"Quell’Inter era fatta apposta per lui, per il suo gioco pratico, essenziale. Avevamo un attaccante, Ronaldo, che quando andava in progressione non lo fermavi più e Gigi si preoccupava di creargli spazi adatti a queste qualità. Quindi squadra raccolta, compatta, e lanci rapidi". Il giorno dopo l'addio a Gigi SimoniBeppe Bergomi ricorda l'ex allenatore nerazzurro sulla Gazzetta dello Sport. E la mente va immediatamente al pomeriggio di Juve-Inter del 1998, quando il mister perse le staffe a causa dell'arbitro Ceccarini. "Era la partita scudetto... si può comprendere la veemenza di quelle proteste: per noi interisti l’arbitro aveva ignorato un rigore solare su Ronaldo.... È vero, quella scena fece il giro delle tv: Gigi non aveva mai urlato prima di quel giorno e dopo quel giorno non urlerà mai più. Era un signore, una persona di indole buona. Un grande uomo. E quel campionato avrebbe meritato di portarlo a casa".

Perso lo scudetto, vi rifaceste in Coppa Uefa.
"E credo che Parigi abbia rappresentato per lui la parte culminante di una carriera che pure gli ha visto vincere diversi campionati. Ma una Coppa Uefa in un derby d’Italia è stata certamente la soddisfazione-top. Non eravamo uno squadrone ma c’erano giocatori assai bravi come Djorkaeff e Zamorano, Moriero e Zanetti, Simeone e Winter, Cauet e Zé Elias piazzato davanti alla difesa".

Un uomo mite, buono, in mezzo a giocatori di forte personalità: come se la cavava?
"Ricordo il discorsetto iniziale nel quale disse che ci considerava tutti sullo stesso piano, giovani e vecchi. Tutti tranne Ronaldo: lui abitava al piano di sopra e del resto era davvero un giocatore straordinario".

Nella stagione seguente, arriva la doccia fredda: esonero a sorpresa nel giorno in cui è a ritirare la «Panchina d’oro».
"Il presidente Moratti invitò quattro o cinque di noi a casa sua. C’era Ronaldo, c’era Pagliuca... E insomma Moratti ci spiegò il suo punto vista: “Guardate che lo faccio per voi, per farvi giocare meglio”. Era convinto che con Lucescu l’Inter sarebbe stata più manovriera e spettacolare. Noi eravamo reduci dal 3-1 sul Real Madrid in Champions e avevamo battuto la Salernitana solo in extremis, è vero, ma a causa della stanchezza . Provammo a difendere Gigi, niente da fare...".

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Sezione: Copertina / Data: Sab 23 maggio 2020 alle 08:49 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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