Un punto guadagnato, più che due punti persi. Anche se la maledizione di San Siro continua ed Erick Thohir, pur ancora imbattuto nelle sue uscite allo stadio Giuseppe Meazza, deve mettere a referto un nuovo pareggio. Ma non c’è rammarico, semmai una soddisfazione seppur moderata per il risultato che consolida la posizione europea, sulla quale si può mettere un’ipoteca definitiva domenica sera, quando Milano si fermerà per l’evento sempre più atteso di tutti, sportivamente parlando: il derby contro il Milan. E allora, allacciamo le cinture e prepariamoci ad una nuova scalata della nostra hiiit paradeeeee.
10 - ¿QUE HICISTE? (Jennifer Lopez). Canta: JOSE’ MARIA CALLEJON
‘Cosa hai fatto?’. Se lo saranno certamente chiesto i tifosi del Napoli, anche non in spagnolo, quando hanno visto il loro attaccante gettare alle ortiche la più facile delle conclusioni, a tu per tu con Samir Handanovic e tutto lo specchio della porta davanti. Errore incredibile, considerando l’abilità sotto porta mostrata in stagione dall’ex Real Madrid, che anche in un’altra occasione a lui favorevole sbaglia negandosi il tiro da buona posizione per servire Higuain preso controtempo. Errori non da lui.
“Hoy destruiste con tu orgullo la esperanza, hoy empañaste con tu furia mi mirada…”
9 – WAIT ‘TIL YOU SEE MY SMILE (Alicia Keys). Canta: MAREK HAMSIK
Un sorriso enigmatico quasi quanto quello della Gioconda, che potrebbe dire e non dire. Di certo può alimentare qualche speranza in chi promuove fortemente l’acquisto del giocatore slovacco per la prossima stagione: Marek Hamsik viene stuzzicato nel dopopartita dal nostro inviato su un appuntamento a San Siro per il prossimo anno e lui risponde con un ‘Non so’ accompagnato da un sorriso. Non sa, Hamsik, che sin qui ha vissuto un’annata difficile e ieri è stato costretto inizialmente ad assaggiare il pino avendogli Rafa Benitez preferito Insigne. Hamsik non sa, poi chissà…
“When your head is in a certain place, nobody around to make you say, stand strong and you will go…”
8 – IL TUO CORAGGIO (Tricarico). Canta: MARCO ANDREOLLI
Era la grande incognita della serata: nemmeno mezz’ora in stagione sul campo e poi eccolo lì, catapultato titolare al cospetto di avversari non certo teneri. Un esame alquanto ostico, che però il giovane difensore figlio della cantera nerazzurra ha superato con grande dignità. Una volta prese le misure a Callejon e gli altri (non senza qualche brivido), Andreolli si è disimpegnato complessivamente bene, chiudendo con l’acuto del grande intercetto su Higuain, che però è costato caro all’argentino anche se lui non ha colpe. Comunque, una buona dimostrazione di personalità.
“Chissà perché quando dici "ora basta", succede qualche cosa e ritorna la speranza...”
7 – CAPTAIN OF HER HEART (Double). Canta: JAVIER ZANETTI
C’è poco da fare: ogni qualvolta entra in campo, è un’ovazione, così come a ogni suo tocco di palla. Il pubblico interista sente avvicinarsi la fine di un’epoca, col capitano che nel match contro la Lazio, con molta probabilità, avrà la sua passerella a San Siro, così come gli altri senatori del gruppo, dopo 19 anni di militanza nerazzurra, quasi un’era geologica considerati i tempi. Anni dove Zanetti ne ha viste di ogni colore, tra delusioni cocenti e trionfi storici, tenendo sempre comunque altissima la bandiera nerazzurra. Il 10 maggio si chiuderà un capitolo dell’ultracentenaria storia dell’Inter: con un occhio al futuro, ma senza poter mai cancellare le gesta del passato.
“And with the new day's dawning, she felt it drift away, not only for a cruise, not only for a day…”
6 – IL GRIDO (Giorgio Gaber). Canta: LA CURVA NORD
Una coreografia ad effetto, come quelle a cui ormai il tifo organizzato nerazzurro ci ha piacevolmente abituati; una coreografia gigantesca con un messaggio che vale come una sorta di esposizione universale del proprio pensiero relativo all’essere tifoso, prendendo a prestito un pezzo di un libro divenuto un must per il mondo ultras. La Curva Nord rivendica il ruolo del sostenitore come asse portante del gioco del calcio, senza il quale, testuali parole, questo sport sarebbe ridotto a ‘una gran cagata’. Messaggio che più chiaro non si può…
“C'è nell'aria un'energia che non si sblocca, come se fosse un grido in cerca di una bocca...”
5 – LOST AND FOUND (UB40). Canta: ANDREA RANOCCHIA
Così, alla fine, si deve essere sentito Ranocchia durante l’anno: perso e poi ritrovato. E ritornato ad esprimere quelle qualità che avrebbero dovuto fare di lui, stando alla bocca degli addetti ai lavori, il miglior difensore italiano in prospettiva. Sono successe tante cose, nel corso dell’avventura nerazzurra del ragazzo che ha ereditato il numero 23 da un pezzo di storia recente dell’Inter come Marco Materazzi, e un motivo c’è. Dopo mille vicissitudini, però, Ranocchia è tornato più sereno e soprattutto è tornato ad essere il giocatore di qualità che effettivamente è. C’è il rischio che non rinnovi, che alcune sirene possano ammaliarlo, l’Inter ci pensi bene…
“I was lost, now I'm found, looks like finally, somebody up there's got an eye on me…”
4 – STRONGER (Kanye West). Canta: WALTER MAZZARRI
“E’ stato forse l’anno più difficile della mia carriera, quello che mi ha dato più da fare”. Così parlò Walter Mazzarri dopo la partita contro il Napoli. Aggiungendo però “il più affascinante”. C’è da dire che l’impresa per la quale è stato chiamato non era sicuramente delle più facili, lui ci ha provato in ogni modo facendo fronte a una serie di coincidenze ed imprevisti che alla fine, forse, non gli hanno permesso di esprimersi al meglio. Però intorno a lui c’è la stima dell’ambiente nerazzurro, che adesso sembra non sognare minimamente di privarsi del tecnico di San Vincenzo. Insomma, ciò che non uccide rende di sicuro più forti, magari già dalla prossima stagione…
“That that don't kill me, can only make me stronger, I need you to hurry up now, cause I can't wait no longer…”
3 – MI FIDO DI TE (Jovanotti). Canta: ERICK THOHIR
Il primo a esprimere fiducia nei confronti di Mazzarri è proprio lui, il presidente nerazzurro. Che ha speso tutti i termini possibili per difenderlo, allontanando anche l’ombra di un ritorno di José Mourinho paventato da Massimo Moratti. E anche se nelle partite viste dal vivo probabilmente non si sarà divertito più di tanto per il gioco espresso, di certo ha tutta l’intenzione di dargli una mano per l’anno prossimo, quando Thohir, pur pensando al piano di business, non trascurerà l’aspetto sportivo sotto forma di ritorno a certi livelli.
“Forza e coraggio, la sete il miraggio, la luna nell'altra metà, lupi in agguato il peggio è passato…”
2 – LA CURA (Franco Battiato). Canta: MATEO KOVACIC
Nemmeno si stesse parlando dello squalo-balena o del fagiano di Edwards, intorno al ragazzo croato, che trovava spazio col contagocce nelle gerarchie di Mazzarri, era nato un movimento nazionalpopolare come a voler difendere un calciatore in via di estinzione, con tanto di striscione ironico apparso ad Appiano Gentile. Minuzie alle quali il tecnico non ha dato mai troppo peso, preferendo continuare nel suo lavoro di cesellatura di un fuoriclasse il cui potenziale doveva solo venir fuori nel modo giusto. E alla lunga, i fatti han dato ragione a lui: contro il Napoli, Kovacic, al 50esimo gettone in nerazzurro, ha sfoderato forse la prestazione più bella, più sicura, più tutto. Culmine di un crescendo reso possibile dalla cura di Mazzarri, che ha solo cercato di fare il suo lavoro e aiutare con metodo la crescita del ragazzo in barba a dicerie e profezie.
“Non hai fiori bianchi per me, più veloci di aquile i miei sogni, attraversano il mare…”
Ed eccoci infine arrivati al momento tanto atteso: la posizione numeroooo unoooo!!!
1 – VIVO, MORTO O X (Ligabue). Canta: L’INTER
E’ una delle canzoni che solitamente vengono sparate dagli altoparlanti di San Siro al momento dell’ingresso in campo dell’Inter. E mai come quest’anno suona profetica: 15 pareggi contro 14 vittorie per la formazione nerazzurra in questo campionato, che soprattutto nelle partite interne non è quasi mai riuscita a mostrare il suo vero volto rimanendo attanagliata. L’Inter di quest’anno, sul piano dei risultati, è stata purtroppo l’emblema del “vorrei ma non posso”, indecisa tra l’esplodere definitivamente o il rimanere chiusa nel bozzolo. Il risultato: una X, anche sotto questo aspetto.
“Guardare e non toccare, guardare ed ingoiare, e sei un po' nervoso ed un motivo ci sarà…”
BONUS TRACK – PROFETA NON SARO’ (Demis Roussos). Canta: MARIO BALOTELLI
E’ stato un venerdì grigio, quello dell’attaccante rossonero, tra la rabbia per la sostituzione e lo sfogo pesante contro l’opinionista Giancarlo Marocchi, fino a quel tweet quasi sibillino, nel quale si autoaccusava di “dividere l’Italia in due, mentre quasi tutto l’estero è unito con me”. Visto che, come recita saggezza popolare, nessuno è profeta in patria, i più hanno interpretato questo messaggio come una sorta di voglia di emigrare verso altri lidi, dove può trovare, stando a lui, un ambiente più congeniale. Starà ora a lui dimostrare il contrario alla squadra di cui si è sempre professato tifoso, possibilmente dopo il derby…
“Profeta non sarò, ma il cuore mio sa già che io non vivrò un solo istante d'ora in poi senza di te…”
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