo stop. Lautaro, supportato dallo staff medico, aveva lavorato con grande determinazione per non mancare nella volata finale che porta allo scudetto. Presto detto: rientro con la Roma, doppietta d'autore e tanti saluti a tutti. Anche a chi sostiene che l'argentino sappia segnare solo contro Pisa e Lecce. Ridicolo. Ora però il polpaccio è tornato a farsi sentire, mentre la Beneamata domani sera torna in campo, a Como. Saprà con quanti punti di vantaggio sul Milan, impegnato oggi a San Siro contro l'Udinese e quanti sul Napoli che nel pomeriggio di domani reciterà a Parma.
Sarà difficile per i nerazzurri a Como (come detto mancherà nuovamente Lautaro), i lariani sognano una clamorosa qualificazione in Champions League e Cesc Fabregas, a cui anche l'Inter ha pensato la scorsa estate, è un predestinato. Ma all'andata a San Siro Chivu calò il poker: 4-0 e tutti a casa. Al Sinigallia, nel primo atto di semifinale di Coppa Italia, 0-0 senza farsi male. Domani è un altra storia. Estremamente importante. Perché uno scatto in riva al Lago....;
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