"Le ultime tre partite, a parte il derby ed il suo impredicibile esito, coppa Italia e Lazio confermano un dato. Scavallando il girone di andata,le squadre vanno in cerca di risultati ed il bel gioco, ampio, aperto, di attacco viene meno, questo almeno per le squadre di blasone che devono sopportare la pressione di città, tifosi e media molto esigenti, al contrario di altre piccole realtà che invece possono continuare ad investire in moduli tattici anche spregiudicati capaci di metter in soggezione le grandi. L'Inter in tutto ciò cosa sta perseguendo tecnicamente parlando? Esiste un pensiero di sviluppo tecnico-tattico e di mercato della società che prescinda dall'allenatore di turno? Dalla sua storia, il dna dell'Inter porta in dote squadre muscolari, propense alle ripartenze od alla pressione coninua e potente utilizzando il fuoriclassse di turno come ciliegina sulla torta, ultimo esempio l'Inter del Triplete. Oggi in rosa non c'è neppur lontanamente un calciatore che potesse giocare titolare in quella squadra. E' indubbio che Conte porti in dote dai 10 ai 15 punti in più ma ora sembra che questo lo abbia raggiunto e che oltre non si possa, inutile chiedere di più se non conservare la posizione, ora verrà il difficile, tener botta agli altri. Purtroppo raramente ci troveremo ad affrontare squadre che metteranno in risalto le caratteristice dei due di attacco (Lukake e Lautaro) e la profondità di gioco. Conte dovrà trovare l'antidoto senza buttare troppi punti per strada ma deve perseguirla per non restare con poche soluzioni. Lo deve fare per le annate a seguire e deve fare scelte anche amare per alcuni. In questo attuale contesto Eriksen diviene poco collocabile anche se finalmente abbiamo uno che sa tirare le punizioni ma constato che il modo di giocare produce pochissime punizioni a favore dal limite area. Che si cominci a giocar la palla più velocemente e con precisione e tecnica di controllo, si inizi a provare le triangolazioni e i tagli e relativi assist a scavalcare la linea difensiva e smettiamola coon i soliti veli tra attacanti fatte sulle verticalizzazioni. Giocando sempre con lo stesso modulo e gli stessi schemi si cristallizzano i movimenti nella testa dei giocatori che poi, quando occorre trovare altre soluzioni efficaci contro squadre chiuse che ripartono si rivelano di difficile attuazione. Ultima considerazione dopo quello visto con la Lazio, Inter troppo attendista e prudente significa che Conte vede l'Inter in fase calante e non azzarda nulla per paura delle conseguenze. Brozovic è sfinito, non ce la fa proprio più, Skrinjar è definitivamente andato in confusione, Godin proprio non si trova, ovunque lo metti nella difesa a tre, De Vrij ha il fiato corto ed infatti non avanza più ad impostare perchè sa che non riesce a rientrare velocemente, Young è finora l'unico innesto positivo. Occorrerebbe una punta più tecnica di Lukako che possa giocare palla a terra perchè l'attuale schema Lukako-Lautaro funziona se tutta la squadra si alza in pressing ma ad oggi, senza alternative per infortuni vari, l'unico che lo fa è Barella, fin che dura. E' giusto che la società faccia capire che quest'anno l'obiettivo è migliorare i piazzamente passati e smentire che si possa ambire allo scudetto, tutti più sereni soprattutto Conte che sta andando in cortocircuito".
Fredrik
"Gentilissimi di fc Inter news, da quando il calcio è cambiato con l'introduzione delle nuove regole nell'epoca Blatter è parso sempre più almeno a chi ha potuto confrontare due epoche diverse del calcio che il ruolo del portiere sia diventato non più determinante come lo era in precedenza tant'è che molti appassionati hanno cominciato a considerare inutile spendere grandi cifre per accaparrarsi un portiere di grido. Le ultime gare dell'Inter sembrano invece contraddire questa analisi che pare obiettivamente frettolosa. In realtà il portiere rimane ieri come oggi l'uomo guida della difesa, colui che dà sicurezza ai compagni di reparto e li mette nelle condizioni di dare il meglio nei loro compiti. Sicurezza che il portiere riesce a dare soprattutto espletando al meglio l'ordinaria amministrazione, ciò che agli occhi di molti sembra facile, ma poi proprio facile non è. Uscite alte, buon posizionamento, capacità di giocare la palla con i piedi, lettura anticipata delle situazioni di potenziale rischio sono il bagaglio indispensabile del portiere di oggi come di ieri. Tutto ciò viene prima della singola papera o della singola grande parata. In particolare la propensione al grande intervento è innata in tanti numeri uno, molto meno la capacità di espletare l'ordinario che si ottiene lavorando sull'attenzione e allenandosi quotidianamente. La gara di ieri contro la Lazio è stata sin qui la peggiore del numero dodici interista. Peggiore di quella contro il Milan dove gli errori erano parsi evidenti a molti. Ieri , anche come conseguenza delle pessime prestazioni precedenti, si è visto come i compagni di reparto non siano più in condizione di esprimersi al meglio come conseguenza delle incertezze del numero dodici neroazzurro: uno Skrinair peggiore in campo, svagato e insicuro e addirittura un De Vrij che spesso ha smarrito la sua precisione e sicurezza esemplare. Senza un baluardo che sprizza certezze alle spalle anche nel calcio odierno i colleghi di reparto perdono la calma necessaria per esprimersi al meglio. Per un grande club diventa essenziale avere un grande numero dodici non solo un grande numero uno. Un portiere atto al ruolo di riserva in grado di esprimersi al meglio nelle singole prestazioni in cui è chiamato a giocare, mansione per cui ci si è rivolti spesso a buoni portieri di età non più giovanissima situazione che pare obiettivamente la migliore. Un portiere che sappia guadagnarsi la confidenza dei compagni di reparto e non solo durante le sessioni di allenamento e in generale nello spogliatoio. Fa riflettere tornando al caso specifico della nostra Inter che né Spalletti né poi Conte abbiano ritenuto idoneo Padelli di poter giocare anche le gare dei primi turni della coppa Italia, o che mai sia stato chiamato in causa per gare semplici favorendo sempre la presenza di Handanovich. È chiaro che il problema fosse noto da tempo nel club neroazzurro. In sintesi il problema non è quello noto dall'infanzia : " Se c'era Handanovich la parava" o se "è più forte Handanovich o Buffon" il problema del portiere è la sicurezza che sa emanare, sicurezza che si ottiene espletando l'ordinario in maniera egregia, lasciando lo straordinario per quando serve. Così come un calciatore non lo si giudica per un rigore sbagliato, anche un portiere non va giudicato per il singolo errore ma per tutta una serie di qualità che si riflettono positivamente sui compagni. Ben lungi da me il fatto di voler massacrare il Padelli uomo o professionista. Come accennato va rilevato che non solo si nasce numeri uno ma anche numeri dodici. Fare il portiere di riserva necessita di doti ancor più specifiche, come ricordare una parte studiata mesi prima, cosa non facile. Può darsi che Padelli sia un buon numero uno da squadra di provincia ma non un buon numero dodici. C'è chi ha bisogno di giocare sempre chi meno per ritrovare la forma migliore. Detto ciò la gara di ieri era in mano e con un portiere all'altezza si sarebbe potuto portarla a casa. Va rilevato che le pessime prestazioni del portiere a lungo andare incidono su tutti i reparti non solo sulla difesa, quindi si spera nel recupero immediato di Handanovich. Questa stagione ci sta mostrando con evidenza di quanti tasselli necessitasse l'Inter per tornare ad essere realmente competitiva. Inutile il solito refrain di un problema di testa generale della squadra, di fragilità o altro. Questi discorsi coprono sempre debolezze reali , fattuali e concrete di elementi cardine che mancano e anche il portiere di riserva è un cardine di un gruppo di professionisti. Saluti e buon lavoro".
Andrea
"Gentile Redazione, non è chiaro come mai sono state fatte carte false per prendere i tre giocatori che Conte ha voluto insistentemente dalla Società, per poi farli giocare col contagocce, adducendo la scusa che non sono ancora pronti per il nostro campionato. A parte Moses che ricorda non poco Lazaro, gli altri due dovrebbero sempre giocare: Eriksen e Young. Anche quelli della panchina dovrebbero essere più coinvolti nel progetto,tenendo conto che da dopodomani si giocherà tre volte a settimana. Conte si lamentava che giocano sempre gli stessi...ma anche dopo il mercato di gennaio continuano a giocare sempre gli stessi mi pare, c'è qualcosa allora che non torna. Lukaku sembra uno zombie per quante partite ha giocato, non si riposa mai. Comunque una cosa è certa: la squadra non è assolutamente competitiva (per motivi fisici,tecnici, psicologici, quello che volete..) per affrontare tre partite in una settimana. Conte e la Società dovranno lavorare e prendere decisioni soprattutto su questa amara realtà".
Sandro
"Non stiamo giocando bene, .....Lecce, Cagliari, ....anche a Udine dopo il doppio vantaggio i friulani hanno avuto almeno 2 occasioni per fare gol e soltanto per la scarsa precisione di Lasagna tutto ciò non è avvenuto;....., il primo tempo col Milan è stato imbarazzante , ci siamo svegliati nel secondo tempo dopo aver preso due sberle....in coppa Italia col Napoli non abbiamo creato occasioni da gol, e non serve giustificarsi dicendo che gli avversari hanno fatto catenaccio.....ieri con la Lazio dopo un primo tempo equilibrato , un palo di Milinkovic-Savic e una nostra buona azione conclusasi con un tiro di Lukaku respinto dal portiere laziale, arriva il vantaggio di Young allo scadere della prima frazione....ora , e ha ragione Conte una squadra che è prima in classifica doveva affrontare la ripresa in modo convincente, con autorità consapevole della propria forza, invece ci siamo fatti schiacciare nella nostra area di rigore , abbiamo subiti 2 gol fantozziani, e rischiato di prendere il terzo con Immobile che s' infila con irrisoria facilità in mezzo a due nostri difensori il cui tiro viene deviato da Padelli ( l'unica cosa buona che ha fatto)..... francamente non so spiegare questo calo dell'Inter in queste ultime partite,...però si vede chiaramente che non siamo più la squadra del girone d'andata, ; non c'è più il pressing che si faceva prima, i difensori non mi sembrano sereni, c'è poca lucidità tra di loro, questi continui retropassaggi verso il portiere sono veramente stucchevoli oltre che pericolosi.....Lukaku secondo me gioca troppo con le spalle verso la porta e di sponda, lui che nelle progressioni con la sua velocità è devastante....il nostro centrocampo manca di fisicità, Milinkovic-Savic andrebbe a pennello é lui il profilo che manca.....per concludere ci sarebbe anche il problema del portiere,...abbiamo tre uomini che si occupano di mercato, Marotta, Ausilio e ci metto anche Baccin, il destino ha voluto che Radu lasciasse il Genoa e ritornasse all'Inter, è nessuno dei tre scienziati ha avuto l'idea di trattenerlo dato che ci sono tre competizioni da onorare e che Radu tra l'altro veniva da una grande stagione,....evidentemente si preferisce ( sbagliando a mio avviso )non creare competizione interne.....tra due settimane ci aspetta lo scontro diretto con la Juventus allo Stadium , giocando così non credo proprio che si vinca a Torino, bisogna cambiare marcia e soprattutto testa.....amala...".
Francesco
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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