Nel corso della 4a giornata del campionato Serie A Tim 2015-2016, l’Inter è di scena al ‘Bentegodi’ per il lunch-match contro il Chievo Verona. Dopo il successo nel derby, la squadra di Roberto Mancini vuole continuare la sua corsa in testa alla classifica, ma l’esame non è dei più semplici: i gialloblu di Rolando Maran hanno fermato appena otto giorni fa la Juventus allo ‘Stadium’ e seguono proprio i nerazzurri al secondo posto con 7 punti.
Nonostante le ipotesi di turn over della vigilia, Mancini schiera lo stesso undici sceso in campo contro il Milan (ad eccezione dell’infortunato Juan Jesus). Davanti a Samir Handanovic, l’Inter si dispone con un 4-3-1-2 con Davide Santon a destra, Gary Medel e Jeison Murillo coppia centrale e Alex Telles a sinistra; linea mediana composta da Fredy Guarin interno destro, Felipe Melo in cabina di regia e Geoffrey Kondogbia sul centro-sinistra; Ivan Perisic confermato vertice alto del rombo alle spalle di Mauro Icardi e Stevan Jovetic.
Modulo speculare per i clivensi, con Maran che si affida a Bizzarri in porta; difesa formata da Frey a destra, Gamberini e Cesar centrali, Gobbi a sinistra; Castro, Rigoni e Hetemaj compongono la cerniera davanti alla difesa; confermato l’attacco visto a Torino con Birsa alle spalle di Paloschi e Meggiorini.
Partenza pimpante del Chievo che impone un gran ritmo al match e mette in difficoltà la manovra nerazzurra con un pressing asfissiante fin sulla trequarti offensiva. L’Inter prova la manovra ragionata palla a terra, ma la fase difensiva dei gialloblu è ottima e non lascia spazi ai nerazzurri. A turno Paloschi e Meggiorini si abbassano sulla linea dei centrocampisti, con tutta la squadra racchiusa nell’arco di 30 metri. L’Inter si affida alla fantasia di Jovetic e all’intelligenza di Perisic, abile ad allargarsi sulla sinistra in fase di possesso palla mettendo spesso in difficoltà Frey. E’ timido invece Telles: Mancini lo vorrebbe più alto, ma il brasiliano si fa vedere in una sola occasione e per poco non imbecca Guarin a centro area per il tap-in vincente. Bravo Bizzarri a rifugiarsi in angolo all’ultimo.
Il movimento degli attaccanti gialloblu crea non pochi grattacapi alla retroguardia nerazzurra, con i due terzini spesso in inferiorità sugli attacchi clivensi. Birsa è ispirato e in più di un’occasione prova a liberare i compagni a centro area come nell’occasione di Paloschi che, con un movimento ad allargarsi coglie di sorpresa Murillo e per poco non favorisce l’inserimento di Meggiorini, chiuso all’ultimo da un ottimo intervento di Medel.
Quando il primo tempo sembra andare verso il tramonto, ecco che sale in cattedra Kondogbia, in crescita ma ancora al di sotto delle proprie potenzialità: il franese mette in mezzo un traversone ottimo per Icardi che supera Bizzarri e trova la rete del vantaggio. Il Chievo prova subito a reagire, ma il tiro di Birsa si spegne sui guantoni di Handanovic.
Il secondo tempo si apre con una variante tattica ad opera di Roberto Mancini. Il tecnico nerazzurro cerca di allargare le maglie della difesa gialloblu ed allarga Perisic e Jovetic in un 4-3-3 puro. Il croato prende posto sulla corsia di destra, il montenegrino si sposta sulla fascia coperta da Frey. La scelta sembra premiare l’Inter che alleggerisce la pressione del Chievo e può alzare il proprio baricentro.
Il ritmo cala, le gambe dei giocatori veronesi non sono più fresche come nella prima frazione e i nerazzurri hanno una maggiore libertà di manovra. Sale in cattedra Felipe Melo, che amministra ogni pallone con grande sostanza e intelligenza.
Al 65’ arriva il primo cambio per il Chievo Verona, con Inglese che prende il posto di un Paloschi, sceso nel secondo tempo. Contemporaneamente, però, arriva una nuova tegola per la difesa nerazzurra: Jeison Murillo è costretto a lasciare il campo per un infortunio all’adduttore, al suo posto Ranocchia che si dispone sul centro-destra della difesa nerazzurra con Medel spostato sul centro-sinistra.
Dieci minuti più tardi arriva una nuova sostituzione ordinata da Mancini e ritardata proprio per l’infortunio del colombiano: entra Rodrigo Palacio per Jovetic, ancora una volta uno dei migliori tra i nerazzurri. L’ingresso dell’argentino porta ad una nuova variante tattica, con Perisic che viene dirottato a sinistra in una sorta di 4-4-2. Entra subito in partita El Trenza, molto bravo a tener palla e far respirare il centrocampo nerazzurro.
Il Chievo non è più veloce come nella prima frazione, la squadra è più lunga e le distanze tra i reparti non sono più quelle che vorrebbe Maran, motivo per cui Mpoku prende il posto di Birsa sulla trequarti. Al belga il compito di fare da collante tra centrocampo e attacco e riportare il Chievo ad affacciarsi dalle parti di Handanovic.
Negli ultimi minuti i gialloblu provano il forcing finale che però non impensierisce quasi per nulla il portiere sloveno. Brozovic, entrato al posto di Kondogbia, ha il compito di addormentare il match, mentre Alex Telles, meglio nel secondo tempo, non subisce la vena di Pepe, inserito dal tecnico dei veneti al posto di Rigoni.
Il migliore di questi ultimi minuti è però il croato Perisic. L’ex Wolfsburg sembra avere più gamba rispetto ai compagni e avversari e spostato nel proprio ruolo naturale, fa vedere tutte le proprie qualità. Al termine di 5’ di recupero, conditi da un buon possesso dei nerazzurri e poca sofferenza per Medel e compagni, l’Inter strappa la quarta vittoria consecutiva e allunga in attesa delle gare del pomeriggio.
Altra prestazione di forza e personalità dei nerazzurri che, dopo i convincenti risultati di inizio stagione, continua il proprio percorso di crescita. Contro un Chievo che fino ad oggi aveva ottenuto ben 7 punti, l'ultimo dei quali nella trasferta di Torino contro la Juventus, dopo essere stata in vantaggio per oltre 70 minuti, l'Inter ha sfoderato una prova di grande maturità rischiando poco o nulla in difesa e concretizzando le poche occasioni concesse dalla ben ordinata retroguardia gialloblu. Apprezzabile la prova di Ivan Perisic, in crescita rispetto al derby, che quando si è allargato sulla fascia è tornato ad essere quello ammirato ai tempi del Wolfsburg. Ottima anche la gara di Medel, una sicurezza nella nuova posizione di centrale difensivo. Nota stonata Fredy Guarin, in affanno dopo l'ottima gara disputata nel derby. Mercoledì con l'Hellas la prova del nove.
Autore: Lorenzo Peronaci / Twitter: @lorenzoperonaci
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