Oltre un'ora di colloquio per gettare le basi dell'Inter che verrà. Anzi, per rifinire il piano di rilancio, visto che già da tempo la società lavora in ottica prossima stagione. Erick Thohir ha comunicato a Roberto Mancini che lo accontenterà: vuole riportare l'Inter ai vertici del calcio italiano prima e di quello europeo poi. Per farlo, c'è bisogno chiaramente di un mercato serio e funzionale all'idea di gioco dell'allenatore.

PRIORITÀ TOURÉ - Alla presenza di Bolingbroke e Fassone, il numero uno nerazzurro ha ribadito la volontà di aggiungere alla rosa il totem Yaya Touré, tanto voluto dal tecnico. “I citizens al momento chiedono 28 milioni di euro. L’Inter vuole come minimo dimezzare la richiesta e confida molto nell’incontro che entro la prossima settimana il calciatore avrà con il proprietario del City, lo sceicco Mansour Bin Zayed, per ribadirgli l’intenzione di cambiare aria dopo cinque stagioni”, spiega la Gazzetta dello Sport.

LA LISTA - Non solo Touré. La panoramica è stata vasta e sono stati sviscerati tutti i ruoli. Reina o Cech se partirà Handanovic. Servirà poi un centrocampista oltre Touré (Thiago Motta il favorito) e un centrale difensivo oltre Murillo (già bloccato). Ma gli sforzi saranno indirizzati soprattutto a reperire un compagno di reparto per Mauro Icardi, visto che Dybala è già della Juventus nonostante l'ultimo tentativo disperato con il rilancio delle scorse ore. “Senza dimenticare gli argentini Driussi e Pavon, che però sono classe ‘96, salgono le quotazioni di Fekir (21 anni) e Lacazette (23, votato miglior giocatore della Ligue 1), entrambi reduci da un’ottima stagione con il Lione. Bottega però cara e disposta a cedere più il secondo del primo, che piace anche per la sua duttilità”, conferma ancora la rosea. Lamela e Jovetic, invece, sembrano perdere quota.

IL TESORETTO - Oltre agli arrivi e alle permanenze (Mancini ha posto il veto sulle partenze di Icardi e Kovacic), si è ragionato anche sui probabili addii. Detto di Handanovic, le casse nerazzurre potrebbero risollevarsi con le cessioni dolorose di Juan Jesus, Hernanes e/o Guarin. A queste si potrebbero aggiungere quelle meno remunerative di Andreolli, Obi, Kuzmanovic, Crisetig, D'Ambrosio, Dodò o Nagatomo. “Ma poi ci sono anche gli ingaggi risparmiati con Campagnaro, Felipe, Jonathan, Podolski e forse Vidic – sottolinea la rosea –. Senza dimenticare i potenziali 22 milioni che frutterebbero i riscatti obbligatori, ma a determinate condizioni, di Alvarez, Mbaye, Pereira e Schelotto”. Un tesoretto da custodire.

Sezione: Copertina / Data: Lun 18 maggio 2015 alle 08:28 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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