PADELLI 5 - L’infortunio di Handanovic gli consegna la seconda titolarità consecutiva dopo quella di Udine: stavolta, però, si parla del Derby di Milano e la prestazione è tutt’altro che da ricordare. Il palo lo salva sul destro di Calhanoglu, ma non può esserci sempre fortuna: ci mette del suo sia nel gol di Rebic che in quello di Ibrahimovic. Nel secondo tempo si limita a qualche uscita alta e all'amico palo sull'incornata last minute di Ibra.
GODIN 5,5 - Ritrova la maglia da titolare in una serata che richiede anche la sua elevata dose di esperienza. Comincia male perdendo il primo duello fisico con Ibra, poi prova a farsi perdonare stoppando un tentativo di Rebic e sfiorando il gol del vantaggio. Due colpe: si fa sovrastare dallo svedese in occasione del vantaggio rossonero, poi lo tiene in gioco sul 2-0. Aziona Sanchez con una genialata in verticale che porta al 2-2 di Vecino.
DE VRIJ 8 - L’avversario da tenere a bada questa volta si chiama Zlatan Ibrahimovic, non uno qualsiasi. È uno dei pochi che regge l’urto, assicurando la solita puntualità nelle letture difensive. Riesce a limitare i danni in un primo tempo solo rossonero, poi completa la rimonta con una spettacolare torsione aerea che è il giusto premio personale per una stagione fin qui strepitosa.
SKRINIAR 6 - A sinistra ha ancora qualche problema nell’impostazione, come testimonia la pericolosa palla in orizzontale persa nei primi minuti di gara. Dopo un avvio in affanno, compie un autentico miracolo per anestetizzare un tentativo ravvicinato di Ibrahimovic e pulisce l’area di rigore in un paio di situazioni scomode. Perde però colpevolmente Ibra nel corner che porta il Milan al raddoppio.
CANDREVA 5,5 - Dalle sue parti gravita il treno Theo Hernandez in coppia con Rebic ed è in continua sofferenza. Spesso e volentieri è costretto al ripiegamento con annesso fallo, quando riesce ad arrivare al cross non trova mai i giusti destinatari. Cresce nella ripresa, dove pennella il corner che porta al gol di De Vrij. (DAL 79' MOSES 6,5 - Si prende la soddisfazione personale con il perfetto cross che vale il definitivo 4-2 firmato Lukaku).
VECINO 7 - Morde nel momento del bisogno. Conte si affida ai suoi centimetri e ai classici inserimenti ‘silenziosi’: il primo di questi lo porta alla conclusione che impegna Donnarumma per la prima volta nel match, il secondo al piattone che vale il pazzo 2-2 nel giro di pochi minuti. Decisivo.
BROZOVIC 7 - Dopo il gol che ha sbloccato il derby d’andata, si presenta in quello di ritorno con una fascia al braccio e la sassata al volo che riapre la partita. L’avvio non è dei migliori: sbaglia tanti passaggi non da lui e si alza su Bennacer in fase di non possesso, abbandonando con rischio la zona di competenza. Poi prende per mano la squadra e guida la reazione, da Epic capitano.
BARELLA 6,5 - In avvio di partita fatica a leggere i movimenti tra le linee di Calhanoglu e gli inserimenti di Kessie, aggiungendo anche qualche imprecisione nella giocata. Fornisce il solito grande apporto in fase di interdizione e cresce con il passare del tempo. Quando si aprono gli spazi si concede anche una generosa galoppata alla ricerca del poker.
YOUNG 6 - Su quella fascia ha a che fare con la rapidità dell’asse Conti-Castillejo e anche lui tentenna quando si tratta di prendere l’iniziativa. Si intimidisce nel momento di difficoltà, poi riemerge nella ripresa. (DAL 94' BIRAGHI SV)
SANCHEZ 6,5 - Le fiammate nella sua Udine convincono Conte a rilanciarlo dal 1’, complice anche la pesante squalifica di Lautaro Martinez. È uno dei più propositivi: svaria e fa da collante tra centrocampo e attacco, sgusciando via tra le gambe rossonere nel tentativo di creare qualcosa di pericoloso. Serve l’assist del 2-2 a Vecino e strappa gli applausi al momento del cambio. (DAL 70’ ERIKSEN 6,5 - Entra a rimonta completata mettendo la grande tecnica a disposizione della causa per congelare il possesso. Dà un assaggio del piede fatato con lo spettacolare calcio di punizione che lascia a bocca aperta tutto San Siro e si stampa sulla traversa).
LUKAKU 6,5 - Solito lavoro da gregario. Lotta di fisico con Romagnoli e quando aumenta i giri in campo aperto fa tremare San Siro: una sua accelerazione genera la palla gol di Vecino, ma non riesce a pungere come da abitudine. Sembra accusare l’assenza di Lautaro, ma sfiora comunque il gol del 3-2 e poi conclude un derby da sogno con l'incornata che vale il poker.
ALL. CONTE 6,5 - Senza Bastoni e Lautaro Martinez, nella notte che può valere l’aggancio alla Juventus, decide di affidarsi a Sanchez e ad un centrocampo più fisico (con Vecino) che ha già assimilato i meccanismi tattici, rinunciando alla fantasia di Eriksen. L’approccio alla gara non è positivo, le scelte non pagano e il primo tempo è da dimenticare. Negli spogliatoi si fa sentire e nel secondo tempo si rivede la sua creatura. E la rimonta è da Inter "pazza", ma anche "regolare e forte". E da vetta.
MILAN: G. Donnarumma 5,5; Conti 5,5, Kjaer 5,5, Romagnoli 5, Hernandez 6; Castillejo 6 (dal 79' Leao sv), Kessie 6 (dall'81' Paquetà sv), Bennacer 5,5, Rebic 7 (dall'84' Bonaventura sv); Calhanoglu 6,5; Ibrahimovic 7,5. All. Pioli 6,5.
ARBITRO: MARESCA 5 - Decide di non fischiare i contatti al limite del regolamento per favorire lo spettacolo. Decisioni corrette nei primi 45’, poi nel secondo tempo parte male fischiando un fallo inesistente di Vecino ed ammonendolo per proteste. Da lì in poi il metro di giudizio cambia e si scatena con i cartellini.
ASSISTENTI: Peretti 6 - Paganessi 5,5.
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