Anche Gianluca Pagliuca, ex portiere dell'Inter dal 1994 al 1999, ha parlato con Roberto Scarpini nel format di Inter TV "Uno di Noi", dedicato alle leggende che hanno contribuito alla storia del club. Ecco cosa ha detto l'estremo difensore protagonista per tanti anni in nerazzurro.

L'arrivo all'Inter e il bacio al palo nel 1994

Pagliuca ha iniziato partendo dall'arrivo in nerazzurro: "C'era molto entusiasmo, percepivamo da parte dell'ambiente e dei tifosi una grande gioia. I tifosi rivolevano Moratti per i ricordi indelebili della Grande Inter, lo associavano a suo padre e così è stato. E' stato una grande persona e un grande presidente".

Uno dei ricordi che, nella memoria collettiva, sono entrati a far parte del bagaglio associato alla figura di Gianluca Pagliuca è senza dubbio il bacio al palo nella finale a USA 1994. In finale Pagliuca rischiò di commettere una brutta papera, su un tiro da fuori del Brasile. La palla carambolò sul palo, evitando il peggio. L'estremo difensore ha spiegato: "Il bacio al palo è nato in modo spontaneo. Se fosse entrata quella palla sarei rimasto a giocare in America, non sarei tornato in Italia. Dopo la finale io sono venuto all'Inter, se avessimo perso 1-0 per colpa di un mio errore non sarei venuto all'Inter, quindi il palo mi ha salvato la vita sportiva, la carriera".

I mister in nerazzurro: Hodgson e Simoni

I due allenatori che Pagliuca ha ricordato sono Hogdson e Simoni. Sull'inglese ha detto: "Hodgson era bravo e preparato. Avevamo un buonissimo rapporto, all'inizio pretendeva delle cose da me che io gli davo fino a un certo punto. Voleva che i portieri in uscita rimanessero fermi, non anticipassero la parata. Io gli dicevo: 'Mister, se sto fermo prendiamo gol!'. Poi quando la paravo mi faceva i complimenti e allora gli rispondevo: 'Però se stavo fermo non la prendevo!' (ride, ndr) Però è una persona magnifica, ancora in formissima. Si faceva capire e rispettare, era intelligente e una brava persona".

Su Simoni invece ha raccontato: "Gigi era un grande, tutte le volte che lo incrociavo è sempre stato molto carino nei miei confronti, entrambi arriviamo dalla zona di Bologna. Ero contento io ma anche tanti compagni, sapevo che Gigi oltre a essere un ottimo allenatore era anche una gran persona. Aveva avuto problematiche, poi si era ripreso ed è arrivato al momento giusto. Era il numero uno nella gestione, Moratti è stato bravo a scegliere Simoni, sapeva di prendere Ronaldo e lui era bravissimo a gestire questi grandi campioni. Infatti abbiamo fatto veramente un bel campionato fino alla fine. Non era come gli allenatori di adesso, maniacali nella tattica. Era nel gruppo, era la priorità per lui"

La Coppa Uefa vinta a Parigi e l'imbattibilità nei derby

Parlando della vittoria a Parigi contro la Lazio, Pagliuca ha raccontato: "Non mi ricordo l'albergo, ma il ritiro a Versailles fu bello, eravamo stati benissimo. C'era un clima autunnale, però è stato bello. Siamo stati insieme i due giorni prima, tutti sentivamo che era la giornata sì. Bergomi era infortunato e quindi ero io il capitano. Venne da me Giacinto Facchetti e mi disse: 'Ti dispiace alzarla con Bergomi?' Ovviamente l'alzammo insieme, lui era il capitano e ci teneva tanto. Sono stato ben felice di alzarla con lui".

Ripercorrendo i round precedenti, l'ex portiere ha detto: "Con il Lione perdemmo 1-2 in casa, ci davano per spacciati ma vincemmo 3-1. E loro erano fortissimi. Facemmo una partita clamorosa, giocando benissimo e vincendo meritatamente. Con lo Strasburgo abbiamo fatto il contrario, perso 2-0 in trasferta. In casa abbiamo vinto 3-0, una partita incredibile in un'atmosfera fantastica".

Infine Pagliuca è anche il portiere che, con l'Inter, non ha mai perso un derby giocandone di più, ben 10, con 4 vittorie e 6 pareggi: "Pareggiavamo all'andata e vincevamo al ritorno, era quasi sempre così. Nel derby ho fatto due,tre parate bellissime. In un derby di Pasqua su Panucci feci una parata simile a quella di Banks su Pelé. Poi un'altra su Weah, di testa da zero metri, un'altra su un tiro al volo di Boban all'incrocio e una su Stoichkov in Inter-Parma, che Roberto Carlos sbagliò una diagonale, lui tirò a porta vuota e io la parai a corpo morto. Nei derby comunque ero molto carico".

Sezione: Copertina / Data: Dom 05 luglio 2026 alle 13:40
Autore: Alessandro Savoldi
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